BATTESIMO DEL SIGNORE (ANNO C)

Mentre Gesù, ricevuto il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì

Il Vangelo della prima domenica dopo l’Epifania ci presenta un popolo che è in attesa di un evento salvifico che sia in grado di liberarlo dall’incertezza. Questo stesso popolo individua in Giovanni la figura del Cristo che cancella il peccato permettendo così la riconciliazione con Dio Padre.
Giovanni risponde alle aspettative ed inizia a battezzare usando l’acqua, ma con un avvertimento (“Verrà colui che…”). Tuttavia non si ritrae né rimanda indietro il popolo. Anche Gesù, confondendosi tra la folla, riceve il Battesimo, con umiltà, come tutti gli altri, sostando subito dopo in preghiera. In quegli stessi momenti, la scena si anima con l’apertura delle nubi e la discesa dello Spirito Santo, sotto forma di colomba, conferisce sacralità a tutto l’avvenimento. Le ultime parole “Tu sei il Figlio mio…” danno un avallo divino alla futura missione di Gesù.
Questo passo evangelico suggerisce a noi cristiani una meditazione sul Sacramento del Battesimo. In una società secolarizzata, molte famiglie non si preoccupano di far battezzare i loro figli. Altri, anche credenti, considerano questo rito una consuetudine alla quale sottostare per tradizione, perché “si è sempre fatto così” o ancora perché, purtroppo secondo una logica utilitaristica, al neonato verrebbe richiesto il certificato relativo qualora in avvenire si sposasse in Chiesa.
Al contrario, il Battesimo è un evento molto importante nella vita del cristiano e richiede da parte della famiglia e dei padrini consapevolezza e continuità di attenzione. A conferma della centralità di questo Sacramento, in molte Parrocchie opera una équipe di famiglie che, in un clima conviviale, si propone di tenere degli incontri di formazione sia per i genitori del neonato che per i padrini.
Anche la figura di Giovanni suscita la nostra riflessione. Egli è considerato dal popolo il Cristo, colui che placa l’attesa, un personaggio carismatico. Tuttavia dà prova di grande umiltà e sottomissione quando avverte la folla della venuta di Gesù che “Battezzerà in Spirito Santo e Fuoco”. Sia Gesù che Giovanni occupano la scena del racconto evangelico. La folla è sullo sfondo, in una località non definita, e non esprime, pubblicamente, il proprio pensiero su chi sia “realmente” Giovanni. Ma è convinta delle sue parole. Infine, ecco l’apparire dello Spirito Santo in forma di colomba e tutto si completa in una luce soprannaturale.
Il “Battesimo di Gesù” è un episodio evangelico che ha stimolato la fantasia di molti artisti che, in epoche diverse e con sensibilità diverse, ci hanno lasciato opere di grande suggestione e potenza espressiva. Esso è d’altra parte presente nella memoria di ciascuno di noi perché ci ricorda la nostra personale iniziazione alla vita cristiana. Spesso siamo portati a dimenticarci di questa rinascita in Cristo e per questo dobbiamo essere vigili confidando nella Grazia divina che ci rende più fedeli alla vocazione di figli amati da Dio.

luisa martinoli

(Lc 3,15-16.21-22) In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo  a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco». Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù,  ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».