ASCENSIONE DEL SIGNORE

Mentre li benediceva veniva portato verso il cielo

Cristo con l’ascensione conclude in modo solenne la sua vita terrena ed inaugura per noi la «via nuova e vivente» (san Cirillo d’Alessandria), l’accesso al Cielo “per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore”. Una partenza che si fa vicinanza!

“Nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell’uomo, che è disceso dal cielo”, in mezzo a noi, incarnandosi. Gesù non solo ha dato la vita per noi, ma continua ad intercedere presso il Padre.
Con il salmista preghiamo: “Signore, piega il tuo cielo e scendi”. Ogni giorno Dio è realmente con noi, quindi siamo esauditi anche se spesso così poco presenti a simile dono. La fatica nella valle del pellegrinaggio ci spinge a supplicare ancora: “Io piango nella tristezza, sollevami secondo la tua promessa”, a credere ed a sperare: “Sei salito in alto conducendo prigionieri…Benedetto il Signore sempre; ha cura di noi il Dio della salvezza”.

Dio che non teme di abbassarsi e l’uomo che sempre può innalzarsi. Una strada verticale. Gesù l’ha percorsa e ci insegna a non perderla. Vedendolo come sommo sacerdote con le mani alzate in segno di benedizione, sentiamo quel “si staccò da loro” quasi come uno strappo. Eppure non possiamo provare lontananza se non ci stanchiamo di fare il bene, di orientare passi nella direzione giusta proprio facendo come Dio, chinandoci. Lui è nei fratelli, ce l’ha spiegato dicendoci che ogni gesto di buona umanità trasfigurata dalla carità riguarda Lui: “L’avete fatto a me”.

La tua storia tra noi continua così. Ti guardo “portato su” e so che ti seguo quando cerco le cose di lassù e mi impegno ad accumulare tesori nel cielo, perché la maturità della fede insegna che dov’è il mio tesoro sarà anche il mio cuore. È conversione, dimensione nuova, se mi ritengo servo inutile, se mi piego alle cose umili, se mi occupo della Grazia più di cosa dice il mondo.

“Chi altri avrò per me in cielo? Fuori di te nulla bramo sulla terra”, Tu sei respiro, trascendenza che trasfigura contingenze, pesantezze.

A volte non riesco a vivere davvero questa libertà di salvezza, di fronte a limiti e delusioni ho dei cedimenti, “sono stanchi i miei occhi di guardare in alto. Signore, io sono oppresso; proteggimi”; insegnami ancora ad elevarmi, a non perdere il desiderio di vita in Te e potrò sempre ritrovare ali.

Posso perdere slancio, forze, coraggio, “ma tu, Signore, rimani in eterno…Ma tu resti lo stesso”, “volgiti, guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna”, tra grappoli di storie diverse ma in cui ogni istante è possibilità di “innalzamento”.

“Levate i vostri occhi e guardate”: non smettere di dircelo mentre intercedi per noi. Maria l’ha fatto pienamente ed è stata assunta in cielo.

Una Madre così bella di Paradiso non può che “tirarci su” e farci ascendere seguendoti davvero.