Mercoledì 28 ottobre, alle 8.53, un treno ad alta velocità ha tamponato un altro convoglio fermo sui binari nei pressi di Urda, in provincia di Toledo, sulla linea tra Madrid e Siviglia. L’incidente ferroviario ha causato 69 morti e oltre cento feriti. Una trentina di persone sono ancora ricoverate.
A 5 chilometri dal luogo dello schianto c’è il santuario del Santísimo Cristo de la Vera Cruz. Il Cristo di Urda, detto «il Cristo della Mancia» o il Cristo dai grandi occhi, è una delle immagini religiose più venerate in Spagna. Raffigura Gesù che porta la croce verso il Calvario.
Il miracolo che avrebbe evitato la tragedia non c’è stato. Resta la domanda: dov’era Dio?
Il 2 maggio 2010, davanti alla Sindone a Torino, Benedetto XVI meditò sul giorno in cui Gesù giace nel sepolcro e Dio sembra tacere. Quel silenzio, nel testo di partenza, è lo stesso in cui sono finite le famiglie coinvolte nel disastro. La fede, vi si legge, non offre scorciatoie davanti al dolore.
Poi le parole del Papa: «Nell’ora dell’estrema solitudine non saremo mai soli».


