La campanella di Eliana

(Filippo Ciantia)

Paolo VI dopo il suo viaggio in Uganda chiese che una delle nuove chiese della sua diocesi fosse dedicata ai Martiri d’Uganda. Il pontefice fu grandemente impressionato, incontrando le folle gioiose e festanti che parteciparono, nel 1969, alla sua storica visita nel continente africano.

Ci fu grande stupore quando Papa Francesco affidò la Via Crucis del 2021 a due case famiglia, agli scout di Foligno e ai bambini che frequentavano il catechismo nella parrocchia voluta dal suo predecessore. Che commozione quel venerdì santo vedere i piccoli Rita e Dustin portare con Gesù, in piazza San Pietro deserta, la croce del mondo!

La parrocchia di don Luigi è vibrante di vita comunitaria. 500 bambini seguono il catechismo, aiutati da decine di catechisti. La Messa domenicale è allegra quanto una celebrazione ugandese, tra canti, bambini che salgono sull’altare, famiglie al completo, molte con figli speciali che non hanno timore di portare in pubblico ogni domenica le loro fragilità. Mancano solo le danze (ma non ditelo a don Luigi!). Impressiona vedere anziani, con il cagnolino che fa loro quotidiana compagnia, che si accuccia tranquillo ai piedi dei fedeli.

Ecco anche suor Veronica, francescana alcantarina, che abbiamo imparato a conoscere mentre comunica con il linguaggio dei segni su TV2000. Ci sono vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa, perché esse nascono dove la vita cristiana è bella.

Fino a pochi anni fa Eliana, una delle persone speciali sempre presente con la sua famiglia, alla consacrazione suonava la campanella, chiamando la comunità al silenzio di adorazione, che era la stessa che la comunità e la famiglia avevano per la piccola ostia che era questa ragazza “dagli occhi verdi celeste come il mare” che ora ci guardano dal cielo.

Tutto viene dall’essere in uscita, in missione, fino alla terra ugandese dove molte opere devono la loro esistenza alla carità dei parrocchiani. Anche Eleonora, giovane vittima del Covid e del collasso dei servizi sanitari, è ricordata nell’ambulatorio di Lira nel nord Uganda.

“Nella preghiera il Signore ci stringe a sé, come un papà col suo bambino. Così diventiamo grandi: non nell’illusoria pretesa della nostra autosufficienza – questo non fa grande nessuno – ma nella fortezza di riporre nel Padre ogni speranza. Proprio come fanno i piccoli: fanno così!”
(Papa Francesco)

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