La tragicommedia cromatica del peperone

(Fabrizio Dassano)

Tra le varie gravi incombenze che affliggono il Governo, non c’è solo la spinosa questione della manovra finanziaria: nelle ultime settimane sono emerse problematiche veramente decisive e complicate, come la produzione nazionale dell’acciaio e l’ambiente, la fusione FCA-Peugeot, la questione Alitalia e in generale il destino dei posti di lavoro.

Senza voler imporre una scala di priorità, oggi è però giunto il momento di affrontare senza ulteriori indugi anche l’annosa e irrisolta questione del peperone, dimenticata dai precedenti governi. Nome comune di varie piante del genere Capsicum (e in particolare del Capsicum annuum della famiglia delle Solanacee) e del loro frutto.

Il Capsicum annuum è un’erba alta fino a 1 metro, glabra, con foglie ovato-lanceolate, fiori solitari, pendenti, bianchi, con calice persistente, frutti a bacca senza succo e con molti semi. Non avremmo avuto il piacere di affrontare questo problema se nel ‘400 invece di andare in giro per i mari a scoprire le Americhe, qualcuno si fosse occupato dei fatti suoi. Già, perché il peperone è originario dell’America tropicale ed è coltivato in tutti i Paesi caldi e temperato-caldi in numerose varietà: con frutto allungato, conico, prismatico, globoso, a superficie liscia o costoluta, di colore bianco, rosso, giallo-aranciato, giallo, violetto. Nelle sue terre d’origine è una pianta perenne, qui da noi invece muore d’inverno.

Eppure da noi il peperone fa bella mostra di sé nelle cassette dei supermercati nei colori giallo, rosso e verde (non certo a caso la combinazione di tinte propria della bandiera del Mali e di tanti Paesi africani). È straordinariamente invitante per via di numerose e gustose ricette, ma mentre ci accingiamo a prenderne un paio gialli, vien da sé di prenderne almeno altri due rossi e un paio di verdi, giusto per rispettare la sequenza cromatica. Tanto quelli gialli e rossi hanno lo stesso prezzo, e allora è un attimo metterli nella stessa busta…

Siete tentati di farlo? Ingenuotti europei che si lasciano sedurre dalla verdura sud-americana! Provate ad andare alla cassa del supermercato così, con la pesata unica per i gialli e rossi… Vi rispediranno indietro dopo una lunga coda a vagare tra i banchi della verdura e riconfezionare, ripesare e rimettere gli adesivi del prezzo su due buste biodegradabili differenti. Perché i peperoni gialli e rossi devono uscire dal negozio rigorosamente separati!

Da troppi anni questa commedia cromatica va avanti. Oggi è giunta l’ora che un Governo serio e attento alle esigenze e ai problemi reali dei suoi cittadini si dia una mossa a rimuovere questo baco commerciale che affligge quelli che vanno al supermercato di corsa per tentare di mettere su una cena nel minor tempo possibile.

Queste regolette da repubblica sudamericana devono finire davanti ad una dura presa di posizione patriottica che finalmente trionferà e renderà tutti i peperoni gialli e rossi finalmente liberi ed eguali, nella pesata così come nella padella!

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