Gesù sale sul monte, come Mosè sul Sinai, e proclama non una legge che opprime, ma una parola che libera. Le Beatitudini sono la “carta d’identità” di chi vuole seguire il Maestro.
Ma che cosa sovversiva ci dice Gesù! Beati i poveri, beati gli afflitti, beati i perseguitati. Il mondo ride di queste parole. Noi usiamo dire: “Beato chi ha successo, chi è potente, chi non manca di nulla“. Eppure, guardiamoci intorno: quanta infelicità nascosta dietro il benessere! Quanta solitudine dietro l’apparenza!

La prima beatitudine è la chiave: “Beati i poveri in spirito“. Chi è il povero in spirito? È colui che si riconosce mendicante davanti a Dio. È chi non si fida delle proprie forze, ma della grazia del Padre. È l’opposto dell’orgoglioso che dice: “Io basto a me stesso“. Il povero in spirito sa di aver bisogno di Dio, degli altri, dell’amore.

Gesù non benedice la miseria che umilia, ma la povertà che libera. Non glorifica il dolore, ma promette consolazione a chi piange.
Le Beatitudini non sono un elogio della sofferenza, ma l’annuncio che Dio trasforma ogni croce in resurrezione.

Dio vuole la nostra felicità! Ma non quella effimera del mondo, che passa come rugiada al sole. Vuole darci la gioia profonda, quella che nessuno può toglierci. Per questo ci indica una strada diversa, quella del dono, della mitezza, della misericordia.

Davanti alla pagina delle Beatitudini proviamo ad interrogarci: dove cerchiamo la felicità? Nelle cose che passano o in Dio che resta? Sappiamo riconoscerci poveri, bisognosi della sua grazia? Viviamo la gratuità o il possesso? Siamo capace di misericordia o chiudiamo il cuore?

Le Beatitudini sono promessa già realizzata: “Di essi è il regno dei cieli“, dice Gesù al presente! Il Regno inizia ora, quando scegliamo la logica di Dio.

Mt 5,1-12

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».