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Liceo sportivo al Gramsci: la “pezza” della Città metropolitana

Sono stati trovati dalla Città metropolitana i locali per attivare una nuova sezione del Liceo scientifico di scienze applicate all’interno dell’Istituto di istruzione superiore “Antonio Gramsci”. “La soluzione è stata trovata in tempi rapidissimi – spiega la consigliera metropolitana delegata all’istruzione Barbara Azzarà -, malgrado siamo molto oltre le tempistiche della programmazione della rete scolastica e dell’offerta formativa, i cui giochi si sono chiusi a novembre”.
E’ stata messa così una prima pezza alla vicenda dell’indirizzo sportivo del Liceo “Gramsci”, nei giorni scorsi al centro delle cronache per la protesta di alcune famiglie di studenti – una cinquantina – che avevano avanzato domanda di iscrizione: richiesta respinta per l’impossibilità di costituire ulteriori classi di questo indirizzo, stante in particolare la carenza di locali nell’istituto. Ora una buona metà di quei ragazzi saranno accolti nella nuova sezione di scienze applicate. Agli altri si intende invece proporre istituti diversi.
“Mi sento di consigliare alla scuola, per venire incontro alle esigenze delle famiglie, un’attenzione particolare alle attività legate allo sport”, è la stoccata, nemmeno troppo velata, che Barbara Azzarà rivolge alla dirigente scolastica Daniela Vaio. E rincara la dose: “Suggerisco anche di rivedere i criteri di accoglienza, in modo di dare il giusto peso al tema della territorialità (attualmente non preso in considerazione, ndr)”.
Ripercorriamo la vicenda, per sommi capi: quest’anno all’indirizzo sportivo del Liceo “Gramsci” sono giunte 77 iscrizioni, ma si è potuta costituire una sola classe per 28 persone. I criteri su cui si sarebbe basata la scelta erano ampiamente noti, e pur avendo fatto storcere il naso a qualcuno erano stati metabolizzati. Ciò che ha scatenato la protesta è il fatto che, pur avendo all’atto dell’iscrizione per obbligo indicato altri indirizzi in subordine a quello sportivo, genitori e ragazzi si sono sentiti dire che neanche la loro seconda scelta sarebbe stata accolta, dal momento che anche le classi degli altri indirizzi erano al completo. Per cui si veniva invitati a cercarsi un altro istituto: cosa che alcuni hanno fatto, altri no.
Nel frattempo la dirigente scolastica Daniela Vaio ha avuto un incontro in Città metropolitana, cercando di ottenere una nuova classe per il Liceo sportivo e una per quello di Scienze applicate. Il risultato è che da Torino hanno deciso di farsi carico in proprio del problema. Nei giorni scorsi, alle famiglie è giunta comunicazione dall’Ufficio scolastico regionale che le loro richieste di iscrizione erano state prese in carico dal “Gramsci” (per chi non aveva voluto indicare un altro istituto in alternativa) o dal nuovo istituto indicato (per gli altri): in tutti i casi l’accettazione sarebbe stata subordinata alla possibilità di costituire nuove classi. Ovvio, viste le risposte, lo sconcerto di genitori e ragazzi, e inevitabile la protesta.

Mauro Saroglia

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