Il gen. Vannacci ha assunto un ruolo politico centrale nella coalizione di governo: nella vicenda giudiziaria dell’orefice Roggero, Fratelli d’Italia e la Lega hanno assunto le sue posizioni estremiste, contro la Magistratura, contro il Quirinale, contro lo Stato di diritto, aprendo la strada ad un Far West sociale che ricorda l’America di Trump. Si è dissociata Forza Italia: con i capigruppo Costa e Craxi ha rigettato il populismo per la riforma della giustizia; analoga la posizione del sottosegretario Sisto.

Con il caso Roggero la maggioranza ha ribaltato l’esito del referendum sulla giustizia: il governo, prima ancora del deposito della sentenza della Cassazione (condanna a 14 anni per aver ucciso due ladri fuori dal suo negozio, quindi senza legittima difesa secondo l’ultima legge firmata da Salvini), ha sollecitato la libertà per il Roggero, presentato addirittura come “un eroe”. (La vita umana è divenuta un optional). Contestualmente è partito l’assedio al Presidente Mattarella, per la “grazia subito”, come se il Presidente fosse un semplice passa-carte, e non un rigoroso difensore dello Stato di diritto, verso tutti, nessuno escluso.

La tripartizione dei poteri, cardine della democrazia liberale e repubblicana, è stata stravolta dall’Esecutivo: con quali “Carte costituzionali” ci presenteremo in Europa, con una politica giudiziaria che, senza Trump, ricorda i Maga e fa piacere ad Elon Musk?

Per rendere il clima sociale più “caldo” il gen. Vannacci è intervenuto con una provocazione politica senza precedenti: parodiando gli storici gladiatori del Colosseo ha diffuso un video con la condanna a morte di Conte, Schlein, Prodi e la Boldrini! E’ con questa destra estrema che si pensa di governare l’Italia? O per averne i voti, diventa tutto possibile?

In questo contesto politico surriscaldato s’inserisce la tragica morte a Bologna di Farik, di origini marocchine: la polizia e il 118, chiamati dagli inquilini per le sue grida, hanno compiuto un intervento “discusso” conclusosi in modo drammatico.

Subito ci sono state dichiarazioni “assolutorie” da parte della Lega e di Fratelli d’Italia, mentre un gruppo di manifestanti del corteo pacifico indetto dal sindaco di Bologna si è scontrato con la polizia, ritenendola colpevole. La Meloni ha condannato questa violenza, chiedendo di attendere le indagini. Ed è giusto. Ma perché non attendere la Magistratura anche sul caso Roggero?

Il “Terzo potere” va lasciato fuori dalla contesa politica, come prevede la Carta costituzionale: questo è il vero messaggio lanciato da milioni e milioni di italiani che sono andati alle urne nel recente referendum, smentendo tutti i sondaggi pessimistici. Si può reggere un vice-presidente del Consiglio che passa le sue giornate nelle carceri con gli arrestati da liberare subito? E le Procure generali, le Corti d’Appello, i Magistrati di sorveglianza dove li mettiamo?

Sul Quirinale una campagna elettorale con tre anni d’anticipo non si era mai vista, neppure negli anni della guerra fredda, dello scontro Stalin-Truman. Il livello istituzionale di rispetto non è mai stato violato, anche nella rottura De Gasperi-Togliatti.

La vera carta “segreta” della maggioranza di governo è nella permanente divisione del campo largo sulla leadership: Schlein e Conte sono irremovibili nella scelta; l’ipotesi, avanzata da Prodi, di un “esterno” è caduta nel vuoto. Di primarie si riparlerà ad ottobre, con il programma. Ma questa incertezza, compresa quella sull’area centrista-riformista, non aiuta il centro-sinistra.

Conte e la Schlein, sul caso Garrone e su Bologna, sono stati concordi nella difesa delle istituzioni repubblicane. Ora sono chiamati ad un gesto coraggioso di responsabilità, perché il tempo politico a disposizione è breve.

Analogo scenario in Forza Italia: Marina Berlusconi chiede un “no” irrevocabile sull’ipotesi di alleanza con Vannacci, mentre Tajani tentenna. La scelta è inevitabile.