Mancano i medici nelle zone montane.

L’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Luigi Genesio Icardi, ha incontrato a Verduno i Sindaci del Monregalese. Al centro del dialogo tra Icardi e gli Amministratori locali il complesso tema relativo alla mancanza di medici di base e di pediatri nelle zone montane. Uncem già due anni fa aveva chiesto un intervento della politica nazionale e regionale, attraverso l’ex Assessore Antonio Saitta, su questo problema. Definire incentivi per i medici che tengono aperti studi nelle alte valli, nei Comuni più interni, oggi è consentito dal Decreto Calabria. Uncem ha chiesto all’Assessore Icardi di dare attuazione alla norma nazionale all’interno del Contratto integrativo regionale per i medici, che segue a quello nazionale appena approvato. Senza incentivi e anche con opportuni obblighi fatti di premialità, i medici sempre più spesso rinunceranno ad aprire studi nei Comuni montani, spostandosi a valle. Un’emergenza denunciata in diverse aree appenniniche e alpine.

Non solo il problema dei medici che mancano. Uncem ha sottoposto all’Assessore Icardi un articolato documento che prevede – per migliorare i servizi nelle aree montane – di proseguire il percorso fatto finora in Piemonte unendo “infermieri di comunità”, “case della salute” (oltre 70 quelle attive), piazzole per l’atterraggio anche in notturna dell’elisoccorso (120 funzionanti finora). “Il modello piemontese – commenta il Presidente Uncem Marco Bussone – è diventato già un modello nazionale, con le ‘comunità di pratica’ dove si intrecciano welfare e sanità, con un’attenzione specifica alle cronicità, vero problema nelle aree montane. Ora aspettiamo atti concreti”.

Lascia una recensione

  Subscribe  
Notificami