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L’olivicoltura in Piemonte resta una produzione di nicchia, lontana dai numeri di regioni come Liguria e Veneto, ma in crescita e con prospettive che vanno oltre la produzione di olio. È su questa potenzialità che punta la proposta di legge “Disciplina e promozione dell’oleoturismo in Piemonte e istituzione del Circuito regionale di valorizzazione della cultura olivicola”, presentata dal vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti con il contributo del consigliere Alberto Avetta, entrambi esponenti del Partito democratico.

In Piemonte si stimano 300-350 ettari coltivati a olivo, circa 300 mila piante e un centinaio di aziende agricole registrate, oltre a numerosi piccoli produttori. La proposta intende accompagnarne lo sviluppo attraverso un quadro normativo che riconosca nell’oleoturismo uno strumento per integrare il reddito agricolo, attrarre visitatori e tutelare il territorio. “Il Piemonte sta vivendo una fase di espansione dell’olivicoltura, che interessa tanto le aree collinari e pedemontane quanto le zone di pianura coinvolte in processi di transizione produttiva – spiegano Ravetti e Avetta – Questa proposta di legge intende disciplinare in modo organico l’oleoturismo piemontese, che non è solo un’attività economica, ma un modo per valorizzare il paesaggio, sostenere il reddito degli agricoltori e recuperare aree marginali”.

L’obiettivo non è sostituire le colture tradizionali, a partire dalla vite, ma affiancarle dove le condizioni lo consentono. Un’opportunità che riguarda da vicino anche il Canavese. “L’area dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea offre un microclima particolarmente idoneo grazie all’azione termica dei rilievi e dei laghi vicini. Qui si concentra circa il 25-30% delle aziende regionali”, sottolinea Avetta. Si tratta prevalentemente di piccole realtà familiari, spesso affiancate ad altre coltivazioni. Nel territorio si trovano inoltre due dei pochi frantoi attivi in Piemonte, a Vialfrè e Settimo Vittone, e ha sede l’Associazione degli olivicoltori piemontesi (ASSPO), nata nel 2003 per diffondere la coltura, individuare le varietà più adatte al clima e formare nuovi produttori.

La proposta di legge prevede l’istituzione di distretti dedicati all’oleoturismo e alla transizione olivicola, distinguendo le aree collinari, pedemontane e lacustri, dove prevalgono le opportunità paesaggistiche e turistiche, dalle zone pianeggianti più adatte alla meccanizzazione e allo sviluppo della filiera. Per il Canavese viene indicato il possibile inserimento nel Distretto Morenico Piemontese. Tra le misure previste figurano un registro regionale degli operatori oleoturistici, procedure amministrative semplificate, la possibilità di utilizzare frantoi mobili e spazi aziendali per l’accoglienza e le degustazioni, oltre a forme di ospitalità leggera. È prevista anche la raccolta didattica delle olive, con finalità culturali e non produttive nei distretti paesaggistici. Le attività dovranno valorizzare l’olio piemontese e le produzioni agroalimentari locali, con abbinamenti gastronomici composti per almeno l’85% da prodotti regionali DOP, IGP o PAT. L’oleoturismo verrebbe infine integrato nelle esistenti Strade del Vino e dei Sapori, evitando di creare itinerari separati.