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venerdì 13 Febbraio 2026

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Cercate il Signore voi tutti, poveri della terra

PAROLA DI DIO - Letture dalla Liturgia nella IV Domenica del Tempo Ordinario - Commento a cura della prof.ssa Acide Elisabetta - Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli

Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti

Prima Lettura Dal libro del profeta Sofonìa Sof 2,3; 3,12-13 Cercate il Signore voi tutti, poveri...

Al via il tour della mostra per gli 80 anni del voto delle donne. Prima tappa Castelnuovo Nigra

Parte con entusiasmo il tour itinerante di una nuova edizione della mostra fotografica “Torino 1946 – 2016. Settant’anni dal primo voto delle donne” che la Città metropolitana di Torino, dopo il successo di dieci anni fa, è tornata a mettere a disposizione del territorio con il titolo “Torino 1946 – 2026. Ottant’anni dal primo voto delle donne”.
Il viaggio della mostra prenderà il via a metà febbraio da Castelnuovo Nigra, dove l’allestimento sarà esposto dal 16 al 22 febbraio nella sede del Comune (Via Scuole, 13). L’inaugurazione ufficiale si terrà martedì 17 febbraio alle 10, alla presenza del consigliere metropolitano e sindaco del Comune di Castellamonte Pasquale Mazza e del curatore dell’archivio fotografico “La Bottega del ciabattino”, Franco Senestro.
Il testimone passerà poi a Brusasco (23 febbraio – 1 marzo) e Druento (2 – 8 marzo), per proseguire con le tappe di Brandizzo (9 – 15 marzo) e Chieri (16 – 22 marzo).
Il tour toccherà successivamente Riva presso Chieri dal 23 al 29 marzo, per poi spostarsi in alta quota a Bardonecchia in occasione delle festività pasquali dal 30 marzo al 6 aprile.
Il mese di aprile vedrà la mostra protagonista a San Gillio (7 – 12 aprile), Bollengo (13 – 19 aprile) e Ciriè (20 – 26 aprile).
Tra la fine di aprile e tutto il mese di maggio, il percorso espositivo farà sosta a Nichelino (27 aprile – 3 maggio), La Loggia (4 – 10 maggio), Cercenasco (11 – 17 maggio) e Santena (18 – 24 maggio).
Il ciclo di queste prime tappe si concluderà con un’importante permanenza di un mese, dal 29 maggio al 29 giugno, sul territorio di Novara e del Verbano Cusio Ossola a cura dell’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea nel novarese e VCO.
Info https://www.cittametropolitana.torino.it/comunicazione/parte-il-tour-sul-territorio-della-mostra-gli-80-anni-del-primo-voto-delle-donne

L’allevatrice canavesana Mirella Abbà premiata in Bahrein

La responsabile di Donne Coldiretti Torino, l’allevatrice canavesana Mirella Abbà, ha ricevuto a Manama, in Bahrein, il prestigioso premio della Fondazione IWEC. Mirella Abbà, 39 anni, a Favria Canavese conduce insieme al fratello Enrico, al padre Flavio e alla mamma Maurilia l’azienda di famiglia “Cascina Impero” dove alleva mucche di razza Frisona e produce latte. Dal 2022 alla stalla si è affiancato anche l’impianto di produzione energetica da biogas.
L’IWEC, International Women’s Enterpreneurial Challenge Foundation, è una fondazione internazionale, senza fini di lucro, la cui mission è quella di collegare e sviluppare una rete globale di titolari di aziende di successo attraverso il lavoro delle Camere di commercio internazionali e delle organizzazioni imprenditoriali femminili. La Camera di Commercio di Torino è partner di IWEC.
«Il conferimento del premio IWEC Conference Award – commenta Mirella Abbà – mi riempie di orgoglio come imprenditrice ma soprattutto come allevatrice. Un premio che riconosce il valore dell’allevamento e l’importanza di produrre il cibo. Un’attività dal valore universale che ci impone un forte senso di responsabilità verso la qualità del nostro prodotto ma anche verso la terra e gli animali che ci danno tutti i giorni quegli alimenti che sono la fonte del nostro reddito».

Alla Facoltà teologica di Torino l’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico

L’evento si svolge il prossimo 7 marzo dalle 9 presso la sede della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale.
Dopo il tempo riservato alla preghiera dell’Ora Media, il card. Roberto Repole, Moderatore del Tribunale porterà il suo saluto, e sarà sempre lui al termine della mattinata a fare le conclusioni.
Sull’attività del Tribunale nel corso del 2025 relazionerà il vicario giudiziale, mons. Ettore Signorile.
Due le prolusioni previste. Mons. Paolo Bianchi, vicario giudiziale del Tribunale di appello interverrà su “La riforma dieci anni dopo la promulgazione del MIDI: alcune (parziali e provvisorie) considerazioni di un vicario giudiziale).
Don Giovanni Bagnus, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico diocesano di Alessandrina parlerà invece di “Il processus brevior Coram Episcopo e il canone 1095: criteri giuridici, responsabilità pastorali e prassi applicative”.
I Vescovi delle Diocesi che hanno costituito il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Piemontese di Prima e di Seconda Istanza (Torino, Susa, Ivrea, Pinerolo, Asti, Novara, Biella, Aosta, Saluzzo, Mondovì, Casale, Cuneo, Vercelli, Alba), hanno approvato l’organico, valido fino alla naturale scadenza del 20 gennaio 2031.

Il fascino del Carnevale, tempo leggero che precede quello della profondità (di Lorenzo Iorfino)

Qui a Roma il Carnevale passa quasi in sordina. Me ne accorgo ogni anno quando nei forni compaiono le frappe, leggere e fragili, coperte di zucchero a velo. Le chiamano così. Io faccio fatica: per me restano chiacchiere, o bugie, come dice mia nonna da Pettinengo con un sorriso che sa di infanzia. Sono le bellezze delle nostre regioni, che cambiano nome alle cose e le rendono più intime.
In collegio nessuno prepara la valigia per il Carnevale; ho provato a proporre una fagiolata comunitaria, ma l’idea non ha attecchito. Le lezioni vanno avanti, gli esami pure. La vita resta ordinaria, quasi distratta.
Poi penso a un mio amico di Ivrea. Lui ha già programmato il ritorno a casa. Per lui è un appuntamento inciso in agenda mesi prima. C’è un’attesa che lo attraversa, una fedeltà alle sue radici, a una città che in quei giorni si riconosce in simboli condivisi e in riti che tengono insieme le generazioni.
E qui, lo ammetto con un filo di vergogna, da biellese al Carnevale di Ivrea non ho mai partecipato. Ne ho sentito parlare con quell’entusiasmo che ha i tratti epici e gli occhi lucidi. Ho visto immagini, letto racconti, ascoltato descrizioni accese. Ma non sono mai stato lì, in mezzo alla piazza, dentro quella storia che si ripete e si rinnova. Forse anche per questo mi affascina. Ha un sapore diverso… Avrò modo di recuperare.
Il Carnevale, in fondo, è un tempo che rompe il ritmo e concede uno spazio diverso. Ci si maschera. Si gioca. Si esagera un poco. È una sospensione delle parti rigide della vita.
Per noi giovani, abituati a costruire un’immagine e a difenderla, indossare una maschera può diventare un gesto liberante. Per qualche ora ci si permette di esplorare lati nascosti, desideri, paure. Si prende fiato.
Dentro questa leggerezza avverto anche una traccia più profonda. Il Carnevale precede la Quaresima. Viene prima di un tempo essenziale, sobrio, spoglio. La tradizione cristiana conosce il cuore umano: abbiamo bisogno di festa e di silenzio, di piazza e di deserto. La gioia condivisa prepara alla ricerca interiore. Il riso apre alla verità.
Io resto a Roma, spiluccando qualche frappa; il mio amico torna a Ivrea. Due strade diverse negli stessi giorni. In mezzo, una certezza semplice: la festa, quando è vera, ricorda a ciascuno che la vita è più ampia delle nostre maschere. E che dopo il colore e la spensieratezza viene sempre un tempo opportuno per andare in profondità.

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