IVREA - LA FESTA SI È CHIUSA MARTEDÌ CON UNA GIORNATA LIMPIDA E VENTOSA
I protagonisti
Articolo completo su Il Risveglio Popolare di giovedì 19 febbraio. Foto di Alessio...
IVREA - MA VALENTINA CAMPESATO HA SAPUTO CONQUISTARE TUTTI GRAZIE A NERVI SALDI E SORRISO LUMINOSO
Tanti imprevisti, ma alla fine il Carnevale vince!
Identità della Mugnaia “spoilerata”, Aiutante disarcionato, strettoia di piazza Perrone...
Articolo completo su Il Risveglio Popolare di giovedì 19 febbraio. Foto di Alessandra...
Storico Carnevale di Ivrea - I vincitori assoluti edizione 20026
Al termine della terza giornata di Battaglia è decretata la classifica dei vincitori: Il primo...
Che fine fanno le arance (quel che resta, s’intende!) usate per la battaglia?
Chi se ne occupa fa sapere che “il viaggio delle arance del carnevale quest’anno sarà ancora più...
Ultimata la manutenzione straordinaria del ponte della Provinciale 98 di Marentino a Sciolze
A Sciolze la Direzione Viabilità 2 della Città metropolitana di Torino ha ultimato la manutenzione...
Nella fase decisiva la progettazione della Variante Front-Lombardore alla Strada 460. Ma i soldi non bastano
Entra nella fase decisiva la progettazione della Variante alla Strada 460 del Gran Paradiso, che...
Un presidio straordinario per la pace a quattro anni dall'inizio del conflitto in Ucraina
Il Presidio per la Pace di Ivrea invita la cittadinanza ad un appuntamento straordinario. Martedì...
Incendi boschivi, al via il periodo di attenzione invernale
Con l’avvio del periodo di attenzione invernale per il rischio incendi boschivi, il Sistema...
Auditorium “Mozart” spettacoli rinviati
IVREA – Era previsto per sabato 21 febbraio, all’Auditorium “Mozart” di corso Massimo...
Per saperne di piùUmanizzazione delle cure in Onco-Ematologia: inaugurato il progetto Pet Therapy all’Ospedale di Ciriè
È stato inaugurato mercoledì pomeriggio, presso il Day Hospital Oncoematologico dell’Ospedale di...
Per saperne di piùIn Europa la linea-Draghi si scontra con l’appoggio di Meloni al modello “Maga” di Trump
Due italiani, Mario Draghi e Giorgia Meloni, emergono in Europacon due linee opposte: europeista...
Per saperne di piùStudiare i muri per conoscere la storia del borgo (di Sergio Sapetti)
Nella foto: ubicazione della casa padronale nel tessuto urbano “Leggere i muri per vedere la...
Per saperne di piùEDITORIALE – Tessendo un filo…
Tessiamo un filo che tenga insieme alcuni temi e giorni apparentemente lontani tra loro: le...
Per saperne di piùEdizione 19 Febbraio 2026
ANNO CVI – N° 7 Devi eseguire l'accesso per visualizzare il resto del contenuto. Si prega Log...
Per saperne di piùRegionale Piemonte, Trenitalia: modifiche alla circolazione tra Chivasso e Ivrea
Per consentire gli interventi di riqualificazione delle stazioni di Strambino e Montanaro la...
Per saperne di piùCarnevale di Ivrea, domenica di Battaglia da record: 40mila persone in città
Si chiude con numeri straordinari la prima giornata di Battaglia delle Arance, tra emozioni in...
Per saperne di piùDesertificazione bancaria; un pericolo per i paesi
“Sulla desertificazione bancaria, ancora una volta i dati dei Sindacati, CISL in particolare...
Per saperne di piùSPECIALE STORICO CARNEVALE DI IVREA 2026
VIDEO PLAYLIST DEI SERVIZI GIORNALISTICI DE IL RISVEGLIO POPOLARE
Per saperne di piùPoeti e poesia della terra valchiusellese (di Andrea Tiloca)
Nella foto: Giacomo Felice Saudino “La poesia è il respiro silenzioso dell’anima, che trova voce...
Per saperne di piùVALENTINA CAMPESATO IN MANTOVANI È LA VEZZOSA MUGNAIA 2026
È nata a Ivrea il 18 giugno 1992. Il papà Bruno fu uno dei fondatori della Fagiolata Cuj dij...
Per saperne di piùOlimpiadi di “Speranza” (di Filippo Ciantia)
La cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, in formato “diffuso”,...
Per saperne di piùIvrea detenuto devasta il carcere, agenti in pericolo
Ivrea detenuto devasta il carcere, agenti in pericolo. Lo fa sapere il sindacato OSAPP della...
Per saperne di piùIl fine di ogni norma è liberare l’amore di Dio – Commento al Vangelo di domenica 15 febbraio
Le parole del Maestro che meditiamo questa domenica ci pongono davanti a una delle sfide più...
Per saperne di piùUmanizzare le cure per anziani o malati costretti in ospedale (di Cristina Terribili)
Immagine generata con I.A. La ASL 4 di Torino ha realizzato una serie di iniziative molto...
Per saperne di piùPAROLA DI DIO – Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento
Prima Lettura Dal libro del Siràcide Sir 15,16-21 Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti...
Per saperne di piùCANAVESE – Al cinema nel weekend
Cuorgnè, Cinema Margherita Dal 12 al 17 febbraio CIME TEMPESTOSE Orario: feriali 21; venerdì...
Per saperne di più2 cuori e 2 capanne (di Graziella Cortese)
Si avvicina San Valentino, ma quale significato possiede oggi questa giornata? Com’è...
Per saperne di piùAl via il tour della mostra per gli 80 anni del voto delle donne. Prima tappa Castelnuovo Nigra
Parte con entusiasmo il tour itinerante di una nuova edizione della mostra fotografica...
Per saperne di piùL’allevatrice canavesana Mirella Abbà premiata in Bahrein
La responsabile di Donne Coldiretti Torino, l’allevatrice canavesana Mirella Abbà, ha ricevuto a...
Per saperne di piùAlla Facoltà teologica di Torino l’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico
L’evento si svolge il prossimo 7 marzo dalle 9 presso la sede della Facoltà Teologica dell’Italia...
Per saperne di piùIl fascino del Carnevale, tempo leggero che precede quello della profondità (di Lorenzo Iorfino)
Qui a Roma il Carnevale passa quasi in sordina. Me ne accorgo ogni anno quando nei forni compaiono...
Per saperne di piùReferendum sulla giustizia: sì e no quasi in pareggio, e Vannacci costringe il Governo al voto di fiducia
I sondaggi registrano un sostanziale pareggio nel prossimo referendum sulla giustizia (38 a 37 per...
Per saperne di piùEDITORIALE – Camminare e crescere
Dedichiamo quattro pagine per festeggiare il primo anno di episcopato ad Ivrea di monsignor...
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Edizione 12 Febbraio 2026
ANNO CVI – N° 6 Devi eseguire l'accesso per visualizzare il resto del contenuto. Si prega Log...
Da oggi si entra nel vivo, aspettando la Mugnaia e le battaglie
Articolo completo su Il Risveglio Popolare di giovedì 12 febbraio. Foto di Vincenzo...
IVREA - DOMENICA SCORSA LA PARATA DEI CARRI... E IL “BUON COMPLEANNO” AL GENERALE
L’Alzata degli Abbà sotto la tempesta
Articolo completo su Il Risveglio Popolare di giovedì 12 febbraio. Foto di Alessandra...
Storico Carnevale di Ivrea; è l'ora del Giovedì Grasso
Foto Luisa Romussi Prima dell’arrivo delle grandi sfilate, della Vezzosa Mugnaia e della celebre...
Altri tre bambini dalla Striscia di Gaza al Regina Margherita di Torino
Tre bambini provenienti dalla Striscia di Gaza, accompagnati dai familiari e affetti da patologie...
Tornano le giornate di raccolta del farmaco, da martedì 10 a lunedì 16 febbraio
In 6.000 farmacie che partecipano in tutte le città italiane (espongono la locandina...
A Ivrea presentati i risultati di un’indagine sull’adozione dell’intelligenza artificiale nelle imprese del Canavese
L’indagine è stata promossa dal Gruppo ICT e dal Gruppo Aziende Metalmeccaniche e Manifatturiere...
Avvio del Progetto Polis nella provincia di Torino
Il progetto “POLIS”, che amplia il servizio di richiesta e rinnovo del passaporto per i cittadini,...
Domenica 8 febbraio, carnevale sotto la grandine
Foto Marino – Ivrea La Penultima domenica di Carnevale si è conclusa con un’affluenza...
La Mugnaia Valentina e il Generale Mario signori del “regno” di colore arancione
Articolo completo su Il Risveglio Popolare di giovedì 19 febbraio.
Foto di Vincenzo Demasi
Auditorium “Mozart” spettacoli rinviati
IVREA – Era previsto per sabato 21 febbraio, all’Auditorium “Mozart” di corso Massimo d’Azeglio 69, il nuovo concerto della stagione musicale dall’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte, intitolato “Histoire du tango” e realizzato da un ensemble dell’Orchestra Filarmonica Italiana.
Purtroppo a causa di problemi tecnici legati all’impianto di riscaldamento dell’Auditorium, il concerto sarà rinviato a data da stabilire. Lo stesso discorso vale per lo spettacolo teatrale della Compagnia Tredipicche in calendario domenica 22 febbraio nel pomeriggio.
Seguiranno ulteriori notizie da parte degli organizzatori degli eventi.
Per maggiori informazioni: 0125.641081 – segreteria@cittadella-ivrea.it
Umanizzazione delle cure in Onco-Ematologia: inaugurato il progetto Pet Therapy all’Ospedale di Ciriè
È stato inaugurato mercoledì pomeriggio, presso il Day Hospital Oncoematologico dell’Ospedale di Ciriè, il progetto di Pet Therapy, un’iniziativa all’avanguardia volta a integrare le terapie convenzionali con il supporto emotivo degli Interventi Assistiti con gli Animali.
Il progetto, che parte da Ciriè come polo sperimentale, punta a essere esteso in futuro alle altre sedi dell’Oncologia e dell’Ematologia dell’ASL TO4. L’oncologia e l’ematologia rappresentano un ambito in cui il benessere psicologico incide profondamente sulla resilienza della persona assistita.
Il contatto con cani appositamente addestrati favorisce la riduzione di stress, di ansia e di percezione del dolore, riduce il senso di isolamento, facilita il decentramento rispetto alla propria situazione e stimola la sfera comunicativa tra persone assistite e personale sanitario.
L’iniziativa è resa possibile grazie all’AVO (Associazione Volontari Ospedalieri), vincitrice di un bando promosso dal gruppo ENI, che garantirà il finanziamento di un intero anno di attività. A partire da giovedì, 19 febbraio, ogni giovedì dalle 10 alle 11,30, le persone in terapia attiva che avranno fornito il consenso potranno partecipare agli incontri.
Per garantire sicurezza, i gruppi saranno costituiti da 10 persone per sessione. Il Progetto sarà seguito da due professionisti formati secondo le linee guida nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali, con attestato di idoneità rilasciato dal Centro di Referenza Nazionale.
In Europa la linea-Draghi si scontra con l’appoggio di Meloni al modello “Maga” di Trump
Due italiani, Mario Draghi e Giorgia Meloni, emergono in Europacon due linee opposte: europeista convinto e federalista l’ex presidente BCE; nazionalista, anti-federalista, schierata per un’Europa filo-trumpiana, la premier.
Draghi teme la dissoluzione del Vecchio Continente di fronte alla sfida dei nuovi autocrati (Trump, Putin, XI), denuncia la dispersione dell’UE in 27 Stati (con diritto di veto), sollecita un nuovo ruolo politico, sociale, culturale e non solo economico di Bruxelles, con decisioni rapide, a maggioranza, superando la paralisi dell’unanimità. Con gli USA di Trump occorre non mostrare alcuna debolezza, perché il modello “Maga” (“Rendiamo l’America di nuovo grande”) è la negazione del multilateralismo che ha garantito all’Europa ottant’anni di pace, sostituito, con l’attacco di Putin a Kiev, dalla logica del “più forte” contro lo Stato di diritto.
La linea Draghi è stata sostanzialmente rilanciata nella recente Conferenza di Monaco dal “ministro degli Esteri” dell’UE, l’estone Kaja Kallas: ha ricordato il peso economico e politico di un’Europa unita, che resta ben superiore alla Russia di Putin, “stremata” da 4 anni di una guerra atroce e ingiusta. Contestualmente, Kallas ha rimproverato gli USA di Trump per l’esclusione di Bruxelles dalla trattativa sull’Ucraina e per la “mano tesa” allo Zar sulle pretese territoriali. Contestualmente cinque Governi europei hanno diffuso una nuova indagine sull’assassinio del principale oppositore russo, Navalny, chiamando in causa il Cremlino. La legge del “più forte”, rivendicata da Trump nel conflitto russo-ucraino, non trova spazio a Bruxelles (peraltro Draghi era stato tra i primi ad accorrere a Kiev, sfidando le bombe dello Zar).
Paradossalmente anche il “freddo” cancelliere tedesco Merz, attaccando a Monaco la linea “Maga” di Trump, ha riconosciuto che l’Europa non può essere subalterna alla Casa Bianca; i rapporti atlantici sono definitivamente cambiati e Bruxelles deve muoversi in autonomia, con una guida unitaria e forte, evitando di essere emarginata sul terreno geo-politico.
La linea Meloni, invece, punta all’amicizia con Trump e difende il manifesto “Maga” della destra americana, nonostante la forte chiusura ai migranti e agli altri popoli; prevale l’origine politica della premier nel Movimento sociale di Almirante, con un ruolo marginale dei due vice Salvini e Tajani (da notare che la stessa Marina Berlusconi, eminenza grigia di Forza Italia, ha espresso forti critiche all’autoritarismo della Casa Bianca). Il Governo italiano difende a Bruxelles il diritto di veto di ogni nazione, con un sovranismo che tende a spegnere le spinte federaliste: per questo la Meloni sostiene Orban nel prossimo voto in Ungheria, allo stesso modo del segretario di Stato USA Rubio.
La partecipazione dell’Italia, come osservatore, al trumpiano “board of peace” per la Palestina, avviene senza alcun accordo in sede europea, con 2 nazioni a pieno titolo (Ungheria e Bulgaria) e 4 “spettatrici” (oltre a Roma, con Tajani, ci sono Grecia, Cipro e Romania): la stessa UE ha una presenza “esterna” con la commissaria per il Mediterraneo, distinguendo l’impegno per Gaza dalla pretesa di sostituire l’ONU con l’organismo presieduto da Trump; peraltro su Gaza fa specie l’assenza dei Palestinesi e il silenzio sulle recenti annessioni di Israele in Cisgiordania. Anche la Santa Sede non partecipa al board USA. Un comitato che nasce monco ma con una linea “Maga” ben chiara: l’egemonia degli USA di Trump, lo spegnimento del Palazzo di vetro di New York, simbolo del multilateralismo, espressione democratica di 200 Paesi.
Siamo di fronte ad un sovvertimento della scala dei valori emersa dopo la seconda guerra mondiale; la politica estera, lo scontro Draghi-Meloni, meritano adeguata attenzione perché è in gioco il futuro dell’Europa e delle sue popolazioni in un quadro mondiale capovolto. È una scelta decisiva, più rilevante degli scontri quotidiani di politica interna.
Studiare i muri per conoscere la storia del borgo (di Sergio Sapetti)
Nella foto: ubicazione della casa padronale nel tessuto urbano
“Leggere i muri per vedere la storia”: questa è la tesi del gruppo storico-culturale Laberianum che porta alla luce, osservando i muri di una singola abitazione e poi del quartiere che si è venuto a creare intorno ad essa nell’arco di tre secoli, lo stile di vita dei nostri antenati che ancora qui danno la loro presenza, permettendoci di sapere come pensavano, lavoravano e come convivevano con gli avvenimenti epocali che hanno riguardato la loro esistenza.
Prima di entrare nei dettagli, occorre fare una premessa: in alcune zone del Piemonte vi era l’usanza contadina di dormire nella stalla durante l’inverno, per sfruttare il calore degli animali. Nei racconti dei “vecchi laurianesi” questa peculiarità era presente, così come a Balme (Valle di Lanzo) e nell’albese, al Pian dei Biglini. Invece, nei paesi vicini a Balme gli animali erano sempre tenuti separati dall’ambiente umano. Abbiamo inoltre scoperto che le notizie, i racconti popolari e alcuni usi e costumi di Balme, erano ben conosciuti anche nell’albese. A questo si aggiunga che fino agli anni ’50 dello scorso secolo i pastori in inverno davano in affidamento gli agnellini ai bambini di Lauriano; in primavera tornavano a recuperarli, pagando le famiglie ospitanti con lana e formaggio.
La storia di Lauriano è molto antica, in epoca Antico Romana era detta Bodincomagus, un villaggio fortificato di origine celto-ligure (vedi Christian Parolo e Sergio Sapetti, tesi Lauriano-Bodincomagus coincidenza dei due insediamenti, prodotta da Laberianum) già citato da Plinio il Vecchio nei pressi dell’insediamento romano di Industria.
Una importante e nobile famiglia bodincomagese di venti secoli fa era quella degli Oviconi, nome che trae origine da “ovis-ovino”. Bodin-comagus permetteva il collegamento con la sponda nord del Po perché in quel punto il fiume era navigabile (da qui la radice del nome Bodinco che significa “profondo” riferito al Po, come scrisse Plinio il Vecchio), inoltre era un mercato (magus). Gli ovini in questo luogo potevano essere traghettati verso le zone alpine e viceversa, creando delle lunghe vie di transumanza che sono rimaste pressoché immutate per millenni.
La linea che univa le tre suddette località era quindi basata sui pastori che si trasferivano dall’una all’altra zona a seconda della stagione. Alcuni pastori originari di un luogo si accasarono in quello opposto e in alcuni casi i loro cognomi sono ora presenti soprattutto ai due apici del percorso.
Per il nostro attuale studio si è scelto di partire dal XVII secolo perché nel 1625, da luglio a novembre, un centinaio di cavalleggeri polacchi, facenti parte delle truppe che ponevano sotto assedio la fortezza di Verrua, si insediò a Lauriano, bruciando la nuova chiesa, devastando le case e i raccolti e provocando con violenza la fuga nei boschi degli abitanti. Negli archivi di Lauriano non si hanno documenti scritti precedenti a quest’epoca, essendo andati tutti distrutti.
A Lauriano, al Bricco Basso, abbiamo guardato le pietre, i mattoni, le mappe, le strutture del borgo, andando ad ipotizzare la vita dei suoi abitanti nel corso dei secoli, a partire dall’antica casa padronale del XVII secolo, costituita da una grande stanza al pian terreno e una grande stanza al primo piano, entrambe dotate di camino. I muri di questa prima struttura sono fatti in pietra di fiume alternata a pietre lavorate probabilmente in epoca romana. Le domus e le ville romane furono utilizzate come cava per costruire la fortificazione medievale che svettava in cima al colle del Romitorio. Nel XVI secolo, ormai in disuso, anche la fortificazione è a sua volta utilizzata come fonte di materiale edilizio per le nuove abitazioni, compresa quella che stiamo analizzando.
Nella casa originaria, la stanza al pian terreno, sul lato nord, ha un grosso portone d’ingresso, il che fa presumere che il cavallo, mulo o asino che fosse, è direttamente ospitato all’interno dell’abitazione. Mentre invece la stalla per i bovini è a poche decine di metri verso sud. Unendo queste peculiarità, la casa originaria assume l’aspetto di una abitazione padronale, costruita con fondamenta solide, ambienti grandi, dove un facoltoso proprietario in inverno dorme in casa, non nella stalla come i contadini più poveri, forse tenendo presso di sé il cavallo.
Nel 1705 la fortezza di Verrua è di nuovo posta sotto assedio. L’esercito francese, per costruire le miniere e mettere l’esplosivo sotto le difese sabaude, depreda del legname i tetti di tutte le case dei paesi limitrofi. Anche qui al Bricco Basso con ogni probabilità sono violentemente sottratti i travi dei tetti, facendo crollare i voltini sottostanti. Oggi, andando in solaio, si vede che un pezzo dell’intonaco seicentesco è ancora presente: nella ristrutturazione dopo la guerra, i soffitti delle camere sono stati abbassati di una trentina di centimetri, inglobando nel solaio la parte alta dei vecchi intonaci.
L’abitazione del XVIII secolo assume una natura “contadina”, più povera di quella originaria. Le stanze del XVIII secolo sono trasformate con la costruzione di un sottile muro centrale in modo da ottenere quattro stanze lunghe, basse e strette, al posto delle precedenti due stanze più grandi. Intorno a questa casa ne sono costruite altre con le stesse caratteristiche. Tutte hanno le volte a lunetta nelle stanze al pian terreno e le stalle sono separate dall’abitazione.
Nel XIX secolo il palazzo de “La Giustizia” che è posto in cima ad una collina adiacente, viene ristrutturato in fattoria. Per riedificarlo, alle pendici della collina, è costruita una fornace di mattoni a breve distanza dal quartiere che stiamo studiando. Avendo la fornace così vicina il costo di trasporto dei mattoni è irrisorio, i prezzi di acquisto sono più convenienti e così le case del borgo si arricchiscono di nuovi muri e di nuovi locali. Nel 1800 si ampliano le strutture precedenti seicento-settecentesche e si riempiono “gli spazi vuoti” tra una e l’altra, edificando abitazioni di aspetto ancora più povero, addirittura alcuni muri sono costruiti con “mattoni crudi”.
All’angolo della casa principale vi sono oggi ancora incastonate le pietre carraie che indicano dove prima passava un viottolo, ora occupato da una casa, mentre al primo piano le antiche finestre sono diventate armadi a muro, non potendosi più affacciare all’esterno. Per lo stesso motivo nelle stalle più vecchie sono murate le piccole feritoie laterali che facevano fuoriuscire la condensa del respiro degli animali.
Nel corso di tre secoli da una prima casa isolata, con ingresso a nord e munita di stalla a sud, si è giunti ad un lungo frontone di parecchie case adiacenti, rivolte a sud, tutte dotate di stalle, fienili, cantine e ballatoi. Inoltre da un solo pozzo indicato sulla mappa del 1600 e distante duecento metri dall’abitazione principale, si sono aggiunti altri cinque pozzi, tutti situati vicino alle rispettive case.
Ricostruzioni digitali della casa padronale basati sui rilevamenti preliminari eseguitiDettaglio costruttivo della casa



