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venerdì 10 Aprile 2026

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CAPPELLANO MILITARE, DOPO L’8 SETTEMBRE SI RIFIUTÒ DI SCHIERARSI CON I TEDESCHI E I REPUBBLICHINI

Don Tapparo, diari di guerra e prigionia

Saranno presentati giovedì 9 aprile a Ivrea, a cura della Giovane Montagna

Foto: Il tenente cappellano don Ernesto Tapparo, ritratto a Srebreno, in terra dalmata, ai confini...

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CANAVESE – Al cinema nel weekend

Cuorgnè, Cinema Margherita
Dal 9 al 13 aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: giovedì 18.30; venerdì 21.15; sab. 16.30-21.15; lun. 18.30-21.15; domenica 15-16.45-18.30
Dal 9 al 14 aprile (no lunedì 13)
THE DRAMA
Orario: giovedì e domenica 21.15; feriali 18.30
Mercoledì 15 aprile
PRIMA DELL’ALBA
Orario: 21.15
Due Città al Cinema
Martedì 14 aprile
HAMNET
Orario: 21.15
Ivrea, Cinema Politeama
Dal 10 al 14 aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: feriali 18-21.15; sabato 17.15-19.15-21.15; domenica 15.30-17.25-19.20-21.15
Martedì 14 aprile
PORTE APERTE
Orario: 18-21
Effetto Cinema
Mercoledì 15 e giovedì 16 aprile
DUSE
Orario: mercoledì 15-17.30-21; giovedì 19-21.30
Ivrea, Cinema Splendor Boaro
Dal 9 al 13 aprile
FINCHÈ MORTE NON CI SEPARI 2
Orario: feriali 21; sabato 17-21.30; domenica 19.30-21.30
Dal 10 al 13 aprile
… CHE DIO PERDONA A TUTTI
Orario: feriali 18.30; sabato 19.15; domenica 15-17.15
Cineclub
Martedì 14 e giovedì 16 aprile
BUGONIA
Orario: martedì 15-17.10-19.20-21.30; giovedì 15.30-17.40
Valperga, Cinema Ambra
Giovedì 9 aprile
SKI – IL PIÙ GRANDE SKI TOUR DI SEMPRE
Orario: 21
Dal 9 al 13 aprile
FINCHÈ MORTE NON CI SEPARI 2
Orario: giovedì 21; venerdì 21.30; sabato 16.30-21.30; domenica 18.30-21.30; lunedì 19-21.30
Venerdì 10 aprile
BANANA
Orario: 17
Dal 10 al 13 aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: venerdì 19-21; sabato 16.30-18.45-21; domenica 15-17.15-19.30-21; lunedì 19
Dall’11 al 13 aprile
… CHE DIO PERDONA A TUTTI
Orario: sabato 19; domenica 16; lunedì 21.30

L’ultima missione (di Graziella Cortese)

In questi giorni possiamo osservare le vicissitudini della missione spaziale Artemis (da Artemide, la dea Diana dell’antichità greca), che sta portando alcuni astronauti intorno alla luna e ha come obiettivo a lungo termine di verificare la possibilità di stabilire sul nostro satellite le “basi lunari”, che dovrebbero permettere la sopravvivenza della nostra specie.
La domanda che ogni tanto risuona è: ma perchè non ci siamo più andati per 50 anni? Le risposte sono molte: in primo luogo un’esplorazione spaziale della luna ha perso di interesse poiché le condizioni storiche sono molto cambiate: Usa e Urss rappresentavano le super potenze politico-economiche che lottavano per un primato (oggi preferiscono la guerra più tradizionale); questo tipo di missioni spaziali ha un costo enorme e i problemi finanziari fanno volgere altrove l’attenzione, occorre una politica stabile che conduce ad un’economia stabile, e queste risorse non sono così semplici da ottenere.
Il sottotitolo del film è: “Project Hail Mary”, cioè “Progetto Ave Maria”, e indica con le parole iniziali della preghiera un’invocazione, forse una speranza. È tratto dal titolo del romanzo di Andy Weir, statunitense, pubblicato nel 2021.
Il libro e anche il film dei registi americani Miller e Lord raccontano una storia nuova e moderna, che però ha ragioni e origini antiche, poiché accompagna quello che è da sempre un desiderio e un progetto dell’essere umano: volare nello spazio più profondo e, chissà, trovare un altro posto dove vivere che non sia il pianeta Terra.
La storia è ambientata nel periodo attuale. Il signor Ryland Grace ha gli occhi chiusi e crede di stare dormendo all’interno di un letto d’ospedale. In realtà quando si risveglia non ricorda quasi nulla, ma dopo poco tempo si rende conto di essere all’interno di un’astronave… Una cosa che oggi potrebbe succedere…
L’ultima missione
di Christopher Miller e Phil Lord
paese: Usa 2026
genere: fantascienza
interpreti: Ryan Gosling, Sandra Hüller, Milana Vayntrub, Ken Leung, James Ortiz
durata: 2 ore e 37 minuti
giudizio Cei: consigliabile, semplice, dibattiti
 

Il rischio oscuro dell’assuefazione alla violenza che diventa indifferenza (di Lorenzo Iorfino)

Di storie assurde, in questi giorni, ne abbiamo lette diverse, e non serve per forza andare a cercarle sul profilo Truth di Trump: basta guardare le nostre piccole realtà. A Biella il bambino che rapina l’ufficio postale con la pistola giocattolo, a Ivrea i giovani che si picchiano fuori dalla stazione, nel bergamasco il ragazzo che accoltella l’insegnante… tutto accompagnato da un velo di indignazione degli adulti verso questa “perversa” generazione.
Questa reazione mi sembra abbastanza, e purtroppo, scontata da parte di quella generazione che può permettersi di guardare il mondo dall’alto della propria età ed esperienza. Ma noi, noi giovani, noi quasi coetanei dei fautori di tali violenze, come ci poniamo a riguardo? Una prima, triste risposta, che non vale per tutti sia chiaro, è l’indifferenza: abbiamo un reticolo neuronale talmente esteso virtualmente, ai confini del cosmo e oltre, che queste piccole cose ci passano sopra senza nemmeno scalfirci. È il callo: come quando la scarpa fa male e, dopo un po’, ci si abitua; così ci si abitua alla violenza nel mondo.
E come ci si abitua alle piccole cose che succedono attorno a noi, ci si abitua ben presto, e ancora più facilmente in quanto distanti, ai grandi disastri del mondo. Qualche testa più pensante indaga poi sulle cause di queste violenze: c’è chi parla di disturbi riconducibili alla pandemia e al lockdown nei più fragili, chi delle difficoltà nel socializzare, chi della mancanza di educazione all’affettività…
In ogni caso, la mera età anagrafica sembra non essere sempre e automaticamente sintomo di maturità. A me fa bene rileggere questa situazione in ottica pasquale e portare il messaggio del Cristo Risorto dentro queste dinamiche sociali. Penso che chi si professa cristiano – aggiungendo poi magari “non praticante”, “a modo mio” o “all’acqua di rose” – non dovrebbe rischiare di indurire il cuore, di chiudersi nell’indifferenza e di smettere di guardare il mondo, sostituendolo con una propria proiezione. Si sta nel mondo, non lo si abbandona, non ci si isola da esso. Soprattutto, non si finge che tutto vada bene e non si chiudono gli occhi davanti alla violenza, sia essa una quisquilia minuscola o qualcosa di scala devastante a livello mondiale.

La tregua in Medio Oriente non scioglie in Italia le tante contraddizioni interne ai due poli

L’invocata ma apparentemente fragile tregua raggiunta in Medio Oriente su iniziativa del Pakistan, alleato sia degli Stati Uniti sia dell’Iran, ha temporaneamente sollevato il mondo dopo la gravissima minaccia di Trump di ridurre l’ex Persia all’età della pietra (parole “inaccettabili”, prontamente respinte da Leone XIV).
In particolare la pausa bellica (che non riguarda il martoriato Libano) dà respiro all’economia italiana e al Governo, stretto tra le critiche agli USA del ministro della Difesa Crosetto e la permanente ricerca della premier Meloni di mantenere un rapporto con la Casa Bianca, nonostante i “distinguo” sull’intervento in Iran di USA e Israele, giudicati “fuori dal diritto internazionale”. In un’intervista al “Corriere” Crosetto ha parlato di “follia” nella politica internazionale, con un linguaggio non dissimile dalle critiche alla Casa Bianca avanzate negli Usa da parte dei Democratici.
Il punto debole della Meloni è l’alleanza con la Destra mondiale, che la porta a sostenere nel voto ungherese il premier Orban, nemico dell’Europa unita e grande alleato di Putin e Trump (che non a caso ha mandato a Budapest il suo vice Vance a far campagna elettorale).
Senza risolvere i rapporti politici con il movimento MAGA (e il suo programma “Prima l’America”), sarà difficile per l’Italia svolgere un ruolo adeguato in Europa: come chiedere a Bruxelles agevolazioni sul “patto di stabilità” e sulla politica energetica essendo al contempo alleati di Trump e Orban? Come conciliare la solidarietà europea con il sovranismo della Casa Bianca? Il multilateralismo, sempre rivendicato da Mattarella, è l’opposto della concezione autoritaria di Trump, caratterizzata dal primato del danaro anziché delle persone (in queste settimane di conflitto il tycoon si è molto preoccupato del petrolio, ignorando del tutto il crescente numero di vittime civili).
Nella maggioranza è confermata la scelta europeista di Forza Italia, mentre la Lega di Salvini non soltanto sostiene Orban ma chiede al Governo di acquistare petrolio dalla Russia, superando l’embargo deciso da Bruxelles dopo l’invasione dell’Ucraina. Salvini vuole concorrere con il “nemico” Vannacci, filo-Putin, ma in questo modo aggrava le difficoltà del Governo Meloni in politica estera, in aggiunta ai problemi sollevati dai casi Delmastro, Santanchè, Bartolozzi, Piantedosi…
L’opposizione, unita nel “no” a Trump e alla guerra contro l’Iran, permane divisa tra Pd e M5S sull’Ucraina. Secondo i media Conte e Schlein avrebbero deciso una pausa di silenzio; ma l’aggressione di Putin, amico di Trump, fa parte della stessa logica di potenza. L’opposizione, prima delle primarie, deve ascoltare il suggerimento di Prodi: definire un programma “unico” e credibile.
Dopo il successo referendario, le primarie rischiano di trasformarsi in una “via Crucis”: Schlein le vuole ristrette ai leader di partito, Conte aperte alla società civile e via Internet, Ruffini si presenta come “forza esterna”, la sindaca di Genova Silvia Salis è contraria, salvo una situazione di stallo politico… Secondo il “Corriere” sarebbe meglio non farle, presentandosi alle elezioni ogni partito con il suo leader; per l’autorevole foglio della borghesia lombarda, la proposta di riforma elettorale della Meloni non andrà in porto, per l’indebolimento della premier dopo la vittoria del “no”.
A sua volta il leader centrista Calenda non esclude un nuovo governo prima delle elezioni dell’autunno ‘27, anche per i nodi politici posti dalla guerra, mentre l’ex presidente della Camera Casini teme una situazione economico-sociale come quella del Covid, se la guerra non si chiude in modo definitivo. L’agitazione della politica è confermata dai movimenti della Famiglia Berlusconi, che punta al rinnovamento di Forza Italia, anche con un nuovo segretario al posto di Tajani. Per andare dove? Sempre con Meloni e Salvini, in modo più aggressivo, o con una nuova aggregazione di centro?
Le guerre (ed i risultati referendari) stanno cambiando il volto della politica, anche prima delle “politiche”. L’economia e il quadro sociale sono in sofferenza, mentre il solo Quirinale è fermo nella difesa dei principi basilari della nostra Costituzione e nel rilancio dell’europeismo contro tutti gli autocrati, dell’Est e dell’Ovest.

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