Tenuta Roletto
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lunedì 9 Marzo 2026

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ERA IL 1979, IL VESCOVO RICONOSCE LE CAPACITA’ DI CHI DIRIGE MA ANCHE L’IMPEGNO DI CHI PRODUCE

Nel lavoro la centralità della persona umana

Le tre lettere di Mons. Bettazzi sulla crisi dell’Olivetti; il suo ruolo di pastore

(di Doriano Felletti)

Foto: Manifestanti ad Ivrea, foto da Il Risveglio Popolare del 1° novembre 1979. L’esordio in...

Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò

PAROLA DI DIO - Letture dalla Liturgia nella II Domenica di Quaresima - "Questi è il Figlio mio, l'amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo" - Commento a cura della Prof.ssa Acide Elisabetta 

Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l'incorruttibilità per mezzo del Vangelo

Prima Lettura Dal libro della Gènesi Gen 12,1-4a In quei giorni, il Signore disse ad Abram:...

DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE

La mattina scrivo

La biografia di un grande scrittore come Fëdor Dostoevskij racconta come non siano stati semplici...

Lunedì rientrano da Israele i 17 sacerdoti piemontesi rimasti bloccati dal conflitto

Rientrerà lunedi mattina con un volo della compagnia israeliana El Al in partenza da Tel Aviv alle 5 del mattino su Milano Malpensa il gruppo di 17 sacerdoti piemontesi (in maggioranza della diocesi di Torino ma anche da Biella, Acqui e Susa). Tutti Sono in buone condizioni fisiche, hanno vissuto delle ovvie limitazioni dei movimenti per l’evolversi del conflitto, ma hanno anche potuto visitare dei luoghi significativi di Gerusalemme. Ecco cosa raccontavano in un messaggio di domenica scorsa: “Noi siamo tranquilli e al sicuro in albergo dai Maroniti, vicino alla Cittadella di Davide. Spesso si sentono gli aerei e anche colpi sordi in lontananza, suonano le sirene di allarme e arrivano messaggi di allarme anche sul telefonino. La città vecchia è deserta. Attendiamo fiduciosi”.
In un altro messaggio della settimana: “il nostro gruppo di Sacerdoti ha potuto incontrare la Comunità Salesiana che in Gerusalemme ha una facoltà teologica frequentata da oltre 50 chierici provenienti da 27 paesi”.

L’ultimo messaggio con l’annuncio del rientro è di venerdì pomeriggio: “abbiamo visitato il museo francescano sotto la guida di padre Eugenio Alliata, noto archeologo e altre comunità con intensi momenti di preghiera”. E quindi la notizia del rientro lunedì 9 marzo.

Dal 9 marzo lavori notturni a Ceres per mettere in sicurezza la Provinciale 1, che sarà chiusa dalle 22 alle 6

Per ridurre il disagio all’utenza, da oggi lunedì 9 marzo e per due settimane si lavorerà di notte per mettere in sicurezza un tratto di 400 metri della Provinciale 1, con la sistemazione della banchina stradale e la manutenzione straordinaria delle protezioni laterali. La chiusura al transito nei giorni feriali dalle 22 alle 6 interesserà la SP 1 dal km 40+400 al km 40+800 e riguarderà tutti i veicoli.
Tra le 6 e le 22 nei giorni feriali e nell’intera giornata del sabato e della domenica si potrà transitare a senso unico alternato, regolato da un semaforo.
La decisione di operare in assenza di traffico nelle ore notturne è dovuta alla limitata larghezza utile della sede stradale e ridurrà comunque al minimo l’impatto sul traffico. Senza dimenticare il vantaggio di non operare in contemporanea con il personale impegnato nella sistemazione della linea ferroviaria sottostante la strada.
“Chiediamo collaborazione a chi percorre quel tratto della Provinciale 1 – commenta il Vicesindaco della Città metropolitana di Torino con delega ai lavori pubblici, Jacopo Suppo -. Si tratta di lavori non rinviabili, che abbiamo deciso di effettuare di notte per ridurre gli inevitabili disagi”.
Per consentire l’effettuazione di altri lavori, altri due tratti della Provinciale 1 sono transitabili a senso unico alternato:
– a Traves tra il km 33+100 e il km 34+100 sino al 31 marzo per il consolidamento dei muri di sostegno
– a Pessinetto tra il km 36+655 e il km 36+690 fino al 30 aprile per il completamento di una galleria paramassi.

A Brozolo una primavera in cammino

Immagine generata con IA
Il  Comune di Brozolo si trova all’estremo confine orientale della Città metropolitana di Torino, sulle verdi colline che segnano l’inizio del Monferrato vuol essere scoperto con gite a piedi e senza fretta ed è all’insegna dello slogan “Primavera in cammino. Passo dopo passo alla ricerca del benessere” che l’associazione Amici dei Sentieri di Brozolo ha organizzato per i prossimi due mesi.
Si tratta di passeggiate della durata di circa due ore, in compagnia di professionisti della salute, che saranno a disposizione dei partecipanti durante tutto l’incontro, anche in forma individuale.
La partecipazione alle iniziative, patrocinate dalla  Città metropolitana di Torino, non ha vincoli di età. La quota di iscrizione è di 5 euro per ogni passeggiata o di 15 euro per le quattro passeggiate, che sono in programma nelle domeniche 15 e 22 marzo, 12 e 19 aprile.
Al termine di ogni percorso, i partecipanti verranno accolti da una merenda e riceveranno alcuni gadget.
Per avere informazioni e iscriversi si può chiamare il numero telefonico 342-0000896.

Medio Oriente. Il 13 marzo in preghiera per la pace

Immagine generata con IA
L’invito è della Conferenza episcopale italiana. L’escalation di violenza in Medio Oriente rischia di trascinare l’umanità in una guerra di proporzioni planetarie, una nuova inutile strage dalle conseguenze incalcolabili.
La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana promuove una Giornata di preghiera e digiuno per venerdì 13 marzo. L’invito è rivolto a “tutte le comunità ecclesiali affinché chiedano al Re della Pace di salvare l’umanità dagli orrori e dalle lacrime di tutti i conflitti in corso”.  Un invito che si unisce a quello lanciato da papa Leone XIV che ha chiesto di “fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile”.
La Presidenza della CEI ribadisce, ancora una volta, che la guerra non è e non può mai essere la risposta. La logica della forza non può e non deve sostituirsi alla paziente arte della diplomazia. Unica via percorribile per la risoluzione di controversie e contese. Il rumore assordante delle armi non può soffocare la dignità e le legittime aspirazioni dei popoli.  La paura e la minaccia non possono vincere sul dialogo e sul bene comune.
La Giornata del 13 marzo è un’ulteriore occasione per implorare il dono della pace in Medio Oriente e in tutti gli angoli della terra devastati dalla divisione, dalla distruzione e dalla morte.
L’Ufficio Liturgico Nazionale ha offerto alcune indicazioni e proposte per la Celebrazione Eucaristica, la Via Crucis e il digiuno. In particolare, si pregherà: perché “si apra presto un cammino di pace stabile e duratura”. Perché “quanti soffrono a causa della violenza e dell’odio, le vittime dei bombardamenti, i profughi, i feriti e le famiglie nel lutto trovino conforto nella solidarietà della comunità cristiana e nella speranza che viene da Dio”.

QUELLA “GOCCIA NELL’OCEANO” CHE AGGIUNGE AMORE

( Elisabetta Acide) “Cena al buio”: con questo nome  si è voluto programmare  il momento di solidarietà quaresimale parrocchiale, nella logica della condivisione e della carità.
La Parrocchia “S.Anna” di Borgo Revel, ha avviato la pratica della “cena povera” già da parecchi anni, per offrire una occasione per devolvere parte del ricavato dell’ attività,  ai poveri ed ai bisognosi. Di solito organizzata nel periodo pre- avvento ( ultimo sabato dell’ anno Liturgico), era occasione  per valorizzare la rinuncia e la solidarietà come principio che anima la carità nella comunità.La solidarietà con i poveri con i bisognosi vicini e lontani, con  chi era nella difficoltà,con chi era stato vittima di tsunami o terremoto… la comunità si è sempre mobilitata con generosità e dedizione.
La scelta della “cena al buio” nel periodo quaresimale, a  differenza delle cene di solidarietà in cui a fronte di una cena “ricca” si può destinare  una parte del ricavato ai poveri, o di una cena con “cibi poveri” dove si vive la solidarietà di fatto come una esperienza ed una comunione non solo di risorse, ma anche di “stile”, la scelta di quest’ anno, va nella direzione della riconciliazione, come indicato dalla lettera pastorale di Sua Eccellenza Mons. Daniele Salera.
Nell’ itinerario annuale parrocchiale, nel riflettere sugli eventi, si e’ considerato il cammino percorso in questi anni, alla luce delle sollecitazione della lettera pastorale “Vivere e annunciare la Riconciliazione” per valorizzare l’idea fondamentale del digiuno e di avvicinarsi al modo di mangiare dei “poveri” del mondo, dove contributo allora non è il frutto della nostra “ricchezza”, ma della nostra “rinuncia”, nella logica della “cena di condivisione” sulla linea della fraternità.
Allora diventa per la comunità, significativo l’itinerario preghiera, digiuno, misericordia, su quelle indicazioni che hanno animato il Concilio Vaticano II che, ricorda:  “La vita vale più del cibo e il corpo più del vestito… Non cercate perciò che cosa mangerete e berrete, e non state con l’animo in ansia… Cercate piuttosto il regno di Dio, e queste cose vi saranno date in aggiunta” (Lc 12,23.29.31 – Canone 1249 del Codice di diritto canonico del 1985).
Il giorno scelto allora, non è “casuale” e neppure la logica della “Cena del digiuno”, dunque, un ossimoro che ha un significato particolare:nei venerdì di quaresima la Chiesa sottolinea maggiormente ciò che anche durante le settimane ordinarie viviamo: l’attesa della domenica “Pasqua della settimana”, gioia della Risurrezione. Nei venerdì di Quaresima, si vive maggiormente l’ attesa e ricordiamo san Paolo VI che nella costituzione apostolica Paenitemini del 1966, ricordava il significato e l’importanza della penitenza e dell’osservanza del digiuno ma soprattutto della preghiera. Spesso dimentichiamo che queste tre “pratiche” dovrebbero essere connesse nella “logica” di una “conversione” vissuta non come un “obbligo”, ma come un “cammino”, espressione autenticamente cristiana di quel : “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4), con la logica del riferimento a Cristo che ha “dato senso”  al digiuno con la sua morte e risurrezione; dunque la comunità arricchisce questi m momenti con l’ascolto della Parola di Dio e la preghiera comunitaria.
“Cena al buio” dunque come “cena del digiuno e della preghiera”, un chiaro ossimoro per risignificare il “nutrirsi di altro”, di relazione, di essenzialità, di carità, di fraternità, con la consapevolezza di “liberare spazio” dentro di noi, per “fare spazio” ad “Altro” ed agli “altri” e condividere i doni ricevuti per “moltiplicarli”.
La “cena al buio”, allora, avrà il “sapore” non solo della condivisione, ma anche della “visione” oltre “il buio”,per poter assaporare  in continuità con gli itinerari previsti dal cammino pastorale parrocchiale, in linea con le indicazioni diocesane, la bellezza delle azioni che devono animare la comunità cristiana. Ricordiamo che la meditazione della formazione annuale verteva sul brano di Mt 13,  24-30  e sulla “preghiera che Gesù ci ha insegnato”, con la declinazione della “condivisione del pane quotidiano”,accanto a quella della “rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori…”. Anche il ritiro di avvio Quaresima ha aiutato a riflettere intorno al tema della riconciliazione come “oasi di pace”, spazio di dialogo e di perdono, dove i valori della fraternità, della solidarietà, della carità, trovano nella dimensione cristocentrica la loro collocazione: Il Verbo fatto carne ci ha “comunicato” la comunione con Dio e con i fratelli, ci ha immersi in quell’Amore che non possiamo trattenere per noi, ma che dobbiamo condividere e tutti noi siamo “portatori dell’Amore di Cristo”.
Il programma della serata è dunque inserito nella quotidiana prassi del Venerdì della comunità: 17.30 Via Crucis,a seguire ore 18.00 celebrazione della S. Messa ed alle 18.30 “cena al buio”. La cena che prevede acqua, pane e minestra (dal chiaro significato simbolico) sarà preceduta e seguita dalla preghiera comunitaria.
Il consumare la cena “in silenzio” vuole essere un ulteriore momento di quello “spazio” tra le parole, per “fare spazio alla Parola”, per “nutrirci di Dio”, per imparare a vivere quella condivisione fraterna come momento agito di giustizia e carità. Digiuno allora, come momento che “educa” l’umano, come momento che coinvolge “corpo e spirito”, apre alla carità, rende concreta la preghiera e aiuta la persona a riflettere sul Persona :“cibo che sazia ogni vivente”, acqua che “toglie la sete”.
La comunità dunque, riflette sulla “indigenza” delle creature che hanno “ricevuto” ogni bene e dunque, con gioia, lo vogliono “condividere”, vogliono da “debitori”, rimettere quei debiti, affinchè siano disponibili a “raccogliere le indigenze” dell’umanità, qualsiasi esse siano,per essere portatori di Dio, della sua presenza, della sua Parola,della sua Presenza, per essere e farsi “presenza tra le indigenze” che attanagliano i vicini ed i lontani, le periferie ed i “centri”, le sicurezze e il superfluo.
Non solo un atto di generosità, ma un cammino per “vedere meglio”, per “creare spazi” per riflettere e “vedere Oltre” ed “accanto”, provando non solo ad “aprire il borsellino” ( che è importante gesto di condivisione ed attenzione alle necessità fraterne), ma anche “il cuore”, ad “indossare” gli occhiali di Dio, che “illuminano” anche il buio più fitto.
Non solo un atto di solidarietà, ma riscoperta di quel “fondamento”: Deus charitas (Amore dal greco charis grazia, aiuto, generosità) est (1Gv 4. 1-8) e non Deus caritas (dal latino caro, prezioso, costoso) est: “ La nostra chiamata e la nostra missione sono di condividere liberamente con gli altri l’amore che Dio ci prodiga” (Benedetto XVI). Da quell’Amore assoluto, disinteressato, sovrabbondante, impariamo a donare, a fare nostre quelle parole così belle ma così difficili da vivere:” “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei un bronzo risonante o un cembalo squillante […] La carità è paziente, è benigna la carità; la carità non invidia, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, ma si compiace della verità; tutto tollera, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta…” (1Cor 13,1-13). E amando viviamo “riconciliati”, perché la riconciliazione è “questione di Amore”, proprio quell’essere amati che fa nascere il desiderio di “ritornare”, di “convertirsi”, di vivere la certezza della riconciliazione nell’abbraccio di misericordia del Padre per abbracciare i fratelli.

Un gesto semplice, nello stile della sobrietà quaresimale, che diventa sostegno concreto, testimonianza comunitaria  e cammino di riconciliazione. L’appuntamento è per venerdì 13 marzo dalle ore 17,30, presso la Parrocchia “S. Anna” di Borgo Revel.
Per prenotazioni – segreteria 331 3539783

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