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NACQUE AD AGLIE’, VISSE TRA TORINO E DRUSACCO; CONOSCIUTA, APPREZZATA E OSSERVATA DA MOLTI

Guido Gozzano anzi, sua mamma Diodata

“Tuta bianca, gentila, intelligenta, viva ‘d gioventù miracolosa” la celebrava Nino Costa

(di Andrea Tiloca)

Con la mamma vicina e il cuore in pace, s’aggira canticchiando un melodramma; sospira un po’…...

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I Giardini delle Arti nell’edizione 2026 di Ortoflora & Natura sabato 11 e domenica 12 aprile

Sabato 11 e domenica 12 aprile a Carmagnola è in programma la trentaseiesima edizione di Ortoflora & Natura, una delle rassegne piemontesi più importanti per il settore florovivaistico ed orticolo. Il tema dell’edizione 2026, patrocinata dalla Città metropolitana di Torino, è “I Giardini delle Arti”, un omaggio alla bellezza, alla creatività e alla natura.
Nei giardini del castello e nei giardini Unità d’Italia i visitatori troveranno stand e aree con espositori provenienti da tutto il Piemonte, dalla Liguria, dalla Lombardia e dalla Sicilia. A collegare le due aree florovivaistiche sarà la Società Orticola di Mutuo Soccorso “Domenico Ferrero”, con i suoi prodotti locali di alta qualità.
Nel centro di Carmagnola ci saranno anche laboratori e intrattenimenti per adulti e bambini, un’esibizione di rapaci in volo, il mercatino dell’ingegno e dell’artigianato, il mercato ambulante domenicale, il Mercantico e mostre d’arte nei palazzi del centro storico.
In via Silvio Pellico, davanti al Comune, sono in programma le rievocazioni storiche della semina, il laboratorio del sapone e quello per l’intreccio di ceste in vimini. Tutte le aree saranno a ingresso libero e le due giornate della manifestazione saranno arricchite da performance teatrali e musicali, mostre fotografiche e presentazioni di libri.
La Pro Loco Carmagnola e la sezione di Agraria dell’Istituto Baldessano-Roccati proporranno in degustazione il Ravanin, tipico ortaggio primaverile da consumare crudo insieme all’olio di oliva extravergine. I ristoranti carmagnolesi prepareranno menù a tema. In avvicinamento alla 77ª Fiera Nazionale del Peperone, ad Ortoflora & Natura verrà lanciata la quinta edizione del contest “Peperone Urbano”, a cura del Consorzio dei produttori locali. Si tratta di una simpatica sfida di coltivazione biologica del peperone tra i produttori del consorzio e chiunque voglia cimentarsi nel coltivare l’ortaggio nel proprio balcone o giardino.
Le piantine verranno consegnate a scuole, associazioni e cittadini e il risultato verrà valutato e premiato domenica 30 agosto, durante il tradizionale Concorso del Peperone nel contesto della Fiera Nazionale. In collaborazione con Turismo Torino e Provincia, sabato 11 aprile è in programma “Gravel di Fiore in Fiore”, una pedalata cicloescursionistica che, partendo da Torino, raggiungerà Carmagnola attraverso l’Oltre Collina Torinese, con tappe gastronomiche e florovivaistiche.

CAMMINO DI RINASCITA – Commento al Vangelo di domenica 5 aprile

Proviamo a immaginarcela, Maria di Màgdala, mentre cammina nel buio, prima dell’alba, portando nel cuore il peso di una perdita insopportabile. Il buio fuori è lo specchio del buio dentro. Eppure, e qui sta il primo miracolo, lei si muove. L’amore non attende che faccia giorno.
Quando trova la pietra rimossa, non comprende ancora. Corre da Pietro, corre dall’altro discepolo. Corrono tutti. Ciascuno a modo suo: Pietro entra senza esitare, con la concretezza di chi vuole vedere prima di credere. Il discepolo amato arriva primo, ma si ferma sulla soglia, come se l’amore intuisse prima della ragione, ma aspettasse di essere pronto a ricevere. Poi entra. E vide e credette. E noi, nella nostra vita, ci siamo mai fermati sulla soglia di qualcosa di grande, incapaci di entrare davvero?
Il sepolcro vuoto non è uno scandalo: è un’eccedenza di vita. I teli posati, il sudario avvolto con cura; non i segni di una fuga precipitosa, ma di qualcuno che ha preso congedo con ordine, con pace. La morte non ha avuto l’ultima parola, né l’ultima mossa.
Come ci ricorda la tradizione dei Padri della Chiesa, noi non eravamo nell’arena quando Cristo ha combattuto. Non abbiamo faticato, non abbiamo riportato ferite. Eppure la vittoria è offerta anche a noi. Non automaticamente – questo è fondamentale – ma attraverso la fede, attraverso il riconoscimento vivo e personale di ciò che è accaduto per noi.
Questa vittoria a noi offerta, l’abbiamo mai fatta davvero nostra, o la Pasqua è ancora qualcosa che accade “fuori” di noi?
La risurrezione non è un ritorno alla vita di prima. È un salto in una qualità di vita totalmente altra, che supera ogni immaginazione.
I discepoli stessi, quel mattino, non capivano ancora. La comprensione viene dopo, viene lentamente, viene attraverso l’amore, come per il discepolo amato, che corre sulle ali dell’amore e inizia a intravedere il mistero.
Anche noi siamo invitati a questa corsa. Non una corsa competitiva, ma una corsa insieme, come Pietro e Giovanni, ciascuno col proprio passo, ciascuno con la propria storia.
Lasciamo che il Risorto illumini le nostre notti, i nostri lutti e chiediamoci quali “pietre” vogliamo che oggi siano rimosse dall’amore di Cristo.
Gesù è risorto perché ha vissuto tutto da Figlio, fidandosi del Padre fino in fondo. Questa è la via. Questa è anche la nostra via.
Gv 20,1-9
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro
e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.

C’era una volta “l’età dell’innocenza”: siamo ancora certi che finisca dopo i 14 anni? (di Cristina Terribili)

Quando finisce l’età dell’innocenza? La giovinezza è ancora l’età dell’innocenza? E quand’è che questa “presunta” innocenza viene meno? Quando si cominciano a comprendere il significato e le conseguenze dei propri comportamenti e quando inizia quella capacità di autodeterminarsi, di compiere scelte autonome, controllando i propri impulsi e fermandosi, al momento opportuno?
La legge stabilisce dei criteri e dei limiti ma, in una società che evolve e, con l’evoluzione di tanti sistemi e mezzi evolvono anche la mente e le competenze cognitive, sorge il dubbio che alcuni riferimenti debbano essere rivisti e riconsiderati. I bambini possono essere considerati appieno dei soggetti attivi in grado di autodeterminarsi, di raccogliere ed interpretare informazioni, di trarre significati e di costruirli attivamente, così come sono abili nell’influire e modificare l’ambiente che li circonda per raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati. Sappiamo anche che i bambini a partire dagli 8-9 anni di età sono in grado di valutare le intenzioni che sottostanno ad un determinato comportamento e che ne presuppongono un giudizio morale.
Quando allora possiamo considerare “intenzionale” un’azione e definire quali sono gli elementi che la caratterizzano? Possiamo fare riferimento ad un modello teorico che suddivide la volontà di azione in tre componenti su cui la decisione si basa: “quale” azione eseguire, “quando” eseguirla e se “metterla in atto” o arrestarla. Possiamo davvero definire “non intenzionale” un’azione che nasce da una decisione lucida e si sviluppa attraverso passaggi precisi? Eliminare ciò che provoca fastidio, procurarsi gli strumenti necessari nei tempi giusti, pianificare ogni fase, coinvolgere altre persone e arrivare infine all’esecuzione: tutto questo non è forse il segno di una volontà consapevole?
Se così fosse, emerge un interrogativo ancora più delicato. Quando un giovane, consapevole che a 13 anni non è penalmente perseguibile, agisce seguendo questo schema, possiamo continuare a sostenere che sia incapace di intendere e di volere? Ha ancora senso il presupposto secondo cui non sarebbe in grado di comprendere il significato delle proprie azioni o di controllare i propri impulsi? Tutte domande che mettono in discussione un paradigma giuridico consolidato e che, oggi più che mai, richiedono una riflessione attenta.
Non sarebbe forse utile allontanare la visione romantica dell’infanzia ripensando ai bambini in virtù della loro capacità di autodeterminarsi e, attraverso questo, rivedere le azioni educative e rieducative?

CANAVESE – Al cinema nel weekend

Cuorgnè, Cinema Margherita
Dal 2 al 7 aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: giovedì 17-19; venerdì 17-21.15; sabato e festivi 15.30-17.30-21.30; martedì 18.30
Dal 2 al 6 aprile
THE DRAMA
Orario: giovedì 21.15; venerdì 19.15; sabato e festivi 19
Due Città al Cinema
Martedì 7 aprile
LA MIA FAMIGLIA A TAIPEI
Orario: 21.15
Ivrea, Cinema Politeama
Dal 2 al 7 aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: giovedì 16.30; venerdì 19.15-21.15; sabato 17.15-19.15-21.15; domenica 15.30-17.25-19.20-21.15;          martedì 17.15
Martedì 7 aprile
D’ISTRUZIONE PUBBLICA
Orario: 20.30
Effetto Cinema
Mercoledì 8 e giovedì 9 aprile
GIOVANI MADRI
Orario: mercoledì 15-17.30-21; giovedì 19-21.30
Ivrea, Cinema Splendor Boaro
Dal 2 al 6 aprile
… CHE DIO PERDONA A TUTTI
Orario: giovedì 21; venerdì 18.30-21; sabato 17-21.30; festivi 17-19.15-21.30
Dal 4 al 6 aprile
CENA DI CLASSE
Orario: sabato 19.30; festivi 15
Cineclub
Martedì 7 e giovedì 9 aprile
CROSSING ISTANBUL
Orario: martedì 15-17.10-19.20-21.30; giovedì 15.30-17.40
Valperga, Cinema Ambra
Dal 2 al 6 aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: giovedì 21; venerdì 19-21.30; sabato 16.30-19-21.30; festivi 15-17.15-19.30-21.30
… CHE DIO PERDONA A TUTTI
Orario: giovedì 21; venerdì 21.30; sabato 16.30-21.30; festivi 17.15-21.30
Dal 3 al 6 aprile (no sabato 4 aprile)
MASCHE – LE STREGHE DI LEVONE
Orario: 19.45
Dal 4 al 6 aprile
CENA DI CLASSE
Orario: sabato 19; festivi 15
Giovedì 9 aprile
SKI – IL PIÙ GRANDE SKI TOUR DI SEMPRE
Orario: 21

Lo straniero (di Graziella Cortese)

Nel romanzo “L’Etranger” (Lo Straniero), Albert Camus scrive: “In fondo non c’è idea cui non si finisca per fare l’abitudine”, esprimendo così il disagio e la mancanza di motivazione che attraversano il protagonista, Arthur Mersault.
Il capolavoro dello scrittore francese apre le porte alla letteratura esistenzialista e a un personaggio che esprime anche in modo tragico le contraddizioni di una vita e la sua solitudine. Nel film diretto da Ozon e tratto dal libro, i temi descritti sono analizzati con la limpidezza del bianco e nero.
Algeri, fine anni ’30. Arthur Mersault è un giovane impiegato francese, trasferitosi ad Algeri per lavoro (allora l’Algeria era colonia francese), dal carattere chiuso e a volte impassibile di fronte ai cambiamenti della vita. Un giorno, all’improvviso, riceve la notizia della morte della madre che risiedeva in una casa di cura. All’inizio Arthur apprende la notizia con freddezza e reagisce al lutto con distacco, quasi con noia e fastidio.
Poco tempo dopo inizia una relazione con la collega Marie che lo rimprovera per la sua apatia e l’apparente indifferenza verso il mondo; Arthur stringe anche un’amicizia con Raymond, che si rivelerà un malvivente, una persona poco raccomandabile; durante una gita in spiaggia il protagonista, senza motivo apparente e agendo in modo del tutto irrazionale, uccide un uomo. Quando di fronte al tribunale dovrà rispondere delle sue azioni non sarà giudicato solo per il crimine, ma anche per lo stato di apatia e il distacco dalle norme sociali.
Il concetto che viene descritto in filosofia e psicologia è atarassia, letteralmente “assenza di agitazione”, ovvero un allontanamento, di solito volontario, da passioni, sentimenti e turbamenti (certo, potrebbe apparire comodo, per vari aspetti: ma le conseguenze sono nefaste). Luchino Vi-sconti portò in scena il romanzo di Camus, nella prima versione cinematografica, nel 1967, protagonista Marcello Mastroianni.
Lo straniero
di François Ozon
paese: Francia 2025
genere: drammatico
interpreti: Benjamin Voisin, Rebecca Marder, Denis Lavant, Pierre Lottin, Swann Arlaud
durata: 2 ore e 2 minuti
giudizio Cei: complesso, problematico, dibattiti

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