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DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE

Jumpers

Qualcuno penserà: che nostalgia i vecchi cartoon Disney, Cenerentola, Biancaneve, Dumbo…...

Aspettando il Vescovo Daniele, giovedì 19 marzo

CERESOLE REALE, NOASCA E ROSONE - Tre comunità parrocchiali che camminano insieme - Nei primi mesi dell'anno, tre momenti significativi, collaborazione sempre più forte e profonda comunione d'intenti - 

 

Sant'Antonio Abate, San Giovanni Bosco e la Festa della Madonna di Lourdes, nella Giornata Mondiale del Malato

Alta Valle Orco: tre comunità unite nella fede, nella tradizione e nella preghiera Le comunità...

PNRR, a Castellamonte quasi pronto il civic centre L’ex ospedale torna a vivere

Quello che un tempo era l’ospedale di Castellamonte in pieno centro, in piazza Martiri della Libertà a Castellamonte, grazie ai fondi PNRR ha completamente cambiato volto e destinazione. Dopo due anni di lavori per ristrutturare 1840 mq, con 3 milioni di euro di investimento, il Comune di Castellamonte e la Città metropolitana di Torino stanno per consegnare alla comunità una Casa della cultura e della socialità in uno spazio sottratto all’abbandono.
“Siamo venuti a Castellamonte nel luglio 2024 per l’avvio dei lavori, finanziati come PUI Piano Urbano Integrato sulla Missione 5 del PNRR, con lo scopo di trasformare l’ex ospedale, nel cuore della città, in un centro civico per ospitare il raddoppio della Biblioteca, l’archivio comunale, il centro anziani e la ceramicoterapia” ricorda oggi il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che è tornato a verificare l’avanzamento dei lavori giovedì 26 marzo in un partecipato sopralluogo.
Con lui, come due anni fa, la consigliera metropolitana  delegata allo sviluppo economico Sonia Cambursano, che si è dichiarata “sempre più convinta e soddisfatta della scelta di destinare i fondi per favorire l’inclusione sociale, facendo atterrare sui territori i finanziamenti della missione dedicata all’inclusione per una reale riqualificazione urbana”.
“Nel luglio del 2024 ho dato appuntamento alla primavera 2026 e ci siamo” ha aggiunto soddisfatto il  sindaco di Castellamonte Pasquale Mazza, anche lui consigliere metropolitano.
I lavori sono ad uno stato di avanzamento nel pieno rispetto delle tempistiche: è stato completato l’adeguamento antisismico e il potenziamento dal punto di vista energetico con il miglioramento di almeno due classi energetiche e la conseguente riduzione dei costi di gestione.
All’interno, in attesa degli arredi, sono stati visitati gli spazi destinati all’ampliamento della biblioteca civica con i suoi 3mila volumi e all’archivio storico, i nuovi ambienti per gli Artisti della Ceramica, per il centro culturale “Costantino Nigra”, per il nuovo centro di aggregazione per giovani e anziani e per gli sportelli sociali.
C’è attesa, in particolare, per i progetti di ceramicoterapia che troveranno sede nel civic centre: Castellamonte ha molto lavorato negli ultimi anni per consolidare il suo ruolo di capitale della ceramica ed ora i ceramisti potranno avviare corsi dedicati, nella consapevolezza che modellare l’argilla aiuta a ridurre l’ansia e lo stress, offre un effetto analgesico ed è un’attività utilizzata come terapia ricreativa, rivolta anche a minori con disagio sociale o disabilità.
Amministratori CastellamonteNuova Biblioteca

CAMMINO DI RINASCITA – Commento al Vangelo di domenica 29 marzo

C’è un momento preciso in cui qualcosa cambia nel racconto della Passione: il tradimento di Giuda. Prima di quel momento, Gesù era percepito come forte e autorevole. Da Giuda in poi scatta qualcosa di terribile nell’animo umano: la ferocia verso il debole. Pietro lo rinnega, la folla lo abbandona, Pilato si lava le mani.
I soldati trovano persino il tempo di intrecciare una corona di spine per deriderlo. È lo stesso meccanismo che conosciamo ogni giorno: nell’emarginazione del povero, nel silenzio complice davanti all’ingiustizia, nell’indifferenza verso chi non ha voce.
E dobbiamo chiederci con onestà davanti a quale Gesù crocifisso nei fratelli anche noi stiamo lavando le mani, quale ingiustizia stiamo guardando senza fare, senza rischiare nulla.
Pilato pensava di potersene lavare le mani, – ma anche quella è una scelta, la scelta della vigliaccheria elegante. Come lui, anche noi siamo tentati di preferire una fede senza spigoli, una chiesa degli applausi e dei grandi numeri, lontana dalla condivisione della povertà. Abbiamo paura di avere la sorte dei poveri, la sorte di Cristo.
Gesù, in tutta la Passione, tace. È un silenzio che non è rassegnazione, ma libertà piena di chi non ha nulla da dimostrare al mondo. Solo una volta grida, e quel grido è la preghiera più umana mai pronunciata: “Dio mio, perché mi hai abbandonato?“. È la voce di ogni uomo che soffre e che, nonostante tutto, continua a chiamarLo “mio”. Anche nei nostri momenti di buio e di abbandono, siamo chiamati a non chiuderci nel silenzio amaro, ma a gridare ancora la nostra sofferenza a Lui, con quella fiducia abbandonata che è la vera libertà dei figli di Dio.
Ed ecco il paradosso: proprio quando tutto sembra finito, un soldato pagano pronuncia per primo la verità: “Davvero costui era Figlio di Dio!”. La resurrezione non cancella la croce, la attraversa. L’ultima parola è sempre quella di Dio. Ed è una parola di vita.
Mt 26,14- 27,66 (Forma breve)
[…] Insieme a lui vennero crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. Quelli che passavano di lì lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu, che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi e gli anziani, facendosi beffe di lui dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! È il re d’Israele; scenda ora dalla croce e crederemo in lui. Ha confidato in Dio; lo liberi lui, ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: “Sono Figlio di Dio”!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo insultavano allo stesso modo.
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!». Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito.
Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!».

Il Questore di Torino consegna anche al Vescovo di Ivrea l’olio di Capaci in ricordo delle vittime di tutte le stragi mafiose

Nella giornata di oggi, sabato 28 marzo, il Questore di Torino, Massimo Gambino, ha donato al Cardinale Roberto Repole, Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, e anche a Mons. Daniele Salera vescovo di Ivrea l’olio estratto dagli ulivi di Capaci, che sarà utilizzato dalle Diocesi per la benedizione in occasione del Giovedì Santo.
Sulla terra in cui avvenne la tremenda esplosione del 23 maggio e dove l’auto con i tre agenti di scorta fu catapultata, per iniziativa della vedova Tina Montinaro, è stato creato un giardino di alberi di ulivo, ognuno dei quali è dedicato a una vittima innocente della mafia: il Giardino della Memoria “Quarto Savona Quindici” (così dal nome della sigla radio dell’auto di scorta), inaugurato il 23 maggio 2017.
In occasione del periodo pasquale, l’olio del Giardino è stato inviato alle Diocesi italiane per essere consacrato e divenire Crisma Santo, destinato all’amministrazione dei Sacramenti, in un gesto di alto valore simbolico e spirituale.
Anche quest’anno, nel trentaquattresimo anniversario delle stragi mafiose di Capaci e di via D’Amelio, la Questura di Torino rinnova l’impegno condiviso nel segno della legalità, della memoria e della rinascita, affinché il sacrificio delle vittime della mafia continui a vivere nella coscienza collettiva e nelle azioni quotidiane delle istituzioni e dei cittadini.

Cambio dell’ora: le influenze e i rischi sul funzionamento dei nostri mini-orologi biologici (di Cristina Terribili)

Nella notte tra sabato e domenica si cambia ora; torna quella “legale” e le lancette vanno avanti di un’ora. C’è forse un impatto sul nostro corpo e mente col cambio di ora, a marzo avanti e ottobre indietro di 60 minuti?
Lo studio dei ritmi biologici e della loro influenza sull’organismo umano non solo risale alla notte dei tempi. Filosofi e studiosi di tutte le epoche si sono interrogati sui meccanismi sottostanti ai cambiamenti periodici nei sistemi biologici, ma solo nel 1729 l’astronomo francese De Mairan realizza il primo esperimento sulla pianta della mimosa pudica, osservando che il movimento delle foglie, che si aprono al mattino e si richiudono la sera, avvengono anche se la pianta è posta per un lungo periodo al buio più completo. Dobbiamo attendere però il 1950 e gli studi del biologo Halberg per avere la definizione del ciclo “circadiano” (dal latino “circa un giorno”) e delle ricerche che stabiliscono che il ritmo endogeno (interno, naturale) dell’organismo è di circa 24 ore e che la luce sincronizza questo ritmo con le condizioni ambientali.
Nel 1960 si tenne il primo congresso internazionale di cronobiologia e da quel momento si diede vita a tante scoperte in merito ai meccanismi cellulari e molecolari degli organismi biologici. Da allora si è compreso che ogni organismo ha tanti piccoli orologi biologici, che controllano parte dei geni di ogni tessuto degli organismi viventi e che danno vita a fenomeni che durano circa 24 ore.
Nel 2017, il premio Nobel della medicina è stato assegnato ai professori Rosbash e Young, per le loro scoperte dei meccanismi molecolari che controllano i ritmi circadiani. Le implicazioni cliniche di questi meccanismi sono estremamente interessanti se consideriamo ad esempio, che ci sono orari in cui i farmaci devono essere assunti per avere una maggiore efficacia. Sappiamo poi che lo studio dei ritmi biologici coinvolge anche ritmi più brevi (detti “infradiani”) o molto più lunghi delle canoniche 24 ore (e si parla allora di ritmi “ultradiani”).
Tutti questi “orologi” biologici che gestiscono il ciclo sonno-veglia, la secrezione degli ormoni, il metabolismo, la temperatura del corpo e così via vengono alterati nel passaggio dall’ora solare all’ora legale e numerose ricerche forniscono specifiche evidenze sui danni all’apparato cardiocircolatorio, sul sistema nervoso simpatico, sui meccanismi metabolici e su sistema visivo. In questo periodo, infatti, chi soffre già di patologie cardiache, disturbi dell’umore o da insonnia cronica può percepire un peggioramento della propria condizione mentre molte altre persone potrebbero sentire una maggiore irritabilità, fastidi e disturbi di varia natura che possono rientrare dopo pochi giorni o con piccoli accorgimenti.
Le ricerche scientifiche e la consapevolezza sui delicati meccanismi del nostro organismo ci dovrebbero invitare ad una maggiore attenzione verso la nostra salute e ad affrontare, lungo tutto l’arco dell’anno, quelle criticità che, nel passaggio con l’ora legale, potrebbero esacerbarsi e portare ad un peggioramento della qualità della vita.

CANAVESE – Al cinema nel weekend

Cuorgnè, Cinema Margherita
Dal 27 al 30 marzo
IL BENE COMUNE
Orario: venerdì e sabato 21.15; domenica e lunedì 21
Sabato 28 marzo
WALL-E
Orario: 15.30
Sabato 28 e domenica 29 marzo
NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI 3.0
Orario: sabato 18; domenica 18.45
Domenica 29 marzo
JUMPERS – UN SALTO TRA GLI ANIMALI
Orario: 15
Da mercoledì 1° aprile
SUPER MARIO GALAXY
Orario: 16.45-18.30-21
Due Città al Cinema
Martedì 31 marzo
SIRÀT
Orario: 21.15
Ivrea, Cinema Politeama
Dal 20 al 23 marzo
UN BEL GIORNO
Orario: ven. 20.30; sab. 17.15-21; dom. 15.45-20.30; lun. 21
Dal 21 al 23 marzo
LADY NAZCA – LA SIGNORA DELLE LINEE
Orario: feriali 19; domenica 17.30
Effetto Cinema
Mercoledì 1 e giovedì 2 aprile
TRE CIOTOLE
Orario: mercoledì 15-17.30-21; giovedì 19-21.30
Ivrea, Cinema Splendor Boaro
Dal 26 al 30 marzo
CENA DI CLASSE
Orario: feriali 21; sabato 17.15-21.30; domenica 19.30-21.30
Dal 27 al 30 marzo
HAMNET – NEL NOME DEL FIGLIO
Orario: feriali 18.30; sabato 19.15; domenica 17.15
Sabato 28 marzo
GRAND PRIX
Orario: 15
Domenica 29 marzo
JUMPERS – UN SALTO TRA GLI ANIMALI
Orario: 15
Cineclub
Martedì 31 marzo e giovedì 2 aprile
LA VITA VA COSÌ
Orario: martedì 15-17.10-19.20-21.30; giovedì 15.30-17.40
Valperga, Cinema Ambra
Giovedì 26 marzo
SOPHIE LAVAUD – L’ULTIMA CIMA
Orario: 21
Dal 26 al 30 marzo
LA BAMBINA DI CHERNOBYL
Orario: giovedì e domenica 21; feriali 19.30; lunedì 19
Venerdì 27 marzo
NON DIRMI CHE HAI PAURA
Orario: 17
Sabato 28 e domenica 29 marzo
MASCHE – LE STREGHE DI LEVONE
Orario: sabato 17.45; domenica 17.15
Dal 27 al 30 marzo
L’ULTIMA MISSIONE: PROJECT HAIL MARY
Orario: feriali 21; sabato e domenica 18-21
CENA DI CLASSE
Orario: ven. 21.30; sab. 15.45-21.30; dom. 15-19; lun. 21
Dal 28 al 30 marzo
JUMPERS – UN SALTO TRA GLI ANIMALI
Orario: sabato 15.45; domenica 15.30; lunedì 19

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