Tenuta Roletto
Risvegliopopolare.it

domenica 30 Novembre 2025

Reale mutua
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Oggi, 15 novembre

BETANIA DI VISCHE - Il Vescovo Daniele predica gli esercizi spirituali per coloro che Dio "non ritira dal Mondo" - Molto seguita la meditazione che ha avuto per sfondo il Cap. 2 degli Atti degli Apostoli -

 

Occasione offerta dalla Diocesi ai laici, per “fermarsi”, “incontrarsi” e riflettere sulla propria “spiritualità laicale” da vivere in modo personale e comunitario nella vita alla quale siamo chiamati come fedeli laici.

(elisabetta acide)  – Nella vita abbiamo “occasioni importanti” alle quali, a volte, non...

Incontro di formazione proposto dall'Ufficio Catechistico Diocesano

IVREA - Grande partecipazione all'incontro dei Catechisti diocesani per la formazione con Don Andrea Cavallini - Molto importante il tema trattato: "Il senso religioso del bambino - INTEGRALE IN VIDEO - La lezione di Don Cavallini, poi l'omelia di Mons. Daniele Salera e il conferimento del mandato ai Catechisti -

Come proporre la Fede ai bambini ed ai ragazzi in una società secolarizzata?

Un bellissimo clima di attesa e sorrisi di persone che si rivedevano tutte insieme dopo un bel po’ di tempo: ecco come abbiamo vissuto l’incontro dei Catechisti a Ivrea per un momento di formazione e per ricevere il Mandato da...

La Virgo Fidelis, festa istituita da Papa Pio XII l'11 novembre 1949

PONT CANAVESE - La Compagnia di Ivrea dell'Arma dei Carabinieri agli ordini del Capitano Armir Gjeci ospite della Parrocchia retta da Don Gian Paolo Bretti per la celebrazione della Festa dedicata alla loro Patrona - Ha presieduto Liturgia il Ten. Col. Don Diego Maritano, Cappellano Militare dei Carabinieri, Comando Legione Piemonte e Valle d'Aosta - IL VIDEO E LA GALLERY DI 40 IMMAGINI

Il 21 novembre si ricorda anche la Presentazione di Maria al tempio ed il sacrificio dei Carabinieri nella battaglia di Culqualber in Etiopia, nel 1941. 

(giancarlo guidetti) – Chiesa gremita presso la parrocchia di S. Costanzo di Pont Canavese per la celebrazione della festa della “Virgo Fidelis ” patrona dell’ Arma dei Carabinieri, sabato 22 novembre...

San Martino, il Vescovo che con il dono del mantello fece fiorire l'estate

VILLAREGGIA - Sempre viva la devozione a San Martino di Tours - Festa patronale di Fede, devozione, amicizia - Un po' di storia e poi la cronaca di giorni intensamente vissuti nella gioia e nella Speranza - La poesia a San Martino - VIDEO E GALLERY

Sempre numerosa la partecipazione di popolo alle iniziative proposte dal Parroco Don Alberto Carlevato

(Testo di Martina Acotto, immagini di  Lucia Carra, Gabriele Bisco, Martina Acotto, Sandro Frola, Claudio Frassà, Mirella Nigra, Paolo e Sara Iorio) –  San Martino di Tours è uno dei Santi più venerati in Occidente. Nato...

Alle giornate di studio quest'anno tenutesi a Torino dal 3 al 7 novembre hanno partecipato più di 150 rappresentanti di Santuari di cui è costellata la Penisola

VEROLENGO / LA MADONNINA - I Rettori ed Operatori dei Santuari italiani riuniti a Torino per il 59° Incontro Nazionale di riflessione e preghiera hanno visitato il Santuario che è punto di riferimento per la spiritualità di un territorio vasto, ai confini tra le Diocesi di Ivrea, Torino, Vercelli, Casale Monferrato - Il Vescovo di Ivrea Mons. Daniele Salera ha portato il saluto - IL VIDEO

Accolti dal Rettore del Santuario Don Valerio D'amico per la Liturgia presieduta da Mons. Domenico Sorrentino, Arcivescovo di Assisi e Foligno, concelebrante il Card. Enrico Feroci - 

Si è concluso venerdì 7 novembre il 59° incontro dei Rettori e Operatori dei Santuari italiani che fanno parte del “Collegamento dei Santuari Italiani”, quest’anno riunitisi a Torino, al Valdocco. L’appuntamento si è collocato...

Una chiave per comprendere la vita, orientare le scelte e scoprire la bellezza di un Dio che accompagna e guida ogni persona

RIVAROLO CANAVESE - Il Catechismo, sei anni di cammino per la crescita umana e spirituale di ragazzi e ragazze - Il servizio generoso e appassionato dei catechisti -

Un grazie sincero va ad Anastasia, Suor Angela, Berthe, Donatella, Franca, Francesca, Giulia, Suor Hoda, Laura, al Diacono Livio, Rosaria, Ornella, Raffaele, Robertilla e al Diacono Simone

(Don Antonio Luca Parisi) – Il percorso di catechesi delle Parrocchie di San Giacomo e San...

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Sempre interessanti le iniziative formative parrocchiali

RIVAROLO CANAVESE - "Chi non si forma, si ferma" - È questo lo spirito che anima il percorso di formazione Animatori nelle Parrocchie di San Giacomo e San Michele - Insegnamento che sarà sempre utile ai ragazzi, anche nella futura vita professionale - 

Un cammino prezioso, guidato dal Vice Parroco Don Antonio Luca Parisi e dal Diacono Simone Mezzano, che da ottobre a maggio accompagna una trentina di giovani desiderosi di mettersi in gioco, crescere umanamente e spiritualmente - 

(pietro marchiandi) – “Chi non si forma, si ferma”. È questo lo spirito che anima il...

DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE

Il maestro

Dopo l’overdose di sfide epocali tra il nostro campione Jannick Sinner e Carlos Alcaraz, è...

L' "appello" rivolto ai defunti della due guerre ed ai partigiani partiti dal paese, richiamo severo a non dissipare il valore della pace, dono di Dio affidato agli uomini -

CUCEGLIO - Quella "Sveglia" che ricorda il legame, oltre la materia, dei giovani cucegliesi al fronte, nella Prima Guerra Mondiale - Quei ragazzi chiamati ad una prova drammatica ed esigente, proprio in coincidenza con l'Armistizio di Villa Giusti udirono una suadente melodia, presagio di pace e del ritorno a casa - VIDEO E GALLERY

Tradizione unica nel panorama non soltanto diocesano, suscita una sempre viva e sincera partecipazione di popolo -

(fabrizio conto) – Come da tradizione si è svolta oggi a Cuceglio la cerimonia del IV Novembre. Alle 5 del mattino la Fanfara della Società Filarmonica Cucegliese “La Fratellanza” ha “buttato giù dalle...

All'Istituto Betania del Sacro Cuore di Vische

CUCEGLIO, OZEGNA, AGLIE', LUSIGLIE', SAN GIORGIO C.SE - Il pellegrinaggio giubilare di 5 comunità unite che dicono di un'autentica sinodalità - IN VIDEO L'OMELIA DI DON LUCA MEINARDI

Molto seguita anche la catechesi di Don Luca sui segni del Giubileo, poi il pomeriggio è trascorso tra momenti di tranquillità presso il monastero e le confessioni per ricevere l'indulgenza plenaria prevista nel Giubileo. 

(fabrizio conto) – Pomeriggio ricco di fede e di bellezza quello vissuto lo scorso 18 ottobre al Santuario del Sacro Cuore di Vische dalle Comunità Parrocchiali di Cuceglio, Ozegna, San Giorgio C.se, Agliè e Lusigliè. Le...

PAROLA DI DIO – Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri

Is 2, 1-5
Dal libro del profeta Isaìa.
Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme.
Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli,
e ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno: “Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri”.
Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli.
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada
contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra.
Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore.
Sal. 121
RIT: Andiamo con gioia incontro al Signore.
Quale gioia, quando mi dissero:
“Andremo alla casa del Signore!”.
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!
RIT: Andiamo con gioia incontro al Signore.
È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.
RIT: Andiamo con gioia incontro al Signore.
Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi.
RIT: Andiamo con gioia incontro al Signore.
Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: “Su di te sia pace!”.
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.
RIT: Andiamo con gioia incontro al Signore.
Rm 13, 11-14
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.
Fratelli, questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti.
La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo.
Mt 24, 37-44
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
***
UN PENSIERO SULLA PAROLA, A CURA DELLA PROF. ELISABETTA ACIDE
Il “tempo liturgico” ci propone la I° domenica di Avvento.
“Avvento”, dal latino adventus, “venuta”.
“Nuovo inizio del tempo”… nuovo cammino della Chiesa “nel tempo”…nuova “attesa” del “Veniente”.
Cristo “viene”… andiamogli incontro.
“Venuta”: l’Incarnazione di Dio nel mondo.
“Venuta” di Cristo alla fine del mondo.
E la Chiesa “in attesa”. Non in modo “passivo”, ma con atteggiamento “vigilante”.
La “vigilanza della speranza”, ma forse occorre pensare bene a chi viene e chi va… Dio “viene” e attraverso la sua “venuta” ci “accompagna”.
Il nostro non è un “vagare” privi di meta, è un cammino che ha come “bussola” la speranza, contro ogni di-sperazione, contro ogni “sosta passiva”, contro ogni “vagare senza una meta”.
L’uomo che “attende”… ma che cosa vede? Dove guarda?
Il mio cuore si vela di tristezza all’approssimarsi della solennità del S. Natale.
Pare che tutto “per forza” debba essere “bello”, “luccicante”, “splendente”, “ammiccante”… “il Natale è bello”… no, non riesco a dire questa frase, preferisco “il Natale è santo”, il “Natale è amore”, il “Natale è il sole che sorge”, il “Natale è la nuova possibilità”…
Vorrei che la solennità del Santo Natale e con essa il “tempo liturgico dell’Avvento”, fossero vissuti da tutti come “tempo di grazia”.
Come quel “corteo di popoli” di cui ci parla il profeta Isaia nella prima lettura: un corteo rischiarato da quel “sole che sorge” (cfr. “camminiamo nella luce del Signore”, quel “sole di pace” (cfr. “dalle loro spade nasceranno falci”), verso la “città della pace”.
Il profeta Isaia usa l’espressione “uscirà la parola del Signore”.
La Parola che “esce”, che guida…
La Parola Incarnata, nella storia per l’uomo…la Parola per l’uomo…
Ricordo un mio viaggio a Gerusalemme, la bellezza e la ricchezza di quelle tre religioni abramitiche monoteiste, con le loro fedi i loro culti, le loro fedi, i luoghi sacri… quei quartieri nei quali risuonavano la molteplicità delle lingue (dall’yiddish all’inglese, dall’arabo all’ebraico, dal greco al siriaco…) quelle strette vie che rimanevano con gli esercizi commerciali chiusi in giorni diversi… e quei “luoghi” di pietra che “parlavano” e che facevano di Gerusalemme nelle quali si percepivano i versetti del profeta Isaia: “affluiranno tutte le genti. Verranno molti popoli e diranno:
Venite, saliamo sul monte del Signore”. Una città “in salita” che parla di Dio e parla degli uomini, pietre che “parlano” e “raccontano”.
Raccontano quel “nome”, Gerusalemme, che compare 656 volte nella Bibbia: un nome che dovrebbe “condurre” all’unità, di cui si dovrebbe dire: (il Signore qui) “sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli. Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri,delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra”.
La “gioia” che dovrebbe farci esclamare con l’autore del Salmo: “Quale gioia, quando mi dissero: “Andremo alla casa del Signore! Già sono fermi i nostri piedi alle tue porte, Gerusalemme”.
Alle porte di Gerusalemme, dove la fede si “incontra” con la promessa, con la vicenda storica dell’uomo, della sua esistenza,del suo cammino… e dove la sua vita, il suo peregrinare, la sua esistenza, si intreccia con quella degli altri uomini, delle altre nazioni, delle altre fedi.
Gerusalemme “luogo” del “giudizio” su quei “seggi” (“Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide”).
La Parola di pace per la pace.
La pace di chi “cammina nella luce del Signore”.
Solo la sua Parola diventerà Luce di pace, non gli affanni degli uomini, non la presunzione delle alleanza, non l’affanno del potere…
Anche Gesù andrà a Gerusalemme.
Inviterà a “camminare”… sui suoi passi polverosi e sicuri, sulle tracce dei suoi sentieri, sui cammini di quelle strade percorse in quel tempo.
E nel “tempo di avvento” la vigilanza invita a ri-pensare al cammino verso il Natale come l’attesa del  “Figlio dell’uomo nella gloria”, del nostro cammino per riunirci attorno a Lui.
Un “cammino” dove non è “bello” il camminare come puro esercizio, ma la “meta”, con quel “cammino”  che porta a quel punto di arrivo  e che definisce la direzione, il senso del cammino stesso.
“Vigilare” è avere “occhi aperti”, è “sapere dove guardare” per “dove andare”, è “vedere” ciò che circonda, quale “tempo” stiamo vivendo.
Gesù parla di “generazione”, quella che deve saper vivere il “discernimento” per “poter vedere”.
Occhi che sanno vedere la realtà per sapere dove andare.
La “generazione” che sa “leggere” il tempo presente alla luce della Parola di Dio per il futuro.
“Vegliate perché non sapete…”
E il tempo diventa “attesa di Dio”.
Di un Dio “incamminato”, per aiutarci ad uscire dalla nostra superficialità.
Di un Dio “incamminato”, oltre la nostra ipocrisia (drammatico vizio dei tempi odierni).
Di un Dio “incamminato” con la pazienza dell’attesa del grano maturo, oltre la nostra affannosa corsa del “fare” per “essere”, del “produrre”.
Di un Dio “incamminato” che ci insegna a camminare con lentezza per apprezzare e saper cogliere ciò che la fretta non ci consente di vedere, camminare ed attendere, camminare ed esplorare per poter “guardare” il bello che c’è in ogni uomo.
Di un Dio “incamminato” che sa farci guardare la Luce, senza le luci e gli addobbi degli alberi di Natale, finemente decorati, ma “muti” della Presenza.
Di un Dio “incamminato”, che “viene” in questo momento di luci artificiali, di “atmosfere” di bontà, di “bellezza e di colori” che rendono “magica l’atmosfera”…
“Due uomini saranno nel campo, due donne macineranno alla mola, uno sarà preso e uno lasciato”.
Due vivono allo stesso posto ma uno “s’è accorto” e vive con Dio, l’altro “non s’è accorto di niente”.
Uomini e donne… di fronte a “scelte abissali”…
Essere pronti all’incontro con il Signore… un Dio incamminato… e chi incontrerà?
Senza “appuntamento”: “né giorno, né ora”.
Come quegli uomini che non si accorsero di nulla… uomini quelli dei “giorni di Noè” che non vengono “rimproverati” perché sono malvagi e cattivi, ma perché mangiano e bevono, perché “vivono” senza “consapevolezza” ma perché “non sono pronti”, non si “accorgono”…
Uomini e donne “disattenti”…
Il credente è la persona che “si accorge”.
Il “rimprovero” all’indifferenza, all’incapacità di scegliere, alla paura di “discernere”.
Uomini e donne che non sanno “guardare”, che restano “indifferenti” alla vita, alle violenze, agli abusi, agli sguardi tristi, agli sguardi assetati.
Uomini e donne solo con “sguardi” per chi “luccica”, per chi “splende”, per ciò che “conviene”, che “appaga”, che “mi fa star bene”… il bene?
Svegliarsi è “uscire dall’indifferenza”, è essere consapevoli della responsabilità, senza farsi “sommergere” dalle futilità e dalle “cose accessorie”.
Sommersi ed inghiottiti… tanto da non vedere quella Luce.
E la lettera ai Romani (seconda lettura) esorta: “Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo” ed indossare le “armi della luce”.
Una “trama di vita”.
Trama che si “intreccia” tra le nostre disattenzioni, tra una speranza di attesa come quella di una mamma in attesa di un figlio, donne e uomini… uno sarà e uno non sarà…
“Come un ladro di notte”… viene così, ma viene a “donare”, un ladro che “non toglie” ma che “porta”.
“Tenetevi pronti”… per un Dio che dona, per un Dio che ha dato un “appuntamento” ed è un “appuntamento d’Amore”.
Il battito del cuore per l’attesa di quell’appuntamento.
Né giorno né ora… perché tutti possano “preparare il cuore” (cfr. Saint Euxpery) all’incontro.
Un Dio che, l’evangelista Matteo dirà, dopo aver raccontato quella parabola così bella che sa di futuro: “manderà i suoi angeli” (cfr.Mt 24, 30-31).
Una “attesa vigilante” che è nutrita di pazienza e di speranza, di un Dio che “verrà”, che “viene”, che “è venuto”.
Di un Dio che ci invita a “svuotarci” di quella fame, di quella sete… dei giorni del diluvio, per essere “riempiti” dello Spirito di Dio.
E allora, riflettiamo su quell’appello accorato che ci viene rivolto: “È ormai tempo di svegliarvi dal sonno…Comportatevi onestamente come in pieno giorno: non in mezzo a gozzoviglie e ubriachezze, non fra impurità e licenze, non in contese e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo” (seconda lettura).
Non sappiamo né il giorno né l’ora… ma sappiamo che…
E gli occhi non possono “restare chiusi” nel sonno.
 
 
 

Verso Natale: riscoprire l’attesa, vivere la speranza, coltivare l’esultanza – Il Vangelo dell’Avvento

In questa prima domenica di Avvento il Signore ci risveglia con parole che scuotono il cuore: “Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà“. Che grazia iniziare un nuovo anno liturgico con questo richiamo potente alla vigilanza. Gesù ci porta ai tempi di Noè, quando gli uomini mangiavano, bevevano, si sposavano. Attività buone, necessarie, eppure vissute con tale distrazione da non accorgersi del diluvio che stava per sopraggiungere. Ecco il primo grande pericolo della nostra vita: lasciarci assorbire completamente dalle cose contingenti, perdendo di vista ciò che davvero conta. E noi siamo diversi da quegli uomini del tempo di Noè? Quante volte le preoccupazioni quotidiane, il lavoro, persino le relazioni, ci catturano così tanto da farci dimenticare Dio?
Il Signore ci invita a riconoscerlo in ogni fratello. Questa è vigilanza: occhi aperti sul mondo, ma cuore fisso in Dio. Non si tratta di fuggire la vita, ma di viverla con profondità, sapendo leggere in ogni momento la presenza amorevole del Padre. Il Vangelo ci invita a “vegliare”, ma significa molto più che stare svegli: indica un’attesa operosa, dinamica. Non è l’ozioso aspettare di chi spera che il tempo passi, ma il fervore di chi prepara, sistema, lavora perché tutto sia pronto quando Gesù tornerà.
“Cercate di capire”, ci dice Gesù. Quanto abbiamo bisogno di un cuore sapiente! Gli uomini del diluvio “non conoscevano”, non capivano. Vivevano in superficie. Anche noi riceviamo ogni giorno tanti segni, incontri, parole. Ma cosa leggiamo in essi? Sappiamo riconoscere le visite di Dio nella nostra vita quotidiana? O lasciamo che tutto scorra senza interrogarci sul senso profondo di ciò che viviamo?
“Siate pronti”, è il terzo invito. Due uomini nel campo, due donne alla mola: uno preso, l’altro lasciato. Immagine che ci interroga radicalmente. La differenza non sta nelle attività esteriori – entrambi lavorano – ma nell’atteggiamento interiore. Sono pronto oggi ad incontrare il Signore? Non domani, non quando avrò sistemato tutto, ma oggi, in questo momento? Vivo in grazia di Dio o c’è qualcosa che mi separa da Lui?
La vigilanza non è ansia o paura, ma amore. È come gli sposi che si attendono: mentre uno attende l’altro, si aspetta, si prepara tutto con cura e tenerezza. Così dobbiamo vivere noi: trattando ogni momento come prezioso, ogni persona come dono, ogni circostanza come occasione di grazia. La nostra vita quotidiana, fatta di gesti ripetuti e relazioni consuete, può diventare luogo santo se la viviamo con questa tensione amorosa verso il Signore.
In questo tempo di Avvento, accogliamo l’invito a ridestare il cuore. Non lasciamo che l’abitudine spenga il fuoco dello Spirito.
Mt 24,37-44
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa.
Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Il ruolo essenziale dei “buoni genitori” nella tutela dei diritti dei bambini (di Cristina Terribili)

Tra le tante ricorrenze praticamente di ogni giorno dell’anno, il 20 novembre si è celebrata la Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, voluta per porre l’attenzione sui diritti che dovrebbero tutelare i bambini di tutto il mondo. La Convenzione dei Diritti dell’Infanzia, approvata dall’ONU, prevede 54 articoli che si basano su 4 principi fondamentali: la parità di trattamento e non discriminazione; la salvaguardia del benessere e la priorità dell’interesse del bambino; il diritto alla vita e allo sviluppo e la protezione da ogni tipo di abuso; e l’ascolto e partecipazione nelle decisioni che lo riguardano.
Il documento, ratificato da 196 Paesi del mondo, è stato il primo a riconoscere il bambino come portatore di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici e non solo come elemento passivo, bisognoso di cure e protezione. I diritti dei bambini dovrebbero essere tutelati sia dalle istituzioni ma soprattutto dalle famiglie, genitori in primis, che nella consapevolezza del proprio ruolo e della propria responsabilità dovrebbero fornire al bambino quell’ambiente e quell’educazione che possa permettergli di crescere in modo sano ed equilibrato.
Il genitore, per poter assicurare al bambino i suoi diritti, deve avere delle competenze e delle capacità che sono state codificate in letteratura e che sono comprese in questi temi. Anzitutto l’adattamento al ruolo del genitore: il genitore provvede adeguatamente alle cure fisiche ed emotive della prole? In caso di problemi, riesce a riconoscerli? Poi la relazione con i figli: quali sono i sentimenti dei genitori verso i figli? Sono empatici? Riescono a vedere i propri figli come entità distinte da loro? Quindi le influenze della famiglia: il genitore è capace di dare sostegno al proprio partner? Qual è il grado di coinvolgimento del bambino nelle discordie familiari? Ed infine, l’interazione con il mondo esterno: sono presenti reti sociali di sostegno?
Il genitore, dunque, si deve rendere consapevole del proprio ruolo, che non si limita alla pratica quotidiana, ma che è portatore di un piano di sviluppo, di cura e di educazione capace di accompagnare la crescita del bambino per incoraggiarlo ad essere autonomo, capace di autoregolarsi e crescere sicuro di sé, capace di incoraggiare un dialogo aperto, di supportare l’autonomia di azione e di pensiero, di accogliere i pensieri del bambino…
Ai genitori non è richiesta perfezione ma la capacità di essere “buoni genitori” in grado di assumersi delle responsabilità in merito a decisioni precise e agli errori che si possono commettere, essendo in grado di chiedere aiuto nei momenti di fatica o di confusione perché il benessere nella famiglia parte dall’adulto.

CANAVESE – Al cinema nel weekend

Cuorgnè, Cinema Margherita
Dal 27 novembre al 1° dicembre
ZOOTROPOLIS 2
Orario: feriali 18.30-21; venerdì e sabato 16.30-18.30-21.15; domenica 10.30-15-17-19-21
Due Città al Cinema
Martedì 2 dicembre
100 LITRI DI BIRRA
Orario: 21.15
Ivrea, Cinema Politeama
Dal 28 novembre al 1° dicembre
LE CITTÀ DI PIANURA
Orario: 18.30
Dal 28 novembre al 1° dicembre
40 SECONDI
Orario: 21
Sabato 29 novembre
WICKED 2
Orario: 16
Effetto Cinema
Mercoledì 3 e giovedì 4 dicembre
DOWNTON ABBEY 3: IL GRAN FINALE
Orario: mercoledì 15-17.30-21; giovedì 19-21.30
Ivrea, Cinema Splendor Boaro
Dal 27 novembre al 1° dicembre
ZOOTROPOLIS 2
Orario: giovedì 21; feriali 18.30-21; sabato 15-17.15-21.30; domenica 15-17.15-19.30
Sabato 29 e domenica 30 novembre
NOW YOU SEE ME 3
Orario: sabato 19.30; domenica 21.30
Cineclub
Martedì 2 e giovedì 4 novembre
NOI E LORO
Orario: martedì 15-17.10-19.20-21.30; giovedì 15.30-17.40
Valperga, Cinema Ambra
Sala 1 e Sala 2
Dal 27 novembre al 1° dicembre
ZOOTROPOLIS 2
Orario: giovedì 21; feriali 19-21.30; sabato 18.30-21; domenica 14.45-17-19.15
OI VITA MIA
Orario: giovedì e sabato 21; venerdì e lunedì 21.30; domenica 15.30-21
Dal 28 al 30 novembre
WICKED – PARTE 2
Orario: venerdì 19; sabato e domenica 18
Sabato 29 novembre
CATTIVISSIMO ME 4
Orario: 15.30
Dal 29 novembre al 1° dicembre
NOW YOU SEE ME 3
Orario: sabato 16; domenica 21.30; lunedì 19

Il sentiero azzurro (di Graziella Cortese)

Ci troviamo in un tempo futuro, ma molto vicino a noi, praticamente domani. Lo scenario è quello ideato da molti autori di fantascienza, che hanno immaginato un avvenire distopico e in parte disumanizzato e opprimente.
Molti scrittori si sono trovati di fronte il problema dell’invecchiamento della popolazione e il sovraffollamento del pianeta. Non sempre le soluzioni sono apparse piacevoli. La pellicola di Mascaro ci pone di fronte a questo tipo di quesiti.
Brasile, domani. Tereza è una donna non più giovane, 77 anni, ma ricca di vitalità e con qualche sogno ancora nascosto nel cassetto. Ha lavorato in una piccola città in Amazzonia, ma un giorno riceve una lettera con un comunicato ufficiale: la donna è invitata a recarsi presso una colonia, un’area isolata dove il governo ha deciso di “sistemare” le persone anziane. Tutto questo per permettere ai giovani di continuare a vivere, lavorare, e rendere produttivo il Paese: l’idea è presentata bene, gli anziani devono trasferirsi in un’area isolata, ricca di verde, dove le persone possono godersi in pace gli ultimi anni della loro vita.
Ma Tereza non è il tipo da accettare passivamente una soluzione del genere: la donna ha un sogno, quello di viaggiare in aereo; intraprende così un viaggio lungo il Rio delle Amazzoni, vuole risalire la corrente, arrivare fino agli affluenti del grande fiume. La scelta di Tereza è quella per la libertà.
Il regista Gabriel Mascaro è stato in passato anche attore, sceneggiatore e fotografo, e proprio per queste sue passioni non dimentica mai l’importanza dei colori nelle sue riprese. Nel film di questa settimana oltre a Tereza, la protagonista è la natura insieme al colore verde che si trasforma man mano in grigio, quando la cinepresa (e la protagonista stessa) deve confrontarsi con il grigiore degli uffici pubblici.
Il sentiero azzurro
di Gabriel Mascaro
paese: Brasile, Cile, Messico 2025
genere: drammatico
interpreti: Denise Weimberg, Rodrigo Santoro, Miriam Socarràs, Adanilo Reis, Clarissa Pinheiro
durata: 1 ora e 27 minuti
giudizio: interessante

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