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venerdì 6 Marzo 2026

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ERA IL 1979, IL VESCOVO RICONOSCE LE CAPACITA’ DI CHI DIRIGE MA ANCHE L’IMPEGNO DI CHI PRODUCE

Nel lavoro la centralità della persona umana

Le tre lettere di Mons. Bettazzi sulla crisi dell’Olivetti; il suo ruolo di pastore

(di Doriano Felletti)

Foto: Manifestanti ad Ivrea, foto da Il Risveglio Popolare del 1° novembre 1979. L’esordio in...

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Esercitazioni con nebbia e neve per il soccorso in caso di valanghe

Oltre 40 volontari hanno preso parte a tre giorni di formazione dedicati alla ricerca e al soccorso in valanga, insieme ai Vigili del Fuoco e al Soccorso Alpino, in uno scenario operativo reso ancora più realistico da nebbia, neve e prove notturne.
In un periodo caratterizzato da una frequenza particolarmente elevata di valanghe sull’arco alpino, esercitazioni di questo tipo assumono un valore concreto: rafforzano il coordinamento tra realtà diverse, migliorano la capacità di intervento in ambiente ostile e ribadiscono quanto la preparazione e l’autosoccorso possano fare la differenza nei primi minuti decisivi.

Il castello di Ivrea fa il pieno di visitatori. Prolungate le aperture

Il Castello di Ivrea ha ricevuto ben 5.421 visitatori che hanno varcato la soglia del maniero in sole otto giornate di apertura. La giornata di maggior affluenza è stata domenica 7 dicembre, con ben 1.100 ingressi, seguita da vicino da domenica 1° febbraio con 1.011 visitatori. Oltre 2.800 visitatori con età compresa tra i 0 e i 45 anni. 1.080 visitatori dal Piemonte e 691 dalla Lombardia, 352 i visitatori stranieri.
Proseguono le aperture straordinarie e gratuite: Domenica 5 aprile, Sabato 25 aprile, Venerdì 1 maggio, Domenica 3 maggio con orario 10-13 e 14-17.

Che cosa sognano i giovani e che cosa è loro concesso sognare (di Lorenzo Iorfino)

In questi giorni mi accompagna una canzone che torna spesso nei miei shuffles di Spotify: “Sogni” dei Patagarri. È un brano che respira largo. Dentro c’è un sogno che attraversa le distanze, dove romanticamente la distanza non è importante, “solamente sognami”. Mi colpisce questa libertà: il sogno come spazio in cui si può volare, come luogo in cui l’assenza si accorcia e la fame di vita trova voce.
Da qui nasce una domanda che pure mi riguarda da vicino: i giovani sognano? E io, cosa sogno? Per una volta resto dentro la mia età. Sogno una famiglia, un futuro condiviso con le persone che amo. Sogno una realizzazione professionale che abbia un senso, sogno una felicità concreta, quotidiana. Forse è proprio questa parola a tenere insieme tutto. La felicità come pienezza, come coerenza tra ciò che si è e ciò che si vive.
I ragazzi sognano con fame. Cercano un posto nel mondo, cercano di capire chi sono, desiderano vedere fiorire ciò che portano dentro. Nei sogni c’è la voglia di correre, di scrivere e riscrivere la propria storia, di salire sul palco della vita con il fiato corto e il cuore acceso. C’è il timore di perdere tempo, e insieme la speranza che il panorama ripaghi la fatica della salita.
Tuttavia le relazioni e le dinamiche del mondo possono diventare un ostacolo. Si offrono immagini perfette, strumenti potenti, possibilità infinite. Si costruiscono bolle luminose che seducono e poi si sgonfiano. Resta addosso quella sensazione di sogni incrinati che attraversa la Roma de “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino: desideri eleganti, malinconie trattenute, promesse rimaste a metà. E oggi fa strano il ragazzo che realizza i propri sogni, ed è un caso unico, questo fa riflettere molto.
In questo scenario risuona come un passaggio di consegne “Sogna, ragazzo, sogna” di Roberto Vecchioni, riportata alla luce anche con Alfa. “Manca solo un verso a quella poesia / Puoi finirla tu?”. È l’immagine di una generazione che affida la penna a chi viene dopo, che lascia spazio, che si fida. Non sempre accade. Spesso chi detiene responsabilità continua a occupare il centro, a decidere i confini, a indirizzare desideri e linguaggi.
Ai giovani serve spazio vero. Spazio per sbagliare, per scegliere, per cercarsi. Sognare resta un atto serio, quasi necessario. È il modo con cui si tiene aperto il futuro. E forse la richiesta più semplice resta questa: sognare un mondo in cui ai ragazzi sia dato il tempo e il respiro per diventare ciò che sono.

“Donazione e trapianto nel 2025: il Piemonte in crescita. Anno record per i trapianti. Torino al vertice in Italia”

Il 2025 è un anno record per donazioni e trapianti in Piemonte. Le donazioni di organi segnano il secondo miglior risultato di sempre e consentono 536 trapianti, dato pari al 2023 e in crescita dell’8% sul 2024. Protagonista l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, che con 488 interventi – miglior risultato di sempre – si conferma leader nazionale e rafforza il ruolo di Torino come capitale dei trapianti.
I donatori sono stati 172 (39,3 per milione di popolazione). I donatori a cuore battente (DBD) sono 132, il 30% in ospedali senza neurochirurgia. In forte crescita i donatori a cuore fermo (DCD), 40 (+42% sul 2024). Le opposizioni si attestano al 26,6%. Le donazioni di cornee sono 1.217, in linea con l’anno precedente.
Grazie al lavoro del Centro regionale trapianti e delle équipe, sono stati trapiantati 581 organi, con 5 interventi combinati (rene-fegato, rene-pancreas, cuore-fegato). Alle Molinette eseguiti 482 trapianti, 6 all’Ospedale Pediatrico. Il centro fegato raggiunge 194 interventi, quello di rene 240; 33 i trapianti di cuore e 24 di polmone. L’Ospedale Maggiore della Carità di Novara realizza 48 trapianti di rene.
Cresce anche la donazione da vivente (14 reni e 2 fegati). Oltre 1.300 i trapianti di tessuti. Sono 2.144 i nuovi iscritti al registro donatori di midollo: il totale regionale sale a 61.624.

Regionale Piemonte, Trenitalia: cerimonia di giuramento per 41 nuovi capitreno

Mercoledì pomeriggio, nella Sala Colonne di Palazzo di Città di Torino, 41 nuovi capitreno hanno prestato giuramento alla presenza di Chiara Foglietta, Assessora ai Trasporti e alla viabilità del Comune di Torino, Marco Gabusi, Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte e Giuseppe Falbo, Direttore Regionale Piemonte di Trenitalia.
La procedura di giuramento è necessaria per assumere il ruolo di Pubblico Ufficiale che i neo capitreno rivestiranno nella loro attività lavorativa. Hanno giurato 30 ragazze e 11 ragazzi, tra i 21 ed i 31 anni, selezionati tra migliaia di candidature dopo un accurato scouting aziendale e un lungo percorso formativo. Tra pochi giorni inizieranno ufficialmente la loro carriera a bordo dei treni regionali piemontesi.
Le assunzioni della Direzione Regionale Piemonte di Trenitalia negli ultimi tre anni sono state di 196 capitreno e di 148 macchinisti.
L’Assessora ai Trasporti Foglietta Chiara con Marco Gabusi, Assessore ai Trasporti della Regione Piemonte e Giuseppe Falbo, Direttore Regionale Piemonte di TrenitaliaLa firma del giuramentoIl giuramento dei capitreno

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