Tenuta Roletto
Risvegliopopolare.it

giovedì 29 Gennaio 2026

Reale mutua
Reale mutua
Risvegliopopolare.it

giovedì 29 Gennaio 2026

Caricamento

IVREA - PRESENTE IL VESCOVO DANIELE CON SINDACO, PRIORI E AUTORITÀ

Benedizione degli animali

Cavalli protagonisti della festa di Sant’Antonio

Articolo completo su Il Risveglio Popolare di giovedì’ 22 gennaio Foto di Vincenzo...

Ferrovia Pinerolo-Torino-Chivasso: “situazione insostenibile”. Nuova linea Cuneo-Saluzzo-Savigliano: un anno di buoni risultati

Di fronte ai gravi e ripetuti disservizi ferroviari che stanno colpendo in particolare la linea Pinerolo-Torino-Chivasso, l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi ha convocato una riunione urgente con i vertici di Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana. L’obiettivo dell’incontro, che si terrà venerdì mattina nel Grattacielo della Regione, è ottenere un quadro chiaro delle criticità, comprendere le cause di ritardi e soppressioni, definire azioni urgenti per il ripristino di un servizio ferroviario affidabile e dignitoso.
“I disagi che stanno vivendo pendolari, lavoratori e studenti non sono più accettabili – sottolinea Gabusi – La Regione ha pianificato investimenti sul materiale rotabile e ha sostenuto i numerosi interventi del Pnrr sulla rete che certamente condizionano le performance in questo periodo. Per questo motivo non può accettare che ogni giorno su questa linea si viva nell’incertezza”.
Un successo invece, ad un anno dalla ripartenza, per la linea ferroviaria Cuneo-Saluzzo-Savigliano, riattivata dalla Regione Piemonte, con il servizio affidato ad Arenaways. Nel corso del primo anno di attività fino a 142 treni alla settimana, con 24 collegamenti al giorno nei giorni feriali, di cui 14 lungo tutto il percorso Cuneo-Saluzzo-Savigliano e 10 nella tratta Saluzzo-Savigliano. Ad oggi sono stati operati più di 5.600 treni, per un totale di 226mila766 Km percorsi e circa 90mila passeggeri. 11mila passeggeri del solo mese di ottobre (+46%). Puntualità al 95% entro i 5 minuti che sale al 97% entro i 10 minuti.

Storico Carnevale di Ivrea. Iscrizione dei carri da getto alla Battaglia delle Arance – Edizione 2026

Sono 51 i Carri da getto che prenderanno parte alla Battaglia delle Arance del Carnevale di Ivrea 2026. Nei giorni 15 e 16 gennaio 2026 sono pervenute 52 domande di iscrizione di carri da getto a fronte dei 54 carri aventi diritto in seguito alla fase di pre-iscrizione.
Come previsto dal regolamento, la Fondazione ha svolto le necessarie verifiche sulla documentazione presentata, operando alla presenza dei rappresentanti dell’Associazione Aranceri dei Carri e dell’Associazione Albo Conducenti Carri da Getto e tenendo conto delle indicazioni fornite in relazione ai rispettivi associati. Ove necessario, sono state richieste specifiche integrazioni e ulteriori verifiche documentali. Non è stata invece accolta la domanda di iscrizione del Carro n. 33. Dall’analisi della documentazione è infatti emersa la mancanza del requisito previsto dall’art. 6, primo comma, del vigente Regolamento che stabilisce l’obbligo di iscrizione all’Associazione Albo Conducenti Carri da Getto per lo svolgimento del ruolo di conducente. Nessuno dei conducenti indicati nella domanda risulta iscritto all’Associazione, come confermato dal Presidente della stessa.

Nuovo CUP regionale, integrato con l’intelligenza artificiale… a fine 2026

“Proprio perché ci siamo resi conto che l’attuale CUP era un sistema ormai superato, con limiti strutturali evidenti, abbiamo scelto di non limitarci a interventi tampone, ma di realizzare un CUP (Centro Unico di Prenotazione della Regione Piemonte) completamente nuovo, moderno e, primi in Italia, integrato con strumenti di intelligenza artificiale” la promessa è dell’Assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi.
La storia per il nuovo CUP passa dal Tribunale per il ricorso intentato dall’operatore secondo classificato nella gara di aggiudicazione che però ha rinunciato alla richiesta di sospensione. Questo significa che non esistono oggi ostacoli giuridici all’avvio del nuovo servizio. “L’udienza di merito è fissata per il 19 marzo, ma l’aggiudicazione resta pienamente valida ed efficace” afferma l’assessore Riboldi.
Azienda Zero sta predisponendo tutti gli atti necessari alla stipula del contratto e all’avvio delle prestazioni previste, nel rispetto del cronoprogramma dell’offerta tecnica. “Durante la fase di transizione – è sempre Riboldi che parla – è stato previsto l’utilizzo dell’attuale infrastruttura (quella obsoleta, ndr) fino al 31 dicembre 2026, proprio per garantire continuità e tutela dei cittadini mentre costruiamo il CUP del futuro”.

Custodire voci e volti per proteggere l’umano dall’apparenza artificiale (di Lorenzo Iorfino)

Il messaggio di Papa Leone per la sessantesima Giornata mondiale delle Comunicazioni Sociali intercetta una preoccupazione che da tempo attraversa il lavoro educativo e formativo, soprattutto negli ambienti scolastici. Quando il Papa afferma che “il volto e la voce sono tratti unici, distintivi, di ogni persona” e che “manifestano la propria irripetibile identità”, ricorda che la comunicazione ha come principale dimensione quella relazionale, con le persone. Non a caso richiama l’origine di parole come prósõpon e persona, dove il volto e la voce indicano “il luogo della presenza e della relazione”. Dire che “volto e voce sono sacri” significa riconoscere che non tutto può essere simulato senza conseguenze.
In un contesto in cui spesso si parla dell’uomo come di un insieme di processi prevedibili, il Papa mette un argine netto: “Non siamo una specie fatta di algoritmi biochimici, definiti in anticipo”. Al contrario, “ciascuno di noi ha una vocazione insostituibile e inimitabile” che prende forma proprio nella comunicazione con gli altri. È qui che l’intelligenza artificiale pone le domande più serie. Papa Leone avverte che, se viene meno questa custodia, “la tecnologia digitale rischia di modificare radicalmente alcuni dei pilastri fondamentali della civiltà umana”, arrivando a simulare “voci e volti umani, empatia e amicizia” e a invadere “il livello più profondo della comunicazione”.
La questione, come il Papa chiarisce senza ambiguità, “non è tecnologica, ma antropologica”. Per questo mette in guardia in modo particolare sui chatbot, “sorprendentemente efficaci nella persuasione occulta”, capaci di imitare i sentimenti e di “simulare una relazione”. Questa antropomorfizzazione, scrive, può diventare “ingannevole”, soprattutto per le persone più vulnerabili, perché tali strumenti possono trasformarsi in “architetti nascosti dei nostri stati emotivi”. È una preoccupazione che tocca anche il supporto psicologico e l’accompagnamento spirituale, quando il bisogno di relazione viene intercettato da sistemi sempre disponibili e apparentemente empatici.
Il rischio più grande, conclude il Papa, è quello di sostituire l’incontro con l’altro con “un mondo di specchi”, dove tutto è costruito “a nostra immagine e somiglianza”. Ma “senza l’accoglienza dell’alterità non può esserci né relazione né amicizia”. Per chi si occupa di educazione, questo messaggio è un richiamo urgente: custodire i volti e le voci significa custodire l’umano, prima che venga ridotto a una simulazione ben riuscita.

L’Amico di Tutti, il bollettino parrocchiale mensile (di Fabrizio Dassano)

Foto: La Banda musicale di Azeglio del 1926.
Il bollettino parrocchiale di Azeglio “L’Amico di tutti” fu un periodico mensile che iniziò la sua vita nel 1919 anche per dare conforto alle famiglie che avevano avuto lutti della Prima Guerra Mondiale conclusasi il 4 novembre 1918. Divenne così un prezioso foglio d’informazione per la comunità, all’epoca il paese contava poco più di 2.000 persone, oggi poco oltre le 1.200 unità. Esamineremo il numero di cento anni fa, quello del gennaio 1926.
Sotto la direzione e amministrazione della Casa Parrocchiale, compariva una sorta di editoriale nella prima pagina molto pratico: “L’Amico di Tutti manda agli Azegliesi presenti e lontani, nonché a tutti i suoi amici ed ammiratori un vivissimo augurio pel nuovo Anno 1926, invocando sopra di tutti le più preziose benedizioni di Dio”. Quegli Azegliesi lontani erano i tanti emigrati in cerca di fortuna e il bollettino spesso restava un prezioso contatto.
Nell’editoriale si rammentava il buon successo del “modesto periodico” che ogni mese distribuiva ben 975 copie. Poi continuava presentando il bilancio: le spese per la stampa erano di Lire 2400, spese per l’inserto di storia e il cliché di stampa, Lire 1.520 e le spese di spedizione per i paesi stranieri Lire 650, per un totale complessivo di Lire 4.570. Poi si presentava la statistisca nati/morti del 1925 che si attestavano a pari merito nel numero di 26, i morti erano 12 uomini, 10 donne e 4 bambini. Seguiva poi il “Diario Sacro” con tutti gli appuntamenti parrocchiali, tra festa solenne di S. Antonio Abate compatrono, la messa cantata per S. Rocco e S. Sebastiano, la “Conferenza delle Donne Cattoliche dopo vespro” e poi c’era un anticipo del calendario di febbraio. Poi il ringraziamento per le offerte all’Asilo Infantile Lucca Tapparelli a Manfredo Carlo e consorte che avevano inviato 100 Lire e Giustina Cerrato nata Vignono con 20 lire, entrambe le donazioni provenivano dall’America.
A pagina due campeggiava una bella fotografia della “Banda Azegliese diretta dal Maestro Riconda Giuseppe”, una foto notizia che così recitava: “L’Amico di Tutti, mentre è lieto di presentare a tutti i figli di Azeglio, presenti e lontani, questa gloria del paese natio, fa ardenti voti, perché fra i musicisti regni sempre l’unione e duri costante la buona volontà di progredire… ricordando ciò che disse un grande: ‘La musica è una delle vie, per le quali l’anima ritorna al Cielo’”.
Citando Torquato Tasso, inizia a delinearsi l’elevato grado di cultura dell’estensore. Ma il senso pratico del periodico, non lesina le notizie finanziarie per la trasparenza. Il resoconto finanziario “dei festeggiamenti pel Giubileo Parrocchiale del Prevosto” tra offerte del conte d’Harcourt e della popolazione, tolte le spese, restavano in attivo ben Lire 6187, 55 “che serviranno per l’acquisto dei vetri istoriati. Speriamo che non capitino incidenti e che presto tale innovazione sia un fatto compiuto”. Firmato: Il Cassiere del Comitato.
La terza pagina era dedicata alle notizie dell’estensione del Giubileo in Roma a tutto il mondo e alla nuova festa di Gesù Cristo Re. La pagina successiva dedicava ampio spazio all’Anno Francescano, riportando l’allocuzione di Papa Pio XI (al secolo Achille Ratti) ai cardinali negli auguri natalizi: “Siamo ben lieti che in questa nuova effusione dello spirito di preghiera e di grazia sul mondo ci si presenti quasi araldo e mediatore il Serafino di Assisi”. Parole oggi necessarie come non mai. Pagina quattro era dedicata ai Pellegrinaggi dell’anno Santo: si contava un milione di pellegrini, 400.000 dalla sola Germania e il rimanente dall’Occidente, Americhe comprese e si sottolineavano le presenze dalla Cina, dalla Russia e dal Giappone.
Poi si proponeva la lettura del Vangelo di San Luca, capo II, 42 e un commento dal titolo: “La missione nostra” sulla santificazione dell’individuo e sul rapporto con le persone più potenti: “Sappiamo con il nostro coraggio e la nostra fermezza far vedere che noi non siamo indegni di essere soldati di Gesù Cristo; sappiamo far valere il nostro diritto: che quando si tratta della santificazione dell’anima, nessuno al mondo può ostacolarci quella santa libertà di cui ci ha dotati Dio stesso, e che ci rende superiori a qualunque personaggio di questa terra”.
In: “Per trovare la pace” c’era spazio per una notizia di cronaca su una coppia di coniugi di età matura, nobili, siciliani che decisero di ritirarsi in convento. La parte centrale del bollettino raccoglieva a puntate otto pagine da staccarsi (pubblicate dal 1923 al 1926) del libro del sacerdote Giovanni Battista Angela dal titolo Cenni storici d’Azeglio, ristampato nel 2009 dall’Associazione ARTEV con prefazione di don Genesio Berghino. A pagina sette un dialogo esilarante in materia di missioni lontane, poi lo spazio per l’infanzia con la rubrica “La Pagina dei Bambini” sui doni dei Re Magi.
Un altro articolo, tratto da un giornale francese si dedicava al problema dell’odio anticlericale e riportava il caso del generale francese Maurice Paul Emmanuel Sarrail che prima di salire ai vertici dell’Armata francese nella Grande Guerra era già famoso per schedare gli ufficiali cattolici praticanti. Qui si narra di un attendente che per non voler servirlo, fece intenzionalmente cadere un rosario dal suo fazzoletto ai piedi del generale. Licenziato, riuscì tornare al suo reggimento.
Poi articoli più ameni come “Il problema. Una contadina aveva un canestro pieno di uova, Dopo di averne venduto prima i due quinti più sei, e poi un terzo delle restanti più nove, ne aveva ancora 31 da vendere. Quante uova conteneva il canestro? Quante ne furono vendute la prima e la seconda volta?” Poi ancora “La sciarada”, “Lo scherzo”, seguiti dalla spiegazione di giochi del numero precedente. Poi ancora notizie dalla rubrica “Coma va il mondo” con la malattia della Regina Madre, i debiti con l’Inghilterra, i pericoli di Mossul, il pericolo cinese e la corona imperiale di Russia all’asta a New York.
Quindi la notizia del Congresso Eucaristico Diocesano e il bollettino mensile dei “Missionari canavesani presso gli infedeli”, notizie delle leve, dei filodrammatici del circolo “Fides ed Labor”, i diplomi conseguiti dai compaesani, una grazia ricevuta da un’azegliese a Londra, l’apertura di un nuovo sportello bancario in paese e i nomi dei nuovi nati. Anche la quarta di copertina era tutta scritta con i “Fiori d’arancio” per i matrimoni e “All’ombra della Croce” per i decessi, poi le offerte per il bollettino e “Pro Ospedale Ricovero” con offerte anche in natura, come giornate di lavoro o materiali.
Oltre al bollettino parrocchiale, don Leonardo Fedele, nativo di Pont Cana-vese, parroco di Azeglio dal 1900 al 1940 creò anche l’Oratorio di S. Anna.
La copertina de L’Amico di Tutti, il bollettino parrocchiale di Azeglio del gennaio 1926.

Caricamento