Tenuta Roletto
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sabato 23 Maggio 2026

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SE NE PARLA IN UNA CONFERENZA MARTEDÌ PROSSIMO AL POLO INFERMIERISTICO DI IVREA, ALLE ORE 18

San Francesco a Ivrea attraverso i suoi frati

Minori conventuali, dell’Osservanza e Cappuccini, una presenza in tutto il Canavese

(di Francesco Mosetto)

Riscoprire il carisma di Francesco d’Assisi. *** Si parla molto, in questi giorni, di Francesco...

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APRILE 1866: L’INAUGURAZIONE DEL CANALE IRRIGUO LUNGO 85 CHILOMETRI, DA CHIVASSO A GALLIATE

Il “canale Cavour”… nonostante Cavour

160 anni fa entrava in servizio la grandiosa opera idraulica, realizzata in appena 3 anni (di Doriano Felletti e Fabrizio Dassano)

Con 320.000 euro, Regione Piemonte ha annunciato uno stanziamento per lavori di somma urgenza su...

DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE

Michael

Nell’epoca in cui abbiamo Donald Trump come presidente degli Usa pare un po’ difficile...

EDITORIALE

Suolo conteso

Foto generata con IA È tempo di pulizia di arbusti e di abbattimenti di piante nelle nostre...

EDITORIALE – Investire è scegliere

Foto di Nattanan Kanchanaprat da Pixabay
La Cei pubblica le “Linee Guida in materia di investimenti etici e sostenibili”, il cui significato va oltre a un richiamo agli addetti ai lavori. Siamo di fronte a una presa di posizione culturale e, osiamo dire, persino spirituale: il denaro non è mai neutrale, perché orienta il mondo. Per anni abbiamo associato la “finanza”, nell’immaginario collettivo, a speculazione, disuguaglianze, profitti indefiniti.
La Chiesa italiana mette al centro una domanda essenziale: che cosa sostiene davvero un investimento? Quale modello di società alimenta? Dietro ogni scelta economica ci sono sempre conseguenze concrete sulle persone, il lavoro, l’ambiente, la pace. Il documento della Cei non indica solo cosa evitare – armi controverse, sfruttamento umano e dell’ambiente, attività incompatibili con la dignità della persona… –, ma invita a una responsabilità positiva.
Non basta “non fare il male”; occorre orientare le risorse verso ciò che genera inclusione, sviluppo sostenibile, tutela dei più fragili. È un cambio di prospettiva che interpella anche il mondo laico e produttivo. Il piccolo risparmiatore, cioè gran parte di noi, spesso inconsapevolmente partecipa a circuiti finanziari globali. I fondi pensione, gli investimenti bancari, le assicurazioni: tutto contribuisce a finanziare modelli economici e politici. Le Linee Guida ricordano che l’etica non può essere delegata soltanto alla beneficenza finale a fronte di lauti profitti, quasi fosse una compensazione morale; deve entrare nel cuore delle decisioni economiche. C’è il rischio che la finanza etica resti uno slogan? Sì, c’è! Può essere aggirabile? Sì, può esserlo!
La Cei insiste su trasparenza, monitoraggio, coerenza. La credibilità deve passare dalla capacità di trasformare i principi in pratiche verificabili; oggi la neutralità economica non esiste più perché investire vuol dire scegliere, e scegliere significa assumersi responsabilità verso le generazioni future. Pensare che il documento Cei non valga se non per gli ambienti ecclesiali, è probabilmente un errore davanti a una proposta di finanza non confessionale, ma umana, coscienti ormai che il valore di un capitale non si può (non si deve) più misurare solo dai rendimenti, ma dagli effetti che produce nella (nostra) società.

“Pace a voi! Ricevete lo Spirito Santo” – Commento al Vangelo di domenica 24 maggio

È la sera del primo giorno. Le porte sono sprangate. I discepoli respirano a fatica l’aria pesante della paura, del lutto, della delusione. Eppure, è proprio lì, in quel cenacolo sigillato dalla paura, che accade l’impossibile: Gesù entra.
Non sfonda le porte. Non rimprovera. Non chiede spiegazioni per la fuga, per il tradimento, per l’abbandono. Entra semplicemente e dice: “Pace a voi”. È il cielo che bussa al cuore dell’umanità ferita. È Dio che prende l’iniziativa, ancora una volta, senza aspettare che siamo noi a trovare la forza di aprire.
Quante volte anche noi ci siamo ritrovati in quel cenacolo? Chiusi nelle nostre stanze buie, fatte di ansia, di senso di colpa, di stanchezza spirituale, convinti che nessuna luce potesse entrare? Vale la pena sostare su questa domanda: dove sono le porte che abbiamo sprangato nella nostra vita, e cosa ci ha spinto a chiuderle così ermeticamente?
Gesù, per convincere i discepoli increduli, mostra le mani e il fianco. Mostra le ferite. Ci chiediamo allora: facciamo davvero memoria di quando Gesù è entrato nella nostra storia, di quando ci ha tirato fuori da un’angoscia che sembrava senza uscita? Ricordare quei momenti non è nostalgia: è nutrimento per la fede, è la prova concreta che non siamo soli ad affrontare i momenti difficili.
E poi il soffio. Gesù soffia sui discepoli e dona lo Spirito Santo. È lo stesso soffio del primo mattino della creazione, quando Dio plasmò l’uomo dalla polvere e gli alitò dentro il respiro della vita.
Qui ricomincia tutto. Siamo creature nuove, non per nostro merito, ma perché Qualcuno ha scelto di abitarci. Lo Spirito non è un premio per i forti: è il dono offerto proprio a chi ha esaurito il proprio fiato.
Con questo Spirito, i discepoli ricevono una missione precisa: perdonare. “A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati”. La Chiesa nasce come comunità che libera, non che condanna. A Pasqua la Chiesa annuncia che non c’è più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù. Riusciamo a crederlo davvero? O continuiamo a portare addosso sensi di colpa che Dio ha già perdonato da tempo, come pesi che ci siamo autoimposti e che nessuno ci chiede più di reggere?
La pace che Gesù porta non è assenza di conflitto. È una presenza: la Sua. Ed è questa presenza che ci manda nel mondo, non la nostra perfezione.
Gv 20,19-23
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!».
Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

Povertà infantile, scuola e salute: così le disuguaglianze segnano il futuro dei bambini italiani

L’Unicef ha pubblicato la Report Card 20 “Opportunità disuguali. Bambini e disuguaglianza economica”, una ricerca in 44 Paesi ad alto reddito, in cui è analizzata la relazione tra le disuguaglianze economiche e il loro impatto sull’infanzia, esortando inoltre tutti i Paesi a garantire i diritti dei bambini che si trovano in famiglie con minori opportunità. I bambini sono condizionati dalle disuguaglianze nel reddito familiare e dal contesto di vita poco dignitoso in cui vivono. I sistemi educativi non riescono ad arginare questa condizione di povertà infantile e a volte la amplificano se sono inadeguati o se il contesto abitativo è poco sicuro.
La povertà infantile va intesa come mancanza di opportunità, ma anche di rischio per la salute fisica e psicologica. L’indagine ha valutato il rischio di obesità (27% dei bambini italiani tra i 5 ed i 19 anni provenienti da contesti socioeconomici critici sono stati classificati in sovrappeso) per l’ampio consumo di cibi ultra processati a sfavore di frutta e verdura, competenze scolastiche di gran lunga inferiori alla media e insoddisfazione per la qualità della vita (73% dei quindicenni italiani).
Lo stress economico dei genitori ha degli effetti anche sui bambini che percepiscono e assorbono il loro malessere a causa dell’instabilità economica; i bambini vivono in uno stato di allerta costante, con ansia, frustrazione ma anche isolamento, o possono sviluppare emozioni di rabbia con comportamenti aggressivi e violenti. I bambini che vivono in contesti abitativi poveri tendono a vergognarsi della propria casa, a non invitare i coetanei, creando isolamento sociale e rifiuto dei pari. In Italia il 25% circa dei quindicenni lavora prima o dopo la scuola, e per molti questa non è una scelta per arricchire il proprio mondo di esperienze, ma una responsabilità nel condividere il peso delle difficoltà economiche della famiglia.
Nel rapporto sono elencate delle azioni da intraprendere per ridurre le diseguaglianze economiche: migliorare le misure di protezione sociale, sostenere le comunità più vulnerabili senza dimenticare le azioni di educazione economica alle famiglie meno abbienti per poter fare scelte di spesa più consapevoli, utilizzare meglio le risorse del territorio attraverso l’accesso a tutti i servizi culturali, sportivi e ricreativi gratuiti che potrebbero essere di grande supporto per garantire ai bambini uno sviluppo equilibrato e dignitoso.

CANAVESE – Al cinema nel weekend

Cuorgnè, Cinema Margherita
Dal 21 al 25 maggio
STAR WARS: THE MANDALORIAN & GROGU
Orario: feriali 21.15; domenica 16-21.15
Sabato 23 maggio
IL DIAVOLO VESTE PRADA 2
Orario: 18.30
Domenica 24 maggio
MICHAEL
Orario: 18.30
Ivrea, Cinema Politeama
Dal 22 al 25 maggio
AMARGA NAVIDAD
Orario: feriali 21; sabato 18.30-21; domenica 16-18.30-21
Effetto Cinema
Mercoledì 27 e giovedì 28 maggio
LA FESTA È FINITA!
Orario: mercoledì 15-17.30-21; giovedì 19-21.30
Ivrea, Cinema Splendor Boaro
Dal 21 al 25 maggio
STAR WARS: THE MANDALORIAN & GROGU
Orario: giovedì 21; venerdì e lunedì 20.30-21.15; sabato 16.15-21.30; domenica 15.45-21
Sabato 23 e domenica 24 maggio
IL DIAVOLO VESTE PRADA 2
Orario: sabato 19; domenica 18.30
Cineclub
Martedì 26 e giovedì 28 maggio
PER TE
Orario: martedì 15-17.10-19.20-21.30; giovedì 15.30-17.40
Valperga, Cinema Ambra
Giovedì 21 maggio
HERMANN BUHL: OLTRE OGNI CIMA
Orario: 21
Da giovedì 21 a 25 maggio
STAR WARS: THE MANDALORIAN & GROGU
Orario: giovedì 21; venerdì e lunedì 19-21.30; sabato 16-18.45-21.30: domenica 15.30-18.15-21
Dal 22 al 25 maggio
MICHAEL
Orario: venerdì 19; sabato 16.30-21.30; domenica 18.30-21; lunedì 21.30
IL DIAVOLO VESTE PRADA 2
Orario: venerdì 21.30; sabato e lunedì 19; domenica 16

Io non ti lascio solo (di Graziella Cortese)

È un tema ricorrente, bisogna ammetterlo. Si parla ogni tanto di giovani e scuola, anche in televisione… e forse è un bene, poiché se si chiede ai protagonisti di questa generazione l’aggettivo più corretto per definirla, quello che si usa più spesso è “dimenticata”. E poi, anche questo bisogna aggiungerlo, il racconto di questa settimana ha i contorni di una fiaba…
Si è deciso per una bella gita nei boschi: ma è stata un’idea saggia? Il tempo è incerto, a un certo punto sopraggiunge un forte temporale: le nuvole nere hanno deciso di rovesciare tutta l’acqua sui malcapitati protagonisti. Tutti ragazzi molto giovani, in alcuni casi neanche adolescenti. Filo, ragazzino ardimentoso, si ritrova ad affrontare eventi imprevisti: la pioggia sembra trasformare anche il paesaggio, e ora pare di essere in gita all’interno di una laguna.
Ma in quei minuti di pioggia intensa accade qualcosa che Filo non riesce a evitare: il suo cane Birillo scompare misteriosamente. Il cagnolino ha un importante valore affettivo anche per una precisa ragione, è stato l’ultimo regalo di sua madre prima di morire. Ad attivare la ricerca è Rullo, il migliore amico di Filo, che appare ancora più timoroso di lui. È qui che compare la figura di Guelfo Tabacci, montanaro burbero e solitario (interpretato da Mimmo Borrelli): dapprima l’uomo fa anche un po’ paura ai ragazzi.
La vicenda si trasforma così in un racconto di formazione in cui si cerca di vincere la propria paura e le proprie incertezze. Il soggetto è stato tratto dal romanzo di Gianluca Antoni e il film è stato presentato al 78° Locarno Film Festival. Anche i nomi dei protagonisti sembrano quelli di una fiaba; alla fine il piccolo Filo ci offre un importante insegnamento: “La vita di Birillo vale quanto la mia”.
Io non ti lascio solo
di Fabrizio Cattani
paese: Italia 2026
genere: drammatico
interpreti: Giorgio Pasotti, Valentina Cervi, Mimmo Borrelli, Andrea Matrone,
Michael D’Arma, Judith Schiaffino
durata: 1 ora e 38 minuti
giudizio Cei: consigliabile, poetico, dibattiti

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