AVVISO: Per un problema organizzativo la Cerimonia dei Priori di San Savino viene posticipata alle ore 20 di sabato 4 luglio.
IL COMMENTO di MARIO BERARDI
Destra e sinistra già in campagna elettorale, ma la politica è ancora senza rotta
Con tre anni di anticipo la Meloni ha dato il via alla corsa per il Quirinale, con una netta...
DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE
Toy Story 5
Ma i giocattoli veri ci sono ancora? Con queste domande sembra di essere un po’ trogloditi e...
GIOVANE MONDO di LORENZO IORFINO
Non tutto va registrato: la partecipazione e l’emozione in diretta sono più forti di qualunque smartphone
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TESTA E CUORE di CRISTINA TERRIBILI
Crisi da azzardo online: vincono le piattaforme, perdono famiglie e giovani, anche nei piccoli Comuni
Foto generata con IA Nel mese di maggio è stata pubblicata la quarta edizione del “Libro Nero...
PILLOLE DI MISSIONARIETA' di FILIPPO CIANTIA
Manca la meraviglia…
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PARTITI DA CALUSO PER FARE LA STORIA DEL JAZZ ITALIANO. PER OSCAR LA CITTADINANZA ONORARIA NEL 1978
Valdambrini, padre e figlio, pionieri della “musica moderna”
Dai locali sotto la Mole negli anni ‘20, le incisioni e le esibizioni della fine anni ‘70
(di Doriano Felletti)
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MA ANCHE IL TRISTE RACCONTO DI UGOLINA CHE PERSE IL FUTURO MARITO IN UN NAUFRAGIO IN MARE
Vendette mancate e tradimenti sfumati
Storie vere ed inverosimili delle rivalità tra Vico e Brosso in Valchiusella
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L’attento lettore ricorderà la storia del giovane Remo, il quale essendo stato allontanato da un...
CANAVESE – Al cinema nel weekend
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Per saperne di piùEdizione 25 Giugno 2026
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Cuorgnè, Cinema Margherita Dal 18 al 22 giugno TOY STORY 5 Orario: feriali 18.30-21.15; venerdì e...
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Per saperne di piùEdizione 18 Giugno 2026
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XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Per la sua messe Gesù cerca operai, non spettatori
Commento al Vangelo di domenica 14 giugno
Gesù “guarda” le folle. Non le analizza, non le giudica: le “sente”. Sente la loro stanchezza, il...
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Cuorgnè, Cinema Margherita Dall’11 al 15 giugno DISCLOSURE DAY Orario: feriali 21.15; domenica...
DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE
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GIOVANE MONDO di LORENZO IORFINO
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SABATO SCORSO, AL “CARLETTI” DI CHIVASSO, UN INCONTRO DENSO DI SPUNTI, BILANCI E PROSPETTIVE
Assemblea di fine anno pastorale
L’8xmille alla Chiesa Cattolica alla prova della vivacità delle comunità ecclesiali
8xmille - 8xMILLE ALLA CHIESA CATTOLICA: È MOLTO PIÙ DI QUANTO CREDI
CHIVASSO – Sabato 6 giugno il Teatro dell’Oratorio Carletti di Chivasso ha ospitato...
IL COMMENTO di MARIO BERARDI
Il Pd perde pezzi, Vannacci incombe sul destra-centro I 2 poli tra scissioni, paure e leadership incerte
Quattro dimissioni “pesanti” hanno scosso la leadership della Schlein nel Pd: hanno lasciato le...
EDITORIALE
È stato un buon anno…
… e pare strano dirlo adesso che siamo solo a metà del 2026. Ma le “cose della Chiesa” non sempre...
Edizione 11 Giugno 2026
ANNO CVI – N° 23 Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato?...
EDITORIALE – Fear zone
A settembre 2025 un nostro editoriale era stato dedicato alla comfort zone: quel luogo, reale o simbolico, dove ci sentiamo al sicuro perché tutto è conosciuto, prevedibile, familiare; uno spazio rassicurante, difficile da abbandonare perché confortevole. Con il QRcode qui in fondo potrete andare a rileggerlo. Oggi ci chiediamo cosa succede se finalmente decidiamo di uscire dalla comfort zone? Succede che entriamo nella fear zone, la zona della paura. È il tratto di strada in cui iniziano i dubbi; saremo all’altezza? Abbiamo fatto la scelta giusta? Sarebbe stato meglio restare dove eravamo?
Nella fear zone la fiducia in noi stessi vacilla, ogni difficoltà sembra confermare che cambiare è stato un errore. È anche la fase in cui diventiamo particolarmente sensibili ai giudizi degli altri: un’opinione negativa, una critica possono farci rallentare il cammino. E allora arrivano le giustificazioni, le scuse, la tentazione di tornare indietro. Ma è qui che si gioca la partita più importante, perché il cambiamento non è l’assenza della paura, ma è la decisione di non lasciarsi governare dalla paura.
Nessuna trasformazione personale, familiare, lavorativa o sociale può compiersi senza attraversare questo passaggio. Restare immobili, solo perché ciò che conosciamo ci rassicura, rischia di diventare una scelta più rischiosa del cambiamento stesso. Chiunque abbia costruito qualcosa di nuovo ha conosciuto l’incertezza prima della serenità, e ogni cambiamento autentico inizia con un passo incerto. Ma è sempre quel primo passo, compiuto nonostante la paura, ad aprire la strada verso ciò che ancora non conosciamo e che, forse, un giorno chiameremo semplicemente crescita.
La fear zone non appartiene solo a chi esce dalla comfort zone; anche chi accoglie una novità attraversa la propria zona di paura: lasciare ciò che conosceva, fidarsi di chi ancora non conosce, concedere tempo a una relazione che deve ancora nascere; anche chi si trova davanti a una persona nuova deve vincere la tentazione del confronto, del pregiudizio e della nostalgia di ciò che conosceva.
CANAVESE – Al cinema nel weekend
Cuorgnè, Cinema Margherita
Dal 2 al 6 luglio
MINIONS & MONSTERS
Orario: giovedì 21.15; venerdì e sabato 17-21.15; domenica 15-16.45-18.30; lunedì 18.30-21.15
Giovedì 2 e domenica 5 luglio
SUPERGIRL
Orario: giovedì 18.30; domenica 21.15
Venerdì 3 e sabato 4 luglio
TOY STORY 5
Orario: 18.30
Ivrea, Cinema Politeama
Giovedì 2 e venerdì 3 luglio
MINIONS & MONSTERS
Orario: 19-21
Ivrea, Cinema Splendor Boaro
Dal 2 al 5 luglio
SUPERGIRL
Orario: 21.30; giovedì 21
Dal 3 al 5 luglio
TOY STORY 5
Orario: 19.15
Valperga, Cinema Ambra
Dal 2 al 6 luglio
MINIONS & MONSTERS
Orario: feriali 21; sabato 17.30-19.30-21.30; domenica 17.30-19.30-21.30
Dal 2 al 6 luglio
SUPERGIRL
Orario: 21 sabato 18.30
Sabato 4 e domenica 5 luglio
TOY STORY 5
Orario: sabato 21; domenica 18.30
Allora balliamo (di Graziella Cortese)
Si torna nuovamente in Francia, con la pellicola di questa settimana, e si parla ancora di problemi, ma questa volta degli adulti (dopo aver osservato ragazzi e giovani nelle scuole)… e i problemi sono tanti da affrontare.
Cécile è una donna ancora giovane e dai sogni forse non completamente realizzati, ma un giorno diventa molto famosa grazie alla sua partecipazione al noto programma televisivo francese “Top Chef”, che equivale all’incirca al nostro “Master Chef”, in cui cuochi più o meno improvvisati gareggiano a suon di ricette prelibate.
Ma il destino decide di mettere ulteriormente alla prova Cécile: sembra arrivata finalmente a un traguardo, poiché ha deciso di inaugurare un suo locale di ristorazione insieme al compagno, quando riceve la notizia che suo padre è stato vittima di un infarto. Non c’è tempo da perdere, la donna abbandona la città e decide di tornare al vecchio paese della sua infanzia. Qui, a differenza dei ritmi frenetici di Parigi, ritrova un mondo più tranquillo con i ritmi dettati dal susseguirsi delle stagioni. In più scopre di essere in attesa di un bambino e questo rende il clima ancora più dolce.
La protagonista ritrova anche l’uomo, Raphael, che era stato il suo grande amore del passato; e questo cosa significa oggi?… Tutte le certezze che aveva pian piano costruito sembrano vacillare: il suo fidanzato attuale, il lavoro cittadino, forse ora dovrà occuparsi del locale paterno… e chissà il domani cosa presenterà.
E poi ci sono la musica e il ballo: ed entrambi possono aiutare ad uscire dalla monotonia quotidiana, possono incarnare un aspetto nuovo e chissà, forse un sogno. Il titolo originale è “Partir un jour”, “partire un giorno”, che indica un desiderio sommesso e forse la voglia di cambiare vita.
Allora balliamo
di Amélie Bonnain
paese: Francia 2025
genere: commedia
doppiatori: Juliette Armanet, Bastien Bouillon, François Rollin, Tewfik Jallab, Dominique Blanc
durata: 1 ora e 34 minuti
giudizio: interessante-bello
Destra e sinistra già in campagna elettorale, ma la politica è ancora senza rotta
Con tre anni di anticipo la Meloni ha dato il via alla corsa per il Quirinale, con una netta virata a destra: il prossimo Capo dello Stato non dev’essere di centro-sinistra. A parte i riferimenti storici (De Nicola, Einaudi, Segni … non erano certamente dell’area progressista), l’uscita della premier conferma la difficoltà del destra-centro dopo la rottura con Trump e l’ascesa nei sondaggi del gen. Vannacci, ormai sopra la Lega. Perso l’aggancio con la destra mondiale, con “Maga” del Tycoon, Fratelli d’Italia non ha ancora elaborato il progetto politico alternativo, che superi il “sovranismo” e favorisca un nuovo ruolo in Europa; contestualmente la crisi della Lega mette in dubbio la tenuta della maggioranza, anche nelle urne; di qui la svolta verso Vannacci, per avere i suoi voti nella battaglia per il Colle in nome di un “candidato di destra”; inoltre la premier ha tentato una dubbia riabilitazione della “remigrazione”, cavallo di battaglia di “Futuro nazionale”, dimenticando il carattere punitivo verso gli immigrati di questa grave proposta politica.
Il radicalismo della Meloni pone anzitutto problemi all’area moderata della maggioranza, Forza Italia e la Lega del Nord, guidata da Zaia; secondo alcuni media Marina Berlusconi, per contrastare la corsa a destra, penserebbe ad un accordo politico tra i moderati di Forza Italia e i leghisti dissidenti, avendo come primo obiettivo il “no” ad ogni trattativa con Vannacci, anti-europeo, filo-Putin, nemico degli immigrati … In ogni caso la mossa della Meloni può dar luogo ad una fine anticipata della legislatura perché accresce lo scontro politico nel Paese (anche nella maggioranza), rinvia i temi più urgenti, dalle guerre aperte alle difficoltà economiche e sociali, incentra l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica sui temi elettorali. C’è poi, in sottofondo, una caduta di rispetto verso l’attuale inquilino del Quirinale, che in questi anni ha retto con equilibrio e imparzialità l’alta funzione istituzionale, sostenuto dalla larga maggioranza della popolazione (secondo i sondaggi è il più apprezzato tra i politici).
Il centro-sinistra ha contestato la scelta della premier, sfidandola, con il presidente del Pd Bonaccini, ad andare subito ad elezioni anticipate; ma nel campo largo diversi problemi politici restano aperti. Anzi-tutto fa discutere la scelta di una guida a quattro (Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni), con l’esclusione di riformisti e centristi (a cominciare da Renzi); questi potranno aggiungersi successivamente, con un ruolo ovviamente consultivo. Questa linea di sinistra, sostenuta nella direzione dem dal capogruppo al Senato Boccia, è stata contestata dal leader della componente catto-dem Delrio, che ha ricordato le origini pluraliste del partito, nato dalla confluenza di post-comunisti, popolari, ambientalisti. Ma Delrio è rimasto inascoltato, né è stato incoraggiato dalla partecipazione della Schlein al Gay-Pride di Milano ove, accanto alla giusta condanna dell’omofobia, la piattaforma programmatica prevedeva il matrimonio egualitario, la maternità surrogata, l’eutanasia (modello Associazione Coscioni), l’aborto “costituzionale” …
Il “campo largo”, con questa netta scelta a sinistra, sembra ripercorrere la strada di Occhetto, il segretario Ds che rifiutò nel 1994 l’alleanza con Martinazzoli (Popolari), convinto di farcela da solo. È infine sempre aperta la questione delle “primarie”: la Schlein ha chiesto l’appoggio di Prodi, Conte partecipa ai convegni con D’Alema, Renzi chiede la presenza di un riformista (la sindaca di Genova, Silvia Salis).
Manca nei due Poli, mentre si parla di elezioni, la proposta programmatica, il disegno di società. Emerge lo scontro bipolare destra-sinistra, come negli USA, con il prevalere dei leader, del personalismo “mediatico”.
La legislatura rischia un brusco declino senza un recupero della politica come servizio al Paese, con il “bene comune” prima degli interessi di partito.
Edizione 2 Luglio 2026
ANNO CVI – N° 26
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