Più Unesco per tutti! La corsa al bollino blu.

(di Fabrizio Dassano)

Un mio cugino che alleva lumache in Monferrato mi ha chiesto come si fa una candidatura Unesco per le lumache, del tipo “creative snails”. Non gli ho risposto, limitandomi a inoltrargli via e-mail l’articolo del “Sole 24 ore” di Andrea Finotto sul “creative city” di Biella.

Poi mi sono reso conto che a Biella soffrono questa “empasse” verso i cugini eporediesi: tra Ivrea e Canavese abbiamo 3 siti Unesco; Biella 0. Un bel problema. Lamarmora sarebbe furioso. Ma sarebbe ben più furioso che ancora nessun biellese abbia scoperto, visitando a Parigi il museo della “Lègion d’honneur” sulla Senna, che tre sue spade sono esposte al primo piano. Spade particolari, d’onore, donate con sottoscrizioni al comandante in Crimea.

Ma Biella è creativa con i maglioni di un tempo. Ci sono gli aperitivi migliori della zona, a detta dei giovani. Ho amici che mi stressano per andare a mangiare una volta in una nota fabbrica di birra. C’è il più bel santuario della Controriforma con dentro il ristorante in cui è stato ambientato il banchetto delle doppie nozze della “Sposa americana” di Mario Soldati, il “Croce Bianca”. C’è il più imponente rudere che si chiamava “Centro idroterapico Oropa Bagni” del dottor Guelpa fino al 1871. Mancava solo Thomas Mann tra gli ospiti del calibro di Giosuè Carducci e Guglielmo Marconi – che preso dalla noia mortale inventò la radio per svagare l’umanità – poi Eleonora Duse, Umberto I prima di morire a Monza ucciso da un anarchico, Vittorio Emanuele III il re soldato che poi firmò le leggi razziali del 1938 e tanti altri abbarbicati sulla Montagna Incantata a osservare la fine d’Europa.

Certo però che riflettendoci, la creatività biellese andrebbe davvero premiata da una candidatura Unesco. Intanto per non far gonfiar troppo il petto ai cugini eporediesi che si sentono pronti per la candidatura al Nobel per il fatto stesso di essere eporediesi e avere il Carnevale prima e San Savino subito dopo. E poi, appunto, per la creatività. Eh si! Quando ci vuole, ci vuole! La creatività del biellese è un concetto iperbolico.

Un workshop ha discusso i primi passi della candidatura di Biella Città Creativa Unesco. Ci ha messo del suo anche l’assessore regionale Parigi e il fatidico Pistoletto. Ma del resto non possiamo lamentarci; presto anche la via Francigena avrà il patrimonio Unesco e mi riservo di far domanda di candidatura per il pollaio basso canavesano di mia madre. (Mio cugino con le lumache no!) Avremo un idilliaco territorio Unesco. Attenti però a non fare la nostra fine nel momento di voler costruire un supermercato!

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