RIVAROLO – L’amministrazione Rostagno incassa un primo importante sì da parte degli enti di governo superiori – Città Metropolitana di Torino e Regione Piemonte – alla bozza del nuovo Prg di Rivarolo.


Si tratta di un passaggio importante, utile al sindaco e ai suoi anche per rintuzzare le critiche piovute loro addosso al momento dell’approvazione in Consiglio della “bozza” alla Variante Generale al Piano Regolatore nel settembre scorso: critiche avanzate per ragioni di metodo e di merito.

Per quanto riguarda le prime, le forze di opposizione avevano lamentato un mancato coinvolgimento nella stesura dello Strumento di Pianificazione Urbanistica, la cui revisione è stata affidata a livello politico all’assessore (e architetto di professione) Francesco Diemoz e ad livello tecnico allo Studio Paglia di Agliè (lo stesso che ha predisposto negli ultimi vent’anni tutti gli aggiornamenti al Prg rivarolese). La verità è che la maggioranza Rostagno, la cui azione nei primi 2-3 anni di mandato è stata fortemente condizionata dai limiti burocratici imposti dal precedente commissariamento per mafia e limitata dalle difficoltà economiche per i molti debiti gravanti sul bilancio, aveva ed ha la necessità di dare una forte accelerata al proprio operato: resta infatti poco più di un anno alle prossime elezioni amministrative, scadenza alle quali il sindaco e i suoi vorrebbero presentarsi con il nuovo Prg di Rivarolo bell’e pronto.

Il nuovo Prg di Rivarolo non avrà grossissime novità sul piano delle infrastrutture e delle opere pubbliche.

Non sono infatti previsti ampliamenti ma piuttosto “razionalizzazioni” delle aree di nuovo insediamento, vale a dire che nell’ottica di provvedere al sacrosanto obiettivo di ridurre il consumo di suolo cercherà di agevolare la ristrutturazione e il recupero funzionale dell’esistente piuttosto che incentivare nuove costruzioni.

Nella difficoltà di contestare questa impostazione di fondo, stante anche la sostanziale stabilizzazione (ormai pluridecennale) del numero di abitanti, le critiche al nuovo Piano Regolatore si sono così concentrate su un suo particolare e specifico aspetto: la cancellazione dalle carte del tracciato dell’ipotetica circonvallazione nord-est, che avrebbe dovuto collegarsi a quella già esistente all’altezza del ponte dell’Orco e proseguire sulla riva destra del torrente sino a dopo Vesignano, riallacciandosi prima di Salassa alla ex-460 per consentire al traffico da e per Torino di evitare l’attraversamento dell’abitato. La decisione era stata contestata da alcuni membri dell’ex-amministrazione Bertot, costituitisi in un apposito Comitato capace di raccogliere diverse centinaia di firme in scontata risposta alla domanda: “Volete la circonvallazione?”. Peccato che la circonvallazione “cassata” fosse tanto utile quanto irrealizzabile: non soltanto per ragioni economiche (servirebbe un intervento da diverse decine di milioni di euro, impensabile per le casse municipali e forse anche per quelle di ex-Provincia e Regione) ma anche geologiche: il percorso correva infatti su un’area esondabile del torrente Orco e per difenderlo sarebbe stato necessario realizzare chilometri di difese spondali, mettendo però a rischio l’altra riva.
Il via libera al Prg di Città Metropolitana e Regione non è però stato preso da Rostagno come una rivincita: “Non ha vinto nessuno, è stato semplicemente recepito un atto di buon senso – ha dichiarato il sindaco -. Il problema dell’eccessivo traffico in città rimane e dovremo comunque affrontarlo predisponendo percorsi alternativi”.