Ricordare Gino dopo (?) il coronavirus

(don Piero Agrano)

L’appuntamento del 25 luglio al cippo di Tour d’Heréraz, che ricorda il sacrificio di Gino Pistoni, consumatosi 76 anni fa sulle pendici delle Prealpi valdostane, non può essere solo un atto formale. Una commemorazione da onorare ogni anno. Custodire una memoria come quella, per riproporla e darne testimonianza, significa, per la vasta cerchia degli amici di Gino Pistoni e per chi nutre ammirazione  e venerazione verso questa figura, ri-esplorarne il significato e l’attualità.

Veniamo dal periodo doloroso della pandemia, e non ne siamo ancora fuori. Fra le “lezioni” in qualche modo sollecitate dal coronavirus vi è il ritorno all’essenziale. Il ridursi delle possibilità e delle risorse per molte persone e famiglie, le limitazioni imposte alla libertà individuali, hanno sbattuto in faccia a tutti l’interrogativo su ciò che veramente conta, su ciò che veramente serve, rispetto a tanti beni effimeri.

Il valore di una testimonianza, come quella di Gino, è come il veder puntato un dito verso ciò che supera attese ed interessi solo immediati: l’impegno nella lotta partigiana, per un Paese più giusto ed in pace, il soccorso prestato ad un nemico ferito, il testamento vergato con il sangue, con l’estremo atto di fede e di offerta … sono una sequenza di atti che trovano senso in una costellazione di valori più alta, di quelle  a cui abitualmente guardiamo.

Non mi stanco di ripetere, in considerazione della memoria contemporanea dell’Apostolo Giacomo, il cui corpo fu ritrovato miracolosamente a Compostella, in Spagna: qui, a Tour d’Heréraz, abbiamo il nostro “campo della stella”,  memoria di un sacrificio che ci invita ancora a guardare in alto, alla “stella” punto di orientamento per il nostro cammino di pellegrini.

Sabato 25 luglio salirà a Tour d’Heréraz a presiedere alla liturgia (ore 10) il quasi coetaneo di Gino, monsignor Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea.

Vi saliranno alcuni quadri dell’Azione Cattolica diocesana, per celebrarvi l’assemblea elettiva, rimandata per i noti motivi. Vi saranno anche alcuni adolescenti e giovani, per un incontro animato dal responsabile regionale giovani AC, Luca Manzon.

In tarda mattinata la commemorazione dei partigiani della valle del Lys proseguirà ad Issime (ore 11,30). Insomma, ci si ritrova intorno al cippo di Gino, per ricordare e ricominciare con rinnovato entusiasmo. Nonostante tutto.

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