San Benigno: la circonvallazione, promessa impossibile

La scorsa settimana sottolineavamo, riprendendo l’incontro tenuto dalla maggioranza l’8 febbraio, la realizzazione di un’opera positiva: il parcheggio della stazione. Adesso, per par condicio, parliamo della mancata realizzazione di un’opera se non proprio promessa almeno fortemente auspicata. Ci riferiamo alla circonvallazione. Che non si farà, punto e basta, come onestamente ammesso dal sindaco uscente Maura Geminiani sempre in quell’incontro.

Oltre tutto dove si sarebbe potuta fare?
In periodo elettorale (2009) era spuntata una promessa della Provincia, che ipotizzava un tracciato più o meno con partenza presso il cavalcavia e un percorso accanto all’autostrada (quindi a est). O, in alternativa, da via Chivasso con una rotonda presso il cimitero, prosecuzione in corso Cavour (foto 1), inserimento in strada Braiassa (foto 2) e uscita a nord, al termine di via Ivrea (sempre parte est, un po’ più centrale).

Purtroppo le stesse foto dimostrano come questa seconda opzione, di per sé forse più realizzabile, abbia una controindicazione nello zig zag di una via chiamata “corso”, ma totalmente sghimbescia con marciapiedi che spuntano improvvisi a invadere la corsia di marcia. Tra l’altro non è che gli abitanti della zona (per lo più di recente insediamento) fossero già all’epoca entusiasti di essere attraversati da una circonvallazione.

Tranquilli: ribadiamo che non si farà. È pur vero che per l’opera il Comune aveva accantonato di suo 600 mila euro; ed è pur vero che nel 2014 era stata inserita nel Piano Provinciale. Ma poi con l’abolizione delle province è arrivata la Città metropolitana: la quale, senza soldi, ha cancellato totalmente il progetto, senza neppure declassarlo almeno a “realizzabile in futuro”.
Così, quale circonvallazione resta la viabilità normale di via Chivasso, via san Rocco, via Garrone, via Bianco, via Ivrea. Con grande gioia, ovviamente, di questi residenti.

Quanto all’ipotesi di circonvallazione ovest, manco a parlarne. Ma qui non c’è promessa che tenga. Tra fiume, ferrovia e case non c’è proprio lo spazio per farla. Forse un pista ciclabile? Ma anche questa è una (seconda) opera non fatta o comunque rinviata.

marco notario

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