Sanità carceraria in Piemonte, buone prospettive per la telemedicina in carcere

L’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, LUIGI GENESIO ICARDI, ha incontrato nei giorni scorsi nella sede dell’Assessorato il nuovo provveditore dell’Amministrazione penitenziaria di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Pierpaolo D’Andria, che era accompagnato dalla dirigente dell’Ufficio del Provveditorato Catia Taraschi e dal garante dei detenuti del Piemonte, Bruno Mellano.

Sono stati analizzati i rapporti tra le due Amministrazioni, anche alla luce delle nuove competenze sanitarie e dell’Area giuridico amministrativa dell’Unità di crisi per l’emergenza coronavirus in Piemonte.

Tra gli argomenti in primo piano, la campagna vaccinazione antinfluenzale, per la quale l’assessore ICARDI ha garantito ai detenuti gli stessi diritti di tutta la popolazione, con priorità alle persone over 60 e alle categorie a rischio.

Molta attenzione è stata dedicata al possibile avvio di un progetto sperimentale di telemedicina per le televisite in carcere, a cominciare dai centri di alta sicurezza di Asti e Saluzzo e delle case di reclusione per il 41bis di Novara e Cuneo. Un modello che, come ha osservato l’assessore ICARDI, potrebbe servire anche da prototipo per le case di riposo.

Si è parlato, infine, della situazione dell’assistenza psichiatrica in Piemonte e della necessità di ribadire, in ambito nazionale, l’importanza di attivare quanto prima il Fascicolo sanitario elettronico, per evitare la dispersione e la duplicazione delle informazioni sanitarie personali. Un tema, quest’ultimo, sul quale l’assessore ICARDI, in qualità di coordinatore nazionale della Commissione Salute, ha già avanzato numerose sollecitazioni e che potrebbe trovare nuovo slancio grazie alle misure di semplificazione della privacy varate per l’emergenza pandemica.

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