Il mondo del lavoro torna in primo piano. A cosa siamo disposti, pur di non perdere il nostro lavoro e quindi la posizione sociale, forse la nostra stessa identità? Il film di questa settimana è ispirato alla commedia teatrale dell’autore catalano Jordi Galceran Ferrer “Il metodo Grönholm”, testo che mette in luce in modo feroce il mondo del lavoro odierno e i metodi di selezione del personale.
Torino, oggi.

Una grande multinazionale sta effettuando i colloqui di assunzione per un posto di direttore commerciale: Fernando Porta (interpretato da Pasotti) si presenta puntuale all’appuntamento. Pensa di essere il solo e si trova in una grande sala di un albergo lussuoso: solitamente è un uomo sfacciato e cinico, anche piuttosto sicuro del proprio fascino… ma presto scopre un metodo di valutazione che non conosceva e altri partecipanti che, come lui, si muovono come pedine inconsapevoli.

Non c’è un selezionatore in carne e ossa a giudicare gli intervenuti, ma una telecamera che filma ogni risposta (somiglia all’Intelligenza Artificiale?), e pare di essere all’interno di un romanzo distopico come andavano di moda qualche anno fa. La selezione avviene attraverso una sorta di gioco al massacro in cui sono gli stessi candidati a eliminarsi a vicenda: i protagonisti si ritrovano cavie di un esperimento crudele; oltre a Fernando compaiono Carlo, Daniela, Enrico, Giulio e Franca… e alla fine il regista e lo sceneggiatore ci pongono di fronte a una trama forse un po’ troppo cervellotica ed elaborata. Eccoci davanti al lavoro, che è il nostro pane quotidiano e che si trasforma nella storia in un thriller psicologico… chi riuscirà a salvarsi?

Un pensiero va ai problemi reali che sentiamo raccontare ogni giorno: occorre sempre essere così spietati? Senza scrupoli e disumanizzati? Forse la speranza risiede proprio nell’umanità di ciascuno di noi.

Sotto a chi tocca

di Giorgio Pasotti
paese: Italia 2026
genere: commedia drammatica
interpreti: Giorgio Pasotti, Rocco Papaleo, Giovanna Mezzogiorno, Stefano Fresi,
Linda Messerklinger
durata: 1 ora e 31 minuti
giudizio Cei: consigliabile, problematico