Te Deum

(Filippo Ciantia)

Nel giardino di casa è fiorito il Calicantus. Non me ne sono accorto subito, ma solo un paio di giorni dopo la fioritura. Eppure stamattina, nel freddo e tra le gocce di pioggia quasi ghiacciate, il suo profumo mi ha investito. L’arbusto regala piccoli fiori, campanule gialle con una macchia rossa al centro, poco appariscenti, ma profumatissime. Era la pianta preferita dai miei genitori, che l’hanno messa a dimora in una posizione che inevitabilmente accogliesse chi veniva e salutasse chi usciva. Sempre, nelle belle giornate, in pieno sole.

Eppure non me ne sono accorto subito, finché il Calicantus non ha voluto raggiungermi con il suo profumo, portandomi immediatamente alla mente e al cuore i volti di mamma e papà, per la preferenza che i miei genitori gli portavano. Quando riesco ad avere dei rametti pieni di fiori, non manco di portarli sulla loro tomba. Così, con il linguaggio dei fiori, esprimo loro affetto e ringrazio per la protezione che ho ricevuto.

Gesù, quando si fermava a contemplare i fiori del campo, pensava a Suo Padre. Si accorgeva anche della distrazione dei suoi discepoli e li richiamava all’intelligenza delle cose.
Wakako, cara amica giapponese e buddista, tempo fa mi regalò un messaggio manoscritto del suo maestro Shodo Habukawa, che recitava: “Aprite il vostro cuore a tutto ciò che esiste al mondo”. La realtà e la natura sono segno del Mistero: ogni sasso, ogni fiore, ogni volto, ogni granello di polvere della terra che calpesti col tuo passo sono parte del Divino. Ho incorniciato e appeso il foglio perché si notasse entrando in casa.

Il mio “Te Deum laudamus” per l’anno passato è per il dono dell’attenzione vera, che vada nel profondo delle cose, degli accadimenti: saper trovare la vera preferenza, che apre a tutto e tutti.
C’è stato tanto nell’anno passato. Vita e morte. Gioie e sofferenze. Successi e cocenti delusioni. L’arrivo di tre nipotini, la perdita di amici carissimi, anche in modalità drammatiche e inaspettate. Affetti e amicizie che crescono e si consolidano, i figli che crescono e maturano, incomprensioni. Soddisfazioni e riconoscimenti, risultati non raggiunti sul lavoro.

Solo cogliendo la preferenza del Mistero che si fa vicino attraverso tutte queste circostanze e tante persone, posso sinceramente dire “Ti lodo Signore”.

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