“Uomini e animali nel medioevo” alla Mondadori di Ivrea

Per gli “incontri con l’autore”, il Liceo Botta in collaborazione con la libreria Mondadori organizza per Mercoledì 5 dicembre alle ore 21:00 presso l’Auditorium del Liceo Botta, un incontro con Chiara Frugoni che presenterà il suo lavoro “Uomini e animali nel medioevo”.

“Che per certo sappi e credi come cosa vera quello che io ti dirò: un altro converso ce ne fu che andando una mattina presso d’uno fossato vide un drago terribile bere, e disse che gli pareva che fusse tutto pieno di specchi, per la qual cosa tornò a casa e pella paura morì, overo per veleno che ‘l dragone gli gittasse” – Giovanni dalle Celle, lettera a un devoto, 1374 ca.

Unicorni, draghi, grifoni: una folla di creature surreali e favolose, ma anche molto concrete e temute, popola la vita degli uomini intorno al 1000 e fino al Rinascimento. Santi padri del deserto, monaci, autorevoli predicatori assicuravano che la terra fosse gremita di bestie feroci, nonché di esseri mostruosi e ibridi. E poiché alle bestie si guardava alla luce della Creazione, ecco sorgere alcuni interrogativi fondamentali. Un uomo con la testa di cane doveva essere battezzato? Poteva Dio aver creato qualcosa di tanto orrido? Nel Medioevo si sapeva di vivere ormai in un paradiso perduto. Così come perduto per sempre – dopo la trasgressione dei progenitori – era il meraviglioso rapporto di subordinazione che gli animali, creati per servire Adamo, avevano intrattenuto con gli uomini. Questi ultimi non disponevano di armi efficaci per affrontare lupi, orsi e cinghiali, e ancor meno leoni, tigri e pantere, caso mai li avessero incontrati. Li soccorreva però una fervida fantasia, grazie alla quale venivano a patti con la paura.
Dispiegate in arazzi, miniature, mosaici, sculture, dipinti, enciclopedie figurate, raccolte di mirabilia, Chiara Frugoni ci mostra le mille facce della storia di una relazione secolare, simbolica quanto
reale, tra gli uomini e gli animali. Uno sfarzoso corredo di immagini rende vivo, palpitante e nostro quel tempo lontano.

Figlia del medievista Arsenio Frugoni, si è laureata nell’Università degli studi di Roma “La Sapienza” nel 1964 con una tesi dal titolo Il tema dei tre vivi e dei tre morti nella tradizione medievale italiana, dove già si fa strada la ricerca di un metodo di lavoro che tenga in uguale conto testi e immagini, metodo che considererà sempre importante nella convinzione espressa che «l’immagine parla».

Nel 1965 è stata ammessa al Diploma di perfezionamento alla Scuola Normale Superiore, e nel 1974 è approdata all’insegnamento universitario; nel 1980 è chiamata a Pisa a ricoprire la cattedra di
Storia medievale. Vi è rimasta fino al 1988, per poi trasferirsi presso l’Università di Roma Tor Vergata, dove ha insegnato fino al 2000, anno in cui rassegnerà volontariamente le dimissioni.

Il nucleo principale della sua ricerca verte intorno alla figura di Francesco d’Assisi, cui ha dedicato libri tradotti all’estero, e numerosi articoli. In particolare ha approfondito il modo in cui le istituzioni hanno contrastato l’azione di Francesco d’Assisi.

Ha collaborato e collabora a programmi televisivi e radiofonici RAI, come ad esempio, su Radio Tre, Uomini e profeti o Il Terzo Anello. Scrive su La Repubblica e il manifesto.

Nel 2011 ha individuato in uno degli affreschi attribuiti a Giotto nella Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi un profilo di diavolo tracciato tra le nuvole. Il profilo non era noto e di esso non esisteva letteratura. La notizia della scoperta è stata diffusa nel mondo ed ha suscitato molta curiosità, rimettendo anche in discussione varie pagine di storia dell’arte.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

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