Vangelo di domenica 15 dicembre

III DOMENICA DI AVVENTO (ANNO A) – GAUDETE

Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?

(le Suore di Maria Stella del Mattino)

È bello vedere lo sguardo di Gesù su San Giovanni Battista: “più che un profeta (…) il mio messaggero” e “fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni Battista”.
Questa figura di San Giovanni Battista è al centro del nostro tempo dell’Avvento, tempo di preparazione, e come l’antifona di questa terza domenica lo proclama, tempo di gioia “Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino.”

San Giovanni prepara la strada per il Signore, è un lavoro umile, di servitore, ma anche di amico, “l’amico dello sposo” “che esulta di gioia alla voce dello sposo”, è cosi che si chiama lui stesso.
Anche noi vogliamo ascoltare la voce dello sposo, particolarmente in questo tempo di attesa, una voce che ci invita ad aprire il nostro cuore a Colui che viene; “il Signore è vicino”, il Signore viene a salvarci.

L’amico non ha dubbi sul suo amico, anche se fa questa domanda “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”, dal suo carcere San Giovanni ha sete di sentire parlare di Gesù, dell’opera di Dio, lui che aveva esultato di gioia nel seno materno al momento dell’incontro con il suo Salvatore.

È grande la missione di questo ultimo profeta, indicare l’agnello di Dio, e non soltanto indicarlo, ma vederlo, incontrarlo, battezzarlo, essere testimone di questo stupendo dono di Dio, il suo Figlio prediletto, dono gratuito che scende dal Cielo.

San Giovanni Battista non è accolto da tutti, la sua testimonianza, le sue parole vere per difendere il matrimonio non sono apprezzate da tutti, specialmente alla corte di Erode. La sua testimonianza gli costa la vita, e annunzia nella sua morte quella di Gesù.

Vogliamo essere di quelli che con Maria accolgono i profeti, che ascoltano la parola di Dio per ricevere il dono del Padre, l’Emmanuele, Dio-con-noi per sempre. Che la Madre di Dio ci aiuti sempre.

(Mt 11,2-11) In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!». Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

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