Vita è…

(Editoriale)

Lisa Montgomery, condannata a morte nel 2007 per omicidio, sarà giustiziata l’8 dicembre negli Usa. È la prima esecuzione di una detenuta federale in oltre 60 anni.

Nessun appello accolto in suo favore e rigettate tutte le sue richieste, si legge nella dichiarazione del dipartimento di Giustizia dell’amministrazione Trump, che nei mesi scorsi ha ripreso le esecuzioni federali dopo una moratoria de facto di quasi 20 anni.

Da luglio ad oggi ci sono state già sei esecuzioni federali. Ciò che il New York Times racconta delle terribili esperienze vissute da quella che allora era una bambina con la madre alcolizzata e malata di mente, lo lasciamo alla vostra ricerca personale. Scontato che durante il processo la difesa avesse sostenuto l’infermità mentale della donna, ma non fu accolta.

La vita, ed in particolare quella umana, fin da sempre è al centro delle discussioni e delle considerazioni più diverse. È la cosa più preziosa che abbiamo. Tanto preziosa da proteggerla sempre, dal primo battito nel grembo materno fino all’ultimo respiro voluto dal Creatore.

Sulla vita si investe sempre, si scommette sempre. La si difende nel grembo perché è già vita, e la si rispetta quando è adulta perché non è concesso ad alcuno di toglierla.

Il comandamento del non uccidere non vale a spezzoni e secondo criteri ed interpretazioni della cultura del momento.

La vita va difesa e protetta sempre, offrendo tutte le opportunità e gli aiuti perché venga al mondo così come tutta la solidarietà e il perdono perché in questo mondo continui ad esistere.

“La dignità della persona non si perde mai, anche quando si commette il peggiore dei crimini – ha scritto Papa Francesco l’anno scorso in occasione del settimo congresso mondiale contro la pena di morte –. La vita è un dono da proteggere ed è fonte di tutti gli altri doni e di tutti gli altri diritti. La convinzione di offrire anche al colpevole la possibilità di pentimento non può essere mai abbandonata”.

Non si può tutelare e proteggere la vita nascente e al contempo sostenere la pena capitale. E lo stesso vale per il contrario.

Perché la Vita è Vita. E questo basta.

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