Come sceglierci il colore giusto per tenere viva la speranza

(Cristina Terribili)

ROMA – L’arrivo della primavera si apre con i colori del nuovo Dpcm, con le regioni italiane in bianco, giallo, arancione e rosso e che si preparano ad una nuova Santa Pasqua in casa. Questo marzo porta con sé anche i volti delle persone, colorati dalle più diverse emozioni.

I rossi variopinti di chi deve gestire la rabbia e lo Spid, o la carta d’identità elettronica, ormai unico modo per accedere online ai servizi della Pubblica Amministrazio-ne. Peccato che questo sistema escluda fortemente la partecipazione di anziani e dei cittadini che non sono in grado o non hanno disponibilità ad usare un computer o le app.

Se il Covid ha dato un grosso impulso alla digitalizzazione, molte persone sono rimaste non solo indietro, ma per loro non sono state neanche previste modalità alternative che permettano di gestire, più o meno a distanza, l’identità digitale di un proprio caro. Una bella inchiesta di Altroconsumo mette in luce queste difficoltà con delle critiche che speriamo vengano accolte dalle autorità competenti al fine di trovare soluzioni per tutti.

Altri rossi che colpiscono in questo periodo sono quelli delle poltrone di San Remo, senza pubblico più o meno famoso del teatro Ariston.

Poi ci sono i blu, che risplendono in tutta la gamma dei sentimenti della paura, dell’incertezza, della tristezza. E del livore: perché non manca mai chi cerca di mettere gli uni contro gli altri, di destabilizzare la fragilità delle persone, chi non si preoccupa di divulgare informazioni sempre e solo parziali in modo da mandare nel caos tante persone. Ma c’è anche il blu dei fiocchi azzurri che, insieme a quelli rosa, annunciano nuove nascite.

Arrivano anche i gialli, emblema del pallore di chi è ormai esangue, impossibilitato a trovare fonti di sostentamento perché i consumi delle persone si sono notevolmente abbassati e si fa fatica a rilanciare un’economia in grado di riassorbire tanti lavoratori diventati “ex”. Per contro c’è il giallo del sole, delle giornate più lunghe, più tiepide, dei fiori novelli, il giallo di chi cerca di camminare nella luce e non vuole abbandonare la speranza.

Tra i colori non mancano i viola della quaresima: i viola scaramantici dei teatri, che in alcune regioni, a fine marzo, potranno riaprire con la felicità di chi ci lavora e di chi vi partecipa da spettatore. Ci sono tutti i colori della bellezza dei musei e di tutti i borghi che rischiano ancora di rimanere nascosti se non si abbassano i livelli di contagio e che attendono di inondarsi di nuovo della luce della gente. Ci sono i colori della Pasqua sempre più vicina.

Nell’attesa di questa primavera e nell’ampia disponibilità di colori possiamo scegliere di adottarne uno tra quelli che ci piacciono; siamo sicuri che possa fare del bene a noi e agli altri e coltivarlo nella nostra mente e intorno a noi.

Esegui l'accesso per Commentare