Dal “lockdown” al “coprifuoco”: dalla padella alla brace

(Fabrizio Dassano)

Oggi analizzeremo la parola “coprifuoco”. Quell’altra, in voga qualche mese fa, era “lockdown”, che in italiano vuol dire “confinamento”: l’atto del “confinare, relegare in un dato luogo”, secondo il dizionario Treccani on line. Significato preciso, secco. Perché poi non sia stata usata la versione italiana resta un bel mistero… “Lockdown” forse riempie di più la bocca, sotto la mascherina.

Secondo il Dizionario militare di Riccardo Busetto, il termine “coprifuoco” deriva dall’antico segnale trasmesso dalle autorità cittadine, di solito con particolari rintocchi delle campane, che imponeva ai cittadini l’obbligo di spegnere i fuochi coprendoli con la cenere per evitare incendi improvvisi.

Nell’uso concreto, è l’ordine impartito dalle autorità militari d’occupazione o dalle autorità civili in caso di situazione di grave alterazione dell’ordine pubblico, ordine che vieta alla cittadinanza di uscire dalle case durante le ore serali e notturne. E qui ci avviciniamo al significato e al senso del termine, perché possiamo ritenere che la pandemia sia favorita dalla mancanza di rispetto delle norme e quindi diventa una questione d’ordine pubblico.

La notte, l’oscurità che sarà favorita dal solito cambio dell’ora di fine ottobre, ci farà dormire un’ora in più ma nel pomeriggio ci farà piombare nell’oscurità delle tenebre. Le galline del mio ex vicino andranno a dormire molto presto, presumo. Andremo al lavoro con il buio tenue e usciremo dal lavoro col buio pesto e poi ci avvieremo inesorabilmente verso la triste dimensione del coprifuoco, che non conoscevamo più dai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Succeduto al governo dopo l’arresto di Mussolini, il 26 luglio 1943 il primo ministro Badoglio proclamò per l’Italia lo stato d’assedio con la legge del coprifuoco, per la prima volta applicata in tutta Italia. Tutti, dalle 20 alle 6 del mattino dovevano restare chiusi in casa. Durò fino al 1944 nell’Italia del sud e fino al 1945 nell’Italia del nord, sotto la “repubblica di Salò” e i tedeschi occupanti.

Oltre a un maggior controllo dell’ordine pubblico, altro motivo del coprifuoco era il non dare indicazioni luminose ai bombardieri anglo-americani che concentravano la loro azione di distruzione notturna sulle città industriali, soprattutto Torino, Milano e Genova.

Ad oggi il Covid ha fatto circa 250mila morti in Europa, mentre la Seconda Guerra Mondiale ne fece, secondo diverse stime, 55 milioni: di questi, nel 60% dei casi si trattava di civili. Con queste tragiche cifre non ci resta che imboccare la strada del coprifuoco cercando di mantenere, per quanto possibile, il morale alto: tutto sommato nessuno ancora ci bombarda di notte dall’alto.

Ah! Dimenticavo: nei territori della pianura Padana dall’inizio della pandemia si è registrato un notevole incremento delle richieste di rifugi anti NBC (nucleare, batterico, chimico) che sono davvero scomodi, mentre in Inghilterra e in Canada sono aumentate del 180% le richieste di costruzione e ampliamento delle cantine del ceto abbiente.

Sì perché se una volta andavano di moda in casa la piscina, la sauna e la palestra, oggi vanno di moda ambienti sotterranei arredati come pub, sale gioco, piccoli cinematografi e quant’altro. Il coprifuoco sta dando i suoi frutti: d’ora in poi è probabile che le case si amplieranno sottoterra (Venezia esclusa).

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