I giovani bussano e chiedono di essere impegnati

(don Davide Rossetto, direttore pastorale giovanile diocesana)

Dal 24 al 27 aprile alla Casa alpina diocesana “Gino Pistoni” di Gressoney si sono tenuti i Campi Scuola Animatori (14-17 anni) ed Educatori (18-20 anni). Hanno partecipato 130 ragazzi e ragazze divisi per fasce di età ed esperienza di animazione che prestano servizio (chi più chi meno) nelle diverse parrocchie, oratori e realtà giovanili presenti nel territori della nostra diocesi. I giovani hanno vissuto momenti di formazione, attività e giochi, guidati da educatori più grandi (21-26 anni).

La bellezza è ricchezza di questi giorni è stata la lettura comunitaria ed il commento della recente esortazione apostolica post sinodale di Papa Francesco “Christus vivit”. Le parole contenute nella lettera del Papa ai giovani (che meritano di essere lette ed approfondite in ogni comunità parrocchiale) hanno dato orientamenti molto importanti a sostegno delle realtà giovanili. Il bisogno dell’ascolto, del dialogo e del confronto, dell’accompagnamento e del discernimento, della formazione e della vita comunitaria sono emerse come richieste forti da parte dei giovani che ci sono (esistono, vanno cercati là dove sono) e desiderano, con la loro voce e la loro presenza, essere protagonisti nella Chiesa. Papa Francesco li ha invitati a sentirsi “l’oggi di Dio” e le esperienze a Gressoney sono sempre occasioni forti e preziose per sentirsi partecipi di questo “oggi”.

Ma poi? Una volta tornati a casa? Ci trovano? Chi trovano? Come ci trovano? Bussano alla porta del cenacolo (o della canonica), perché hanno incontrato il Signore e sperano che qualcuno apra loro la porta (magari accogliendoli con un sorriso, la disponibilità all’ascolto e con un minimo di entusiasmo: non ci vuole molto). Guai trovassero chiuso! O si sentissero dire: “Tutte storie, tempo perso quelle cose lì”. I giovani vivono continuamente l’esperienza dei discepoli di Emmaus… apriamo loro le porte! Hanno vissuto il “Venite e vedete” nell’esperienza straordinaria… ma nell’ordinario, là dove vivono, cosa vedono? Nel cammino ordinario delle parrocchie, là dove è possibile ed il terreno è fertile, questi semi, questi talenti, possono essere coltivati con docilità e sbocciare? Sicuramente! Preghiamo perché il Signore ci renda sempre più terreno fertile.

Negli oratori e specialmente nella prossima estate i giovani ci sono e chiedono di essere impegnati… perché non accogliere la sfida, valorizzare i loro talenti e dare loro un po’ più di responsabilità? Ci vuole pazienza – molta pazienza, infinita pazienza… -, ma è la medesima pazienza che il buon Dio ha continuamente con ciascuno di noi. Sarà sorprendente scoprire che i giovani sono portatori di una grande forza, comunicatori del Vangelo ai loro coetanei più di quanto potremmo immaginarci. È la “missione dei giovani ai giovani” che il nostro Vescovo Edoardo continua a ricordarci.

Buon Cammino a tutti!

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