Il labirinto della vita

(Filippo Ciantia)

La sede romana dei Comboniani sorge su una collina che domina la stazione Laurentina della metropolitana. Durante il forzato isolamento del lockdown è stato possibile sistemare il parco che circonda il grande edificio. Oltre all’assestamento dei sentieri e delle aree scoscese, la cura di alberi, arbusti e siepi, è stato realizzato un percorso dedicato all’enciclica Laudato si’. Il parco è sempre stato aperto al pubblico e in futuro sarà possibile anche alle scuole godere delle installazioni, delle spiegazioni e delle esperienze sensoriali proposte.

Tutto è volto a far conoscere quanto prezioso e magnifico sia il dono che Dio ci ha fatto del nostro mondo, così ospitale e così trascurato, quasi quanto la nostra anima, in questa epoca di ribellione al creatore.

Alla fine del percorso si trova un labirinto, fatto di un percorso piastrellato, che guida all’obiettivo. Seguendo passo dopo passo il sentiero obbligato, a volte ci si allontana dalla meta, ma è necessario continuare a camminare per arrivare al centro del labirinto.

È una metafora della vita: un cammino che a volte sembra portarci lontano, ma occorre rimanere fedeli alla strada, perché è sicura e c’è qualcuno che ci accompagna e l’ha già percorsa. La meta alla fine della strada è un olivo, accompagnato da una targa con un nome: “Giorgia”. L’olivo della pace e il ricordo di una giovane ragazza, il cui spirito non è svanito.

I genitori di Giorgia visitavano frequentemente il parco dei Comboniani, spingendo la carrozzina della figlia disabile lungo i sentieri, in mezzo al verde, tra i cinguettii degli uccelli e il giallo intenso delle mimose. I funerali sono stati celebrati da padre Torquato nella cappella comboniana.

Poi la bara è stata portata in processione lungo il sentiero nel parco che Giorgia amava tanto, dove era esplosa tante volte la sua gioia e si erano irradiati i suoi sorrisi.

Alla fine del sentiero si erano fermati nel prato per un’ultima preghiera. Torquato aveva sussurrato a mamma Adriana e papà Dino: “Che croce grande vi ha dato Dio!”. “No! Giorgia è sempre stata fonte di gioia . Lei c’era! Ora ci mancherà! Chi ha accolto lei ha accolto Gesù e Giorgia è stata Gesù che ha accolto noi”.

“Tutte le tue creature ….. sono Tue, e sono colme della Tua presenza e della Tua tenerezza. Laudato si’!” (Papa Francesco)

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