Il paradosso italiano: da carnefici a vittime, da tutti fascisti a quasi tutti antifascisti

(Fabrizio Dassano)

“Cittadino che passi, sosta ed ascolta la sommessa voce di questa fonte: è quella del perenne fluire di un ideale supremo che ha nome libertà. Per essa caddero nella lotta di resistenza ridonandola anche a te centotrentamila fratelli morti sul patrio suolo e spenti nei lager nazisti per questo sono qui. Ricordati a monito perenne: non tradire il loro sacrificio. 1943 – 1945”.

Sono andato a rileggermela questa lapide incisa sul granito, anche se da anni la fonte, la fontanella adiacente, è spenta e il “burnel” ottagonale è stato occupato dai gerani. Siamo negli antichi giardini del barone Perrone di San Martino, ora i giardini pubblici davanti al Palazzo degli Studi di Ivrea. Quindi chi legge, il rumore della fonte se lo deve immaginare perché non c’è più. C’è solo quello del traffico incessante sul Lungo Dora.

È interessante il paradosso del nostro popolo: soltanto tre anni prima, nel luglio 1940, a compiere stragi e seminare morte eravamo noi. Eppure pochi ricordano i bombardamenti italiani nella Palestina britannica, proseguiti fino al giugno 1941 e concentrati principalmente su Tel Aviv e Haifa, città costruite dagli ebrei acquistando i terreni da arabi e dai coloni turchi. Ma sganciammo bombe mussoliniane anche su molte altre cittadine lungo la costa, come Akko e Giaffa che furono colpite.

Haifa fu bombardata diverse volte dagli Italiani per il suo porto e le raffinerie: il 15 luglio 1940 dieci trimotori S.M.79 del XLI Gruppo del Maggiore Ettore Muti del 12º Stormo dell’Aeroporto di Gadurrà, bombardarono i depositi di petrolio lanciando 120 bombe da 50 tonnellate da 5.000 metri, provocando vasti incendi e l’interruzione della corrente in città; il 24 luglio dello stesso anno, nove trimotori SM 79 del XLI Gruppo del Maggiore Raina lanciarono da 4000 metri, 144 bombe da 50 tonnellate, incendiando i depositi di carburante e la raffineria di petrolio.

Il numero del “Time” di Londra del 29 luglio 1940 diede notizia di un bombardamento su Haifa ad opera di bombardieri trimotori SM 82 durante la settimana precedente, con una dozzina di vittime. Secondo il “Time” gli Italiani si vantarono di aver conseguito un grande successo, che i Britannici non poterono smentire.
79 anni fa, il 9 settembre 1940, alle ore 16.12, un bombardamento su Tel Aviv causò 137 morti. I bombardieri italiani, dieci trimotori CANT Z.1007 bis, provenivano dalle basi aeronautiche sulle isole greche di Rodi e Lero.

Tre anni dopo eravamo invece diventati quasi tutti antifascisti!

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