Il Vangelo di domenica 11 agosto

XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

Anche voi tenetevi pronti

(Sr. Serena e Sr. Valentina, Monastero di Lugnacco)

Il Figlio dell’uomo verrà in un’ora che non immaginiamo…insomma, anche se è strano scriverlo proprio ad agosto, la vita spirituale non va mai in vacanza! Come facciamo a vivere questa attesa, questa vigilanza, con letizia e non come un incubo? La modalità viene suggerita dalla preghiera di Colletta: “Arda nei nostri cuori, o Padre, la stessa fede che spinse Abramo a vivere sulla terra come pellegrino, e non si spenga la nostra lampada, perchè vigilanti nell’attesa della tua ora siamo introdotti da te nella patria eterna”.

La madre Santa Chiara d’Assisi, che festeggeremo domenica 11 agosto, esortava le sue sorelle a vivere come pellegrine e forestiere in questo mondo, e quando venne la sua ora disse alla sua anima: “Va’ sicura in pace, perchè avrai buona scorta; poiché chi ti creò, ti santificò e mise in te lo Spirito Santo, e sempre ti ha guardata come una madre guarda il figlio che ama”.
Chiara da giovane vendette la sua dote e buona parte della dote della sorella Beatrice, diede tutto ai poveri, facendo infuriare il parentado, e fu vigile per tutta la vita. Vigile di cosa, se aveva dato tutto? “A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”. Il Signore Gesù nel vangelo di questa domenica rispondendo a Pietro dice che l’amministratore è colui che custodisce i servi del suo signore: dona loro da mangiare la porzione giusta e non spadroneggia o aprofitta della sua posizione per ubriacarsi ed esercitare il potere.

La vigilanza ha dunque la doppia valenza: attesa operosa del padrone che torna dalle nozze e custodia dei suoi, a seconda del compito che ci è dato. Chiara custodisce per tutta la vita un rapporto ardente con la Trinità, che incontra nella preghiera e nel quotidiano, ma che attende di incontrare in pienezza al termine della vita; custodisce le sue sorelle come la più tenera tra le madri, perchè ciascuna a sua volta possa custodire la fede ardente e le sorelle con cuore unito.

Nel Battesimo ci è stato dato molto, siamo un piccolo gregge cui è stato affidato il Regno non perchè lo meritassimo, ma perchè così è piaciuto al Padre nostro. Se sapremo custodire il dono della fede, della Liturgia, della carità vicendevole, se sapremo custodire i nostri fratelli e intercedere sempre per tutti, l’attesa di Lui sarà lieta, le nostre parole in punto di morte saranno simili a quelle della Madre Chiara, in un grande rendimento di grazie. Saremo santi perchè amati.

(Lc 12, 32-48 – Forma breve Lc 12, 35-40) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro! Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

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