Il Vangelo di domenica 24 novembre

Signore, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno

XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)

(le Suore di Maria Stella del Mattino)

Siamo arrivati all’ultima domenica dell’anno liturgico, la domenica della solennità del Cristo Re. Domenica 1° dicembre sarà la prima di Avvento che ci condurrà al Natale. Il Cristo è il re del nostro cuore, il re di tutta la nostra persona. Un re di misericordia come lo vediamo nel vangelo di San Luca, al grido del povero: “Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno.” Gesù risponde in un modo bellissimo: ”In verità, io ti dico: oggi sarai con me nel paradiso”.

È anche il nostro grido; vogliamo entrare nel regno di Gesù, vogliamo essere con lui, e Gesù risponde ai nostri desideri, vuole questa amicizia, questa vicinanza con noi. Gesù, re d’umiltà e di amore non guarda i nostri peccati, ma guarda il nostro desiderio di essere con lui, esaudisce la preghiera del buon ladrone.

Cosa colpisce Gesù nel grido di quest’uomo? La sua fiducia in lui, la sua audacia, malgrado la situazione drammatica, il suo passato, il buon ladrone ha la forza, il coraggio di gridare verso Gesù, il re di Misericordia. Quest’uomo che sta morendo sulla croce ha la fiducia di girarsi verso l’innocente per chiedere di fare parte del suo regno, riconosce in Gesù un re, possiamo dire che è un atto di fede. Aldilà delle apparenze, il buon ladrone discerne la divinità del Salvatore, e crede al suo perdono.

Gesù risponde subito con una promessa stupenda: oggi sarai con me nel paradiso, oggi, non domani, non dopo un momento di purgatorio, l’amore non fa aspettare, l’amore corre verso l’altro.

L’amore infinito di Gesù cancella tutti i peccati, perché il più importante è la fede del buon ladrone che crede che Gesù può tutto.

Chiediamo alla Vergine Maria di darci la stessa fede, la stessa fiducia in Gesù, affidiamo a lei tutti i nostri desideri i più grandi, siamo fatti per il cielo, per vivere sempre con Dio, per vivere la sua beatitudine. Verso l’alto!

(Lc 23,35-43) In quel tempo [dopo che ebbero crocifisso Gesù] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno».  Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

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