Lacrime e fiocchi di neve

(Filippo Ciantia)

La neve ha imbiancato campagne, paesi e città. I fiocchi di neve, batuffoli bianchi, leggeri, delicati, lenti, appena toccano il marciapiede o il cappotto spariscono veloci, come un bacio…

La scienza ci dice che ogni fiocco di neve è unico e diverso dagli altri, che in natura non ne potranno mai esistere di uguali. In ogni singolo fiocco ci sono dieci elevato alla diciottesima molecole di acqua: miliardi di miliardi. I fiocchi sono composti da cristalli di ghiaccio composti da oltre cento milioni di molecole di acqua: le probabilità che essi si dispongano nella stessa maniera sono quasi nulle.

Guardavo ammirato la fioccata che mi avvolgeva insistente e robusta, nella mattina ancora oscura, mentre il pensiero andava stranamente agli occhi di Irene. Una giovanissima infermiera ostetrica nel mio ospedale d’Uganda, che aveva partorito la sua piccola Maddalena, che subito si era gravemente ammalata. Poi anche lei e il marito. La difficile gravidanza aveva richiesto varie trasfusioni, in anni in cui non si conosceva il virus HIV.

Il marito aveva raccontato che una sera Irene era tornata a casa con gli occhi strani, luminosi, tanto che aveva pensato avesse bevuto waragi, il potente gin locale. Poi si era accorto che erano occhi pieni di una luce che non aveva mai visto nella sua sposa. Erano umidi di lacrime, ma diversamente da come lo erano stati quando la loro piccola se ne era andata per una febbre maligna.

Ogni lacrima è diversa dall’altra, per composizione chimica e forma.

Ogni singola lacrima varia da persona a persona ma anche nello stesso individuo secondo lo stato d’animo e il motivo che ha scatenato il pianto.

Non c’era negli occhi di Irene il dolore della separazione di una madre dalla sua creatura o l’angoscia della malattia mortale, ma la gioia di aver trovato degli amici che le avevano svelato che non si è soli nel nostro cammino umano, pieno di gioie e dolori, sproporzionati al grido di senso del nostro cuore.

Come gli occhi dei pastori di Betlemme, che tornavano lieti al loro accampamento, tra i fiocchi di neve della fredda notte di Palestina, tanti anni fa, con le loro uniche lacrime.

“Un sole che splende per me soltanto/come un diamante in mezzo al cuore Tu/Tu che sei diverso/ almeno Tu nell’universo!” (Mia Martini)

Natale!

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