L’inizio del giorno

(Filippo Ciantia)

Dopo tanto tempo, tra lockdown e inizio pensione, per un impegno romano sono uscito di casa molto presto. Sussurrando le “Ave” promesse quotidianamente ad alcuni amici e amiche, mentre mi avvicino alla stazione, ecco il profumo inconfondibile dell’ultima panetteria del paese. Mi sono immaginato michette, baghette, ciabatte, trecce e pagnotte e focacce … Pochi passi ed ecco la pasticceria, tra le più note della provincia. Dalle ampie vetrine ammiro i pasticceri che infornano brioche e tortine, mentre sui piani di lavoro ci sono torte di cioccolato e decorate con la frutta.

Dopo la breve attesa in stazione, si sale in treno, mascherati e con gli occhiali appannati, condividendo i tradizionali – ormai da circa 50 anni, perché di rendere i percorsi più veloci non se ne parla – 49 minuti (abbondanti) per arrivare a Milano. Ecco il popolo dei più mattinieri, imbacuccati ed assonnati. C’è però il tempo per le preghiere ed una lettura del giornale online.

Eccoci a Milano, stazione Cadorna: il primo obiettivo è arrivare in Duomo in tempo per la prima Messa. Affretto il passo giù dalle scale, verso la metropolitana. Il treno arriva subito: vuol dire che ce la farò. A bordo tanta gente che inizia l’usuale fatica del vivere e del lavoro: chissà quante storie e quanta vita porta con sé ciascuno di questi compagni di viaggio. I tanti stranieri avranno anche fatto un viaggio più lungo degli altri. Guardo tutti con simpatia: in fondo, avendo la stessa destinazione finale (non oggi ovviamente), sono curioso di poterli allora conoscere davvero.

Poi la rapida salita che spalanca allo splendore del Duomo, illuminato dalle prime luci, con i grandi portoni ancora serrati. Si deve entrare dalla porticina laterale. La bellezza e l’imponenza dell’interno lascia sempre senza fiato. Poi la Messa, raggiunta con pochi minuti di ritardo: Gesù ha voluto aspettarmi. Lo sguardo sale verso l’alto: tra le tante statue di santi e beati che adornano i capitelli maestosi, ne noto una bianchissima, cioè di recentissima lavorazione. Che bello che ci siano sempre nuovi santi a far da corona a Maria e a custodirci ogni giorno da vicino.

Che ovunque nel mondo ci siano testimoni che “accendono l’alba di Dio nelle notti del mondo”.

Se puoi, fammene incontrare oggi almeno uno!

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