Passione e talento

(Filippo Ciantia)

Giuseppe Avati voleva diventare un grande clarinettista. Quando nella sua band entrò un tale Lucio Dalla, il confronto gli fece capire che quella del musicista non era la sua strada. Così scoprì il suo vero talento. Oggi Pupi Avati è uno dei grandi registi italiani, estro e umanità.

Giuseppe Pezzini voleva diventare professore di matematica come il papà. Presentò domanda per Matematica alla Normale di Pisa, dove però venne accettato per Latino e Greco, visto che riusciva bene anche nelle lingue antiche. Giuseppe obbedisce al suo talento e invece di seguire le orme del papà, rinuncia a Ingegneria Matematica a Torino e si iscrive a Pisa. Frequenta poi l’Erasmus a Oxford, dove aveva insegnato Tolkien, l’autore che la sua maestra alle elementari gli aveva fatto amare. A Oxford ottiene il dottorato e chiede ad Elena di sposarlo e seguirlo prima in Gran Bretagna e poi a Princeton. Finito il post dottorato negli USA, Beppe ed Elena si spostano nella famosa università scozzese di St. Andrews, una delle più importanti per gli studi classici e soprattutto l’università dei rampolli delle famiglie nobili e soprattutto dei reali. Il prossimo anno tornerà ad insegnare a Oxford, dove lavorano persone di 130 nazionalità.

Qualcuno non manca mai di sottolineare che il Latino è una lingua morta: la sua conoscenza ci permette però di comunicare e incontrare persone del passato, all’origine della nostra civiltà.
Beppe lo sa.

Orazio che scrive “Caelum, non animum mutant qui trans mare currunt” (chi attraversa il mare cambia il cielo, ma non il proprio cuore) gli ha fatto capire che il cuore di chi incontra e il proprio non cambiano e gridano un significato, ovunque e sempre.

“Homo sum, humani nihil a me alienum puto” (sono un uomo, tutto ciò che è umano non mi è estraneo): Terenzio lo ha aiutato a vivere in un mondo di diversità.

“Non ignara mali, miseris succurrere disco” (avendo conosciuto il dolore, mi impegno a soccorrere chi soffre): Virgilio ha “letto” il dolore della perdita di un figlio proprio prima della nascita, indicando ad Elena e Beppe il cammino di guarigione, la carità.

“… solo riguadagnando (i rapporti con ciò che è passato), quello che si sta facendo avrà tutta la potenza , la ricchezza, la violenza e la luce di chi parte da cose conosciute e sperimentate”
(Giovanni Testori)

Esegui l'accesso per Commentare