Tenuta Roletto
Risvegliopopolare.it

venerdì 30 Gennaio 2026

Reale mutua
Reale mutua
Risvegliopopolare.it

venerdì 30 Gennaio 2026

Caricamento

EDITORIALE

Una domanda...

Una domanda è posta alla fine dell’articolo di pagina 11, circa l’arrivo di altri due centri...

IVREA - PRESENTE IL VESCOVO DANIELE CON SINDACO, PRIORI E AUTORITÀ

Benedizione degli animali

Cavalli protagonisti della festa di Sant’Antonio

Articolo completo su Il Risveglio Popolare di giovedì’ 22 gennaio Foto di Vincenzo...

Ferrovia Pinerolo-Torino-Chivasso: “situazione insostenibile”. Nuova linea Cuneo-Saluzzo-Savigliano: un anno di buoni risultati

Di fronte ai gravi e ripetuti disservizi ferroviari che stanno colpendo in particolare la linea Pinerolo-Torino-Chivasso, l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusi ha convocato una riunione urgente con i vertici di Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana. L’obiettivo dell’incontro, che si terrà venerdì mattina nel Grattacielo della Regione, è ottenere un quadro chiaro delle criticità, comprendere le cause di ritardi e soppressioni, definire azioni urgenti per il ripristino di un servizio ferroviario affidabile e dignitoso.
“I disagi che stanno vivendo pendolari, lavoratori e studenti non sono più accettabili – sottolinea Gabusi – La Regione ha pianificato investimenti sul materiale rotabile e ha sostenuto i numerosi interventi del Pnrr sulla rete che certamente condizionano le performance in questo periodo. Per questo motivo non può accettare che ogni giorno su questa linea si viva nell’incertezza”.
Un successo invece, ad un anno dalla ripartenza, per la linea ferroviaria Cuneo-Saluzzo-Savigliano, riattivata dalla Regione Piemonte, con il servizio affidato ad Arenaways. Nel corso del primo anno di attività fino a 142 treni alla settimana, con 24 collegamenti al giorno nei giorni feriali, di cui 14 lungo tutto il percorso Cuneo-Saluzzo-Savigliano e 10 nella tratta Saluzzo-Savigliano. Ad oggi sono stati operati più di 5.600 treni, per un totale di 226mila766 Km percorsi e circa 90mila passeggeri. 11mila passeggeri del solo mese di ottobre (+46%). Puntualità al 95% entro i 5 minuti che sale al 97% entro i 10 minuti.

Storico Carnevale di Ivrea. Iscrizione dei carri da getto alla Battaglia delle Arance – Edizione 2026

Sono 51 i Carri da getto che prenderanno parte alla Battaglia delle Arance del Carnevale di Ivrea 2026. Nei giorni 15 e 16 gennaio 2026 sono pervenute 52 domande di iscrizione di carri da getto a fronte dei 54 carri aventi diritto in seguito alla fase di pre-iscrizione.
Come previsto dal regolamento, la Fondazione ha svolto le necessarie verifiche sulla documentazione presentata, operando alla presenza dei rappresentanti dell’Associazione Aranceri dei Carri e dell’Associazione Albo Conducenti Carri da Getto e tenendo conto delle indicazioni fornite in relazione ai rispettivi associati. Ove necessario, sono state richieste specifiche integrazioni e ulteriori verifiche documentali. Non è stata invece accolta la domanda di iscrizione del Carro n. 33. Dall’analisi della documentazione è infatti emersa la mancanza del requisito previsto dall’art. 6, primo comma, del vigente Regolamento che stabilisce l’obbligo di iscrizione all’Associazione Albo Conducenti Carri da Getto per lo svolgimento del ruolo di conducente. Nessuno dei conducenti indicati nella domanda risulta iscritto all’Associazione, come confermato dal Presidente della stessa.

Storico Carnevale di Ivrea: domenica 1° febbraio – la Terzultima

Il primo appuntamento è fissato per le 9.15 presso lo studio notarile della Gran Cancelliera Donatella Farcito dove avverrà la presa in consegna del Libro dei Verbali, documento simbolo sul quale vengono registrati tutti gli eventi ufficiali del periodo carnevalesco: il Sostituto Paolo Diane ne garantirà la custodia fino al termine del Carnevale, dando pubblica lettura di quanto in esso viene annotato.
A Bellavista, in piazza I Maggio, e a San Giovanni, in piazza Boves, le fagiolate avvieranno la distribuzione dei tradizionali fasoj grass, in attesa dell’arrivo del Corteo con Generale, Sostituto, Stato Maggiore e Pifferi e Tamburi. Dalle 10 alle 17, piazza Ottinetti diventerà uno dei cuori pulsanti della giornata con “I Sapori del Carnevale”: spazio alle proposte gastronomiche del Villaggio Arancio, dell’Albo Fagiolate e del Comitato della Croazia, che proporrà polenta e merluzzo, in un intreccio di sapori e tradizione.
Alle 11.30, in piazza di Città, si svolgerà la Prise du Drapeau, antica cerimonia che segna l’inizio ufficiale della Campagna. Il Generale, dopo aver insignito con la medaglia celebrativa della Campagna 2026 la Bandiera portata dall’Alfiere, passerà in rassegna i componenti dello Stato Maggiore in uno dei momenti più suggestivi della mattinata.
Il pomeriggio sarà dedicato alle Alzate. In questa prima Alzata saranno protagonisti: Celeste Bortolot per San Grato (balcone di via Gozzano), Francesco Brucchietti per San Maurizio (balcone di via Guarnotta), Diletta Irma Pistoia per Sant’Ulderico (balcone di corso Cavour), Nicolò Clemente per San Lorenzo (balcone in porta Vercelli, zona fermata autobus) e Matilda Caglioti per San Salvatore (balcone tra via Palestro e piazza Ottinetti).
A chiudere la giornata, alle 17.30 in piazza di Città, sarà la Generala, ultimo atto di una domenica che segna l’ingresso ufficiale nel vivo del Carnevale eporediese.

PAROLA DI DIO – Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli

Prima Lettura
Dal libro del profeta Sofonìa
Sof 2,3; 3,12-13
Cercate il Signore
voi tutti, poveri della terra,
che eseguite i suoi ordini,
cercate la giustizia,
cercate l’umiltà;
forse potrete trovarvi al riparo
nel giorno dell’ira del Signore.
«Lascerò in mezzo a te
un popolo umile e povero».
Confiderà nel nome del Signore
il resto d’Israele.
Non commetteranno più iniquità
e non proferiranno menzogna;
non si troverà più nella loro bocca
una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare
senza che alcuno li molesti.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 145 (146)

Beati i poveri in spirito.

Il Signore rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. R.
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. R.
Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.
Seconda Lettura
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 1,26-31
Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.
Vangelo
 
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,1-12a
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».
Commento della prof.ssa Acide Elisabetta
“Cercate il Signore voi tutti,poveri della terra, che eseguite i suoi ordini; cercate la giustizia, cercate l’umiltà” (prima lettura).
Nel periodo dell’indipendenza giudaica, il profeta Sofonia offre una “interpretazione” per i “poveri e gli ultimi”: anawìm.
I “poveri di Dio”, la “privazione” dei beni e della posizione sociale, ma non “privazione di Dio”, gli “oppressi” che ripongono la loro fiducia in Dio.
Marginali, deprivati,privati, soli, miseri…
“Diventare” umili e poveri per “cercare”…
“Cercate il Signore voi tutti,poveri della terra, che eseguite i suoi ordini; cercate la giustizia, cercate l’umiltà”
Sofonia  in ebraico צְפַנְיָה (Tzefanyàh) nel cui nome già si racchiude la “tenerezza di Dio”: “Il Signore ha protetto, ha nascosto“, nel senso di “custodito” , le cui “credenziali” sono “inserite” già dal primo versetto del libro: “Sofonia, figlio di Cusi, figlio di Ghedalia, figlio d’Amaria, figlio d’Ezechia, al tempo di Giosia” (Sof 1,1), che si trovava a profetare dunque, verso la fine del settimo secolo avanti Cristo, in Giudea, al tempo del re Giosia,a quel popolo che aveva abbandonato la legge di Mosé e si era rivolto orgogliosamente a idoli rivolge l’invito ad aprire il cuore: “Io – dice il Signore – darò a tutti i popoli un labbro puro perché invochino il nome del Signore e lo servano tutti spalla a spalla”. Si tratta del versetto 9 del capitolo 3, omesso dalla lettura liturgica, ma importante “messaggio” del profeta.
Bello, e quanto mai “attuale” il messaggio  a 2700 anni di distanza: l’umiltà ricerca la giustizia.
Soltanto 3 capitoli compongono il libro del profeta, ma ricche di “ammonimenti” e di “illuminazione”: il “ritorno” alla legge del Signore.
La “giustizia” per gli uomini, “tutti uguali”, che camminano “spalla a spalla”, fianco a fianco, che si riconoscono “umili”, ma  uniti in quella “ricerca del Signore”.
Una “accoglienza” nell’unità della preghiera, ed una “accoglienza” sociale che è “benedizione”: “Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero”. La consolazione di un Dio che “apprezza” la povertà e la miseria, che ricorda a tutti, uomini e popolo, comunità e chiesa, il “valore” dell’umiltà e della povertà.
La “preferenza” di Dio.
Bellissimo pensare (e credere e sperare) che Dio “ama tutti”, ma ha “preferenza”, non su ciò che il mondo “preferisce”, ma su ciò che è nel suo cuore.
La “speranza” nella disperazione, la “speranza” dei disperati, la “speranza” contro ogni speranza… di coloro che “si riconoscono” umili, poveri, bisognosi.
La “fiaccola” della speranza delle vittime contro “l’ira del Signore”.
Giusti, poveri, umili, coloro che confidano… per voi l’orizzonte si illumina.
Il Signore che:
“rimane fedele per sempre
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri.
Il Signore ridona la vista ai ciechi,
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri”
Le “parole” del canto (Salmo 145) a Dio.
Il Signore ha “predilezione” di tutto ciò che “il mondo scarta”.
La bellezza della cura e dell’attenzione di Dio.
Il Signore della “voce degli ultimi”.
I “sentimenti” di Dio che si “china”, “cura”, “riserva lo sguardo”,quel Dio che è “in mezzo a te”, è tra coloro che si rivolgono a Lui con fiducia, che confidano, che si affidano alla sua giustizia.
Coloro che “Potranno pascolare e riposare senza che alcuno li molesti” (versetto 13).
Perché Dio sa che dove esiste il “criterio” della “esclusione” non c’è “beatitudine”.
La “beatitudine” di Dio che “sconvolge” i progetti e le idee umane. Già san Paolo alla comunità di Corinto scriveva: “quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù” (seconda lettura).
La “logica del mondo” a cui Gesù chiede di “non piegarci”.
Nobili, potenti, arrivati, scelti per il successo, per convenienza, per simpatia, per accondiscendenza, per ricchezza, per prestigio, comodità, interesse… incarichi del mondo… preferenze del mondo…scelte del mondo… a volte, anche nella Chiesa…
San Paolo non indugia: “Dio ha scelto”, non l’uomo… Dio.
La Parola di Dio annunciata da coloro che “non hanno voce” a cui Dio dà “voce”.
La “scelta” secondo i “criteri di Dio”
E san Matteo,che conosce bene i “generi letterari” che costellano l’Antico Testamento, nel suo primo “Discorso” (nel suo Vangelo ne troviamo cinque) ha parole di “felicità” per l’uomo.
E allora, se ci aspettiamo, proprio come le “promesse dell’Antico Testamento”, benessere, prosperità, successo… desideri dell’uomo “benedetti” dalla bontà divina… forse pensiamo di aver sbagliato libro.
Gesù che “sale”, che prova a “far salire” uomini e donne… che prova a “farci salire” sulle alture, non per guardare gi altri “dall’alto in basso”, ma per “stare in alto con Lui”.
Prova a “farci stare nella beatitudine”.
Un meraviglioso aggettivo “beati”.
Se dobbiamo pensare all’anti-aggettivo, al suo contrario pensiamo alla tristezza, all’afflizione, alla insoddisfazione, al dolore, al malcontento,alla condanna… troppe parole… quelle che sempre usiamo, quelle che sempre ci preoccupano, quelle che costantemente ripetiamo.
Ma Gesù ci vuole “beati”, ci vuole “felici”, e ci porta su quel “monte” (san Luca dirà: farà accomodare “in un luogo pianeggiante” Lc 6,17-49), ci “porta”  a “vedere” un cambio di prospettiva, ad un “cambio” di linguaggio, ad un cambio di “mentalità”: ci porta alla “conversione”.
“Signore e Signori, ecco a voi: il programma è servito”…
Il “catalogo” delle beatitudini, snocciolato così, tutto d’un fiato…
E noi ci stupiamo! Noi, abituati a “classificare” ogni cosa siamo “smarriti” di fronte a questa “classificazione”…
“Signore e Signori, ecco i beati!”
Beati.
Ecco la “nuova Legge”, quella della “montagna”, quella “innalzata da terra per innalzare ogni persona”.
Beati gli ‘anawìm (ancora come sette secoli prima), i “curvi” sotto il “peso” della miseria, dell’oppressione, della persecuzione, di chi è in balia della pre-potenza,di chi è vittima, di chi è indifeso…
E allora vediamo questa “classificazione” di Gesù: “Beati i poveri in spirito…Beati quelli che sono nel pianto…Beati i miti…Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia…Beati i misericordiosi…Beati i puri di cuore…Beati gli operatori di pace…Beati i perseguitati per la giustizia…Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia…”
Beati…
Signore, questa tua “classificazione” non mi “torna”… forse l’aria rarefatta del monte ha “offuscato” le tue idee, le tue parole non sono chiare, forse non volevi proprio dire così…
Beati…
Signore, eppure hai anche dato la spiegazione di questa tua “difficoltosa classificazione”…
“…perché di essi è il regno dei cieli…perché saranno consolati…perché avranno in eredità la terra…perché saranno saziati…perché troveranno misericordia…perché vedranno Dio…perché saranno chiamati figli di Dio…perché di essi è il regno dei cieli…”
La promessa del Regno.
La “ricompensa”…
“Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.
E allora, Signore voglio essere “povera in spirito”, voglio distaccarmi da quelle “cose” e riporre ogni fiducia in Te.
La mia fede “povera” te la dono.
Voglio essere ‘anawìm, voglio abbandonare “in piano” l’egoismo, l’attaccamento superficiale ai beni,l’orgoglio, al presunzione, la rivalsa,il desiderio di potere, di successo, di ricchezza, l’arroganza,la superficialità,la superbia, il cuore indurito… e “salire” sul monte.
Voglio “sedere” su quella “povertà” e contemplare la “grandezza” della beatitudine.
Voglio “sedere” su quel monte e “vedere” lo sguardo di Dio su di me, sulla mia povertà, sulla mia afflizione, sulla mia miseria, sul mio desiderio di pace, sul mio bisogno di giustizia, sulla mia fame, sulla mia sete, sul mio sguardo…
Voglio “sedere” Signore ed “ascoltare”…
Voglio “sedere” ed affidarmi a te, Signore…
Voglio “sedere” sulle tue gambe ed essere avvolta dalle tue braccia…
Voglio “affidare” la mia vita alla tua Beatitudine.
“Beati voi…”
Beati noi… Gesù ha parole anche per me, per noi… per tutti coloro che “provano a salire” su quel monte, che provano a guardare l’orizzonte da quel monte, che provano a contemplare quelle parole.
Beati noi…che ammettiamolo,lo diciamo anche, ma ancora facciamo fatica a “comprendere”… a “starci” in queste beatitudini… eppure Gesù ha parole di “beatitudine” per noi.
“Beati”, plurale.
Beati noi che speriamo, che camminiamo, che seguiamo, che ci “arrampichiamo” su quel monte, che “scaliamo” con quella “via” faticosamente la quotidianità.
Beati noi se sapremo percorrere quei “sentieri” del cuore che portano incise quelle parole di “povertà” così difficili da comprendere.
Beati se sapremo piangere,commuoversi,provare compassione, cercare e portare pace,desiderare e vivere la giustizia,farci umili,farci capaci di ascolto e condivisione,portare consolazione ed unione.
Beati…se sapremo “trasformarci”, se sapremo “diventare” capaci di “sguardo di Dio” sul mondo, se lotteremo per “ribaltare” la “logica” del potere e del successo, se sapremo “resistere” non passivamente, ma con la testimonianza alle lusinghe del prestigio e del potere.
Beati…se sapremo diventare cristiani autentici.
Beati…se sapremo osservare l’umano per comprenderlo come Dio ci ha insegnato.
Beati… se sapremo “apprendere” l’ “insegnamento” di Gesù, se sapremo farci “allievi” del Maestro, se sapremo “provare” a vivere e testimoniare il Vangelo con quella “classificazione” che ci fa “guardare” al futuro, abbandonando le zavorre del passato.
Beati… se sapremo vivere  l’ “Essenziale”, quello che è “invisibile agli occhi” ma vivo nel cuore.
Beati…se sapremo meravigliarci e stupirci di questa “vita bella” che le Beatitudini ci propongono.
Beati noi se sapremo “vedere” in quei “perché” delle beatitudini il sentiero che Gesù ci ha invitato a percorrere per “salire sul monte”.
Beati noi se sapremo leggere e vivere la forza che trasforma e vive in quelle parole che ci parlano di “vita eterna”.

CANAVESE – Al cinema nel weekend

Cuorgnè, Cinema Margherita
Dal 30 gennaio al 1° febbraio
PRENDIAMOCI UNA PAUSA
Orario: venerdì 21.15; sabato 18.15; domenica 17.15
Sabato 31 gennaio e domenica 1° febbraio
LA GRAZIA
Orario: sabato 16; domenica 15
Dal 31 gennaio al 2 febbraio
MARTY SUPREME
Orario: feriali 21.15; domenica 21
Domenica 1° febbraio
BUEN CAMINO
Orario: 19
Ivrea, Cinema Politeama
Dal 30 gennaio al 2 febbraio
MARTY SUPREME
Orario: 20.30
domenica 15.15-20.30
Sabato 31 gennaio
BUEN CAMINO
Orario: 16
Sabato 31 gennaio e domenica 1° feb.
LA GRAZIA
Orario: 18
Effetto Cinema
Martedì 3 e mercoledì 4 febbraio
LA TRAMA FENICIA
Orario: martedì 19-21.30; mercoledì 15-17.30-21
Ivrea, Cinema Splendor Boaro
Dal 30 gennaio al 1° febbraio
2 CUORI E 2 CAPANNE
Orario: venerdì 18.30-21; sabato 19-21.30; domenica 17-21.30
Sabato 31 gennaio
ONDE DI TERRA
Orario: 17
Domenica 1° febbraio
SPONGEBOB
Orario: 15
PRIMAVERA
Orario: 19.15
Lunedì 2 febbraio
FRANCO BATTIATO – IL LUNGO VIAGGIO
Orario: 21
Cineclub
Martedì 3 e giovedì 5 febbraio
ENZO
Orario: martedì 15-17.10-19.20-21.30; giovedì 15.30-17.40
Valperga, Cinema Ambra
Dal 29 gennaio al 2 febbraio
GREENLAND 2- MIGRATION
Orario: giovedì 21; venerdì e sabato 19; domenica e lunedì 19.30
LE COSE NON DETTE
Orario: giovedì 21; venerdì e lunedì 19-21.30; 18.30-21; do.15.30-17-21.30
Dal 30 gennaio al 1° febbraio
MARTY SUPREME
Orario: venerdì 21; sabato 16; domenica 18
Sabato 31 gennaio
DRAGON TRAINER
Orario: 15.30
Sabato 31 gen. e domenica 1° feb.
BUEN CAMINO
Orario: sabato 21; domenica 15.30
Domenica 1° febbraio
LA GRAZIA
Orario: 21
Lunedì 2 febbraio
FRANCO BATTIATO – IL LUNGO VIAGGIO
Orario: 21.30

Caricamento