GIOVANE MONDO di LORENZO IORFINO
IL COMMENTO di MARIO BERARDI
Il Pd perde pezzi, Vannacci incombe sul destra-centro I 2 poli tra scissioni, paure e leadership incerte
Quattro dimissioni “pesanti” hanno scosso la leadership della Schlein nel Pd: hanno lasciato le...
Zuppa di Pesce: maggioranza... alla corte di Tony
Articolo completo su Il Risveglio Popolare di giovedì 4 giugno. Foto di Vincenzo...
Ritrovato il brevetto presso l’Archivio Centrale dello Stato di Roma dell’invenzione che il tonenghese padre barnabita e professor Pietro Monte presentò all’esposizione Universale di Parigi del 1867
a cura di Redazione Storia&Ricordi
La figura di Pietro Monte, insigne scienziato e insegnante, nonché fondatore dell’Asilo d’infanzia...
PILLOLE DI MISSIONARIETA' di FILIPPO CIANTIA
Mi interessa la gente… ovunque essa sia!
Foto generata con IA Il 26 maggio è uscita una raccolta delle lettere tra Primo Levi e gli...
TESTA E CUORE di CRISTINA TERRIBILI
Una presa di corrente contro l’esclusione: la vita dei “senza dimora” passa anche dallo smartphone
Immagine generata con IA A marzo sono stati pubblicati i primi risultati sulla rilevazione delle...
8xmille - 8xMILLE ALLA CHIESA CATTOLICA: È MOLTO PIÙ DI QUANTO CREDI
Giovani, destinazione Brasile
Ferve la preparazione al viaggio missionario col Vescovo
IVREA – I giovani si muovono, rispondono con entusiasmo a proposte serie, che chiedono il loro...
EDITORIALE – Assimilazione Processo alla parola
Immagine generata con IA Assimilare significa “rendere simile a sé ciò che inizialmente è diverso;...
Per saperne di piùEdizione 18 Giugno 2026
ANNO CVI – N° 24 Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato?...
Per saperne di piùLettera enciclica MAGNIFICA HUMANITAS del Santo Padre Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale (di don Andrea Cavallini)
Introduzione 1. La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva:...
Per saperne di piùUNA MAGNIFICA UMANITÀ (di Mons. Daniele Salera)
Preghiera – Invitatorio per il giorno di sabato (L. Andrewes) Signore, abbi pietà di noi...
Per saperne di piùMagnifica Humanitas, “disarmare” l’IA
Don Cavallini, come nasce un’enciclica, da dove prende avvio? In generale, un’enciclica...
Per saperne di piùI Francescani a Chivasso e a Rivarolo (di Francesco Mosetto)
Foto: Beato Angelo Carletti Il 26, 27 e 28 giugno si terrà il pellegrinaggio diocesano ad Assisi,...
Per saperne di piùPolitica come vocazione: la sfida degli “8 alla Costituente” (di Filippo Ciantia)
Foto generata con IA Il 2 e il 3 giugno 1946 il popolo italiano scelse tra democrazia e monarchia...
Per saperne di piùPer la sua messe Gesù cerca operai, non spettatori – Commento al Vangelo di domenica 14 giugno
Gesù “guarda” le folle. Non le analizza, non le giudica: le “sente”. Sente la loro stanchezza, il...
Per saperne di piùBambini testimoni della violenza: ferite invisibili che chiedono ascolto e speranza (di Cristina Terribili)
Foto tratta da Freepik Il 4 giugno è stata la “giornata internazionale per i bambini innocenti...
Per saperne di piùCANAVESE – Al cinema nel weekend
Cuorgnè, Cinema Margherita Dall’11 al 15 giugno DISCLOSURE DAY Orario: feriali 21.15; domenica...
Per saperne di piùAmarga Navidad (di Graziella Cortese)
Donne sull’orlo di una crisi di nervi. Sono passati molti anni dalla celebre commedia che il...
Per saperne di piùAssemblea di fine anno pastorale
CHIVASSO – Sabato 6 giugno il Teatro dell’Oratorio Carletti di Chivasso ha ospitato...
Per saperne di piùEDITORIALE – È stato un buon anno…
… e pare strano dirlo adesso che siamo solo a metà del 2026. Ma le “cose della Chiesa” non sempre...
Per saperne di piùEdizione 11 Giugno 2026
ANNO CVI – N° 23 Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato?...
Per saperne di piùVecchie storie valligiane (di Andrea Tiloca)
Foto: Lencio (Lorenzo Prola), Lorenzo Marten Canavesio e Mario Favero Longo “È importante avere...
Per saperne di piùIl miele, la birra e il senso della terra (di Filippo Ciantia)
Immagine generata con IA Nella stessa giornata ho ricevuto una email dal monastero benedettino...
Per saperne di piùLa vita eterna comincia adesso, in Cristo Eucarestia – Commento al Vangelo di domenica 7 giugno
Fermiamoci un momento. Gesù non ci dice semplicemente: “vi do” del pane. Dice: “Io sono” il pane....
Per saperne di piùLa paura della paura: come nasce e si alimenta il circolo vizioso degli attacchi di panico (di Cristina Terribili)
Immagine ricavata da Freepik Con giugno si apre una fase dell’anno piena di nuove sfide; le scuole...
Per saperne di piùCANAVESE – Al cinema nel weekend
Cuorgnè, Cinema Margherita Giovedì 4 giugno KING MARRACASH Orario: 21.15 Dal 5 all’8 giugno...
Per saperne di piùHen – Storia di una gallina (di Graziella Cortese)
Come nasce un uovo? In questa ventata moderna, più o meno ecologica, si fanno avanti le domande...
Per saperne di piùAmor di patria a tempo determinato? L’Italia che si accende il 2 giugno e si spegne il 3 (di Lorenzo Iorfino)
Foto generata con IA Passano le Frecce tricolori e tutto il Paese è con il naso all’insù. È un...
Per saperne di piùPolitica estera a pezzi nei due schieramenti: il Colle rilancia i valori della Repubblica
Il presidente Mattarella, parlando agli ambasciatori nell’80° anniversario della Repubblica, ha...
Per saperne di piùEDITORIALE – L’altro 2 Giugno, quello dell’impegno civile
Foto generata con IA C’è chi si è chiesto perché non immaginare, accanto al doveroso omaggio a chi...
Per saperne di piùEdizione 4 Giugno 2026
ANNO CVI – N° 22 Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato?...
Per saperne di piùDio ha amato il mondo… tanto! – Commento al Vangelo di domenica 31 maggio
“Dio ha tanto amato il mondo”. Lo ha amato “tanto”. Non un poco, non quanto basta, non con misura....
Per saperne di più
CANAVESE – Al cinema nel weekend
Cuorgnè, Cinema Margherita 29 maggio e 3 giugno KILL BILL-THE WHOLE BLOODY AFFAIR Orario: venerdì...
DIETRO LO SCHERMO di GRAZIELLA CORTESE
Il Mandalorian e Grogu
L’impero colpisce ancora. Ed è davvero così: la saga di Star Wars continua a mietere...
GIOVANE MONDO di LORENZO IORFINO
La Messa in TV non sostituisce la presenza, ma è un ponte per chi vive ai margini
Foto generata con IA Ho da poco finito di confezionare la mia tesi di Licenza, un “bel lavoretto”...
IL COMMENTO di MARIO BERARDI
Vannacci agita la Lega e il centrodestra. Meloni-Schlein alle prese con l’incubo del “pareggio”
Rinfrancata dal test positivo delle comunali (in particolare Venezia e Reggio Calabria), la...
EDITORIALE
2 giugno ormai “lontano”
Foto generata con IA Il 2 giugno 1946 gli italiani ebbero tra le mani una scheda elettorale con un...
Edizione 28 Maggio 2026
ANNO CVI – N° 21 Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato?...
IVREA - VEGLIA DI PENTECOSTE, IL MANDATO A VENTISETTE GIOVANI
Diversi carismi e ministeri
Le lettere di due candidati al diaconato permanente
Articolo completo su Il Risveglio Popolare di giovedì 28 maggio....
TORINO E IL PIEMONTE CULLA DELLA STAMPA ITALIANA E CATTOLICA, ANCORA PIENAMENTE DA STUDIARE
Giornale locale e della comunità diocesana
Dal 1847 spazi aperti sul territorio, ai problemi sociali e alla promozione umana
(di Pier Giuseppe Accornero)
Foto: Giacomo Margotti (Sanremo, 1823 – Torino, 1887) è stato un presbitero, giornalista e...
PILLOLE DI MISSIONARIETA' di FILIPPO CIANTIA
Derby, tennis e Madonnine: il cielo guarda Roma e Milano
Foto generata con IA Quella passata è stata una settimana agitata per gli sportivi, sia per i...
Non un idolo, ma un padre Leone XIV parla ai cuori, diverte i giovani e richiama tutti alla verità del Vangelo (di Lorenzo Iorfino)
Foto Vatican News
Diciamolo subito fuori dai denti: il Papa si è sbloccato. Intendiamoci, non che prima non lo fosse, ma finalmente adesso il mondo lo vede per com’è realmente. Lo apprezza, lo ama, ride con lui e si fida. A molti, finora era sembrato freddo, staccato. Nel suo viaggio apostolico in Spagna, immagini, parole e testimonianze raccontano tutta un’altra storia. Due importanti testate spagnole, dicono tutto: El Debate, titola: “El ‘rugido’ de León XIV”, mentre El País incornicia “León XIV se convierte en ídolo”. Un idolo? Forse.Intanto le folle lo acclamano e i giovani lo aspettano con impazienza.
Si raccontava un clima di leggera ostilità in Spagna prima del suo arrivo, dubbi sulla partecipazione del popolo. Le immagini e i numeri smentiscono. Il Papa è amato. Si impone con la forza della tenerezza, della semplicità, del saper fare il padre. Sa scherzare, resta umano e nel contempo profondamente rivolto a Cristo. Non smette un attimo di ricordarlo. E lo ha chiesto a Madrid ai giovani: “Voglio affidare a tutti voi una missione: essere umani. Sì, siate umani! Uomini e donne in carne e ossa. Non apparenze, ma volti affidabili”. E ciò che chiede lo mette in atto in prima persona. Ha un amore smisurato verso la giovane umanità che incontra: “Voi potete cambiare la storia! Fatelo con amore!”. E a Barcellona insiste: “Non smettiamo di cercare, di interrogarci e di dialogare, con Dio e tra di noi, anche nel cuore della notte”.
I momenti virali si moltiplicano e avvicinano ancora di più. Dalla battuta sul tifare il Real Madrid, al golazo al “Bernabéu”, al meme del Six-Seven, a cui il Papa si presta quando qualche adolescente glielo chiede. Insomma, il Papa finalmente “funziona” anche per il grande pubblico perché è trasversale, e non per questo meno autentico o meno deciso sulle cose che contano. Anzi, non perde occasione per essere chiaro e intransigente su ciò che importa: “può dirsi pienamente giusta una comunità che lascia nell’ombra il bambino non ancora nato, l’anziano, il malato, chi soffre in silenzio o chi dipende interamente dalla cura degli altri? – dice al Parlamento spagnolo, e continua – La difesa della vita umana è una meta di civiltà. Ogni vita umana deve essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto, in ogni circostanza della sua esistenza”.
Il Papa fa il Papa, e il mondo lo apprezza per questo. Così Cristo, tramite il suo Vicario, si avvicina al suo gregge. Non è solo immagine. È sostanza. È fiducia. È governo della tenerezza. È autorità che nasce dall’essere vicino. E vedere la gente rispondere così dà speranza.
EDITORIALE – Assimilazione Processo alla parola
Immagine generata con IA
Assimilare significa “rendere simile a sé ciò che inizialmente è diverso; è l’abbandono progressivo delle caratteristiche culturali originarie a favore di quelle dominanti”; “equivale a incorporare un elemento esterno fino a farlo apparire parte naturale dell’insieme riconoscibile come proprio”. “Un individuo è assimilato quando la sua appartenenza precedente perde rilevanza nella vita pubblica”; “significa diventare socialmente indistinguibili dalla popolazione che accoglie; una minoranza adotta lingua, costumi e valori della maggioranza fino a confondersi con essa”. “L’assimilazione culturale si realizza quando usi, simboli e riferimenti identitari vengono sostituiti da quelli della società ospitante”; “rappresenta il grado massimo di adattamento di un gruppo minoritario”; “è il superamento delle differenze culturali attraverso la convergenza verso una cultura comune”; “richiede che il nuovo arrivato modifichi i propri comportamenti per adeguarsi alle aspettative della società di accoglienza”.
Dalle sue stesse definizioni, l’assimilazione appare meno come un percorso di cittadinanza e più come una progressiva evaporazione delle differenze.
Come si misura il momento in cui essa sarebbe compiuta? Attraverso la lingua, le abitudini alimentari, le convinzioni religiose, i riferimenti familiari, il nome, l’accento? La memoria delle proprie origini?
La storia insegna che nessuna società è mai stata culturalmente omogenea; le identità nazionali stesse sono il risultato di stratificazioni, contaminazioni, incontri e conflitti protratti nei secoli. Pretendere che una persona possa essere completamente assimilata significa immaginare una cultura statica, perfettamente definita e immutabile, alla quale conformarsi. Ma una simile cultura non esiste. Persino le definizioni più favorevoli all’assimilazione riconoscono che si tratta di un processo lungo, incompleto e raramente totale.
Quelle più critiche osservano invece che l’obiettivo è irrealistico, perché l’identità umana non è una lavagna da cancellare per riscriverla da capo. Alla fine, il problema non è soltanto etico o politico. È semantico. Se assimilare significa diventare uguali, allora l’assimilazione completa non è un progetto di convivenza: è una finzione teorica che nessuna definizione riesce davvero a rendere praticabile nella vita reale.
Edizione 18 Giugno 2026
ANNO CVI – N° 24
Questo contenuto è riservato ai soli abbonati. Accedi. Non sei abbonato? Abbonati!
Lettera enciclica MAGNIFICA HUMANITAS del Santo Padre Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale (di don Andrea Cavallini)
Introduzione
1. La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme. Ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile. Ma su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto. Là dove l’umanità corre il pericolo di smarrire il proprio volto, noi cristiani alziamo gli occhi verso il Dio che si è fatto carne, sapendo che «solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo». (GS 22) Questa magnifica umanità in Gesù Cristo diventa la Via, la Verità e la Vita, aprendo per ciascuno di noi la strada per crescere verso la pienezza.
5. Il potere tecnologico assume così un volto inedito, prevalentemente “privato”, e per questo ancora più difficile da discernere, governare e orientare al bene comune.
9. La tecnologia può curare, connettere, educare, custodire la Casa comune; ma può anche dividere, scartare, generare nuove ingiustizie. In astratto, essa non è di per sé una soluzione ai problemi dell’umanità, come non è di per sé un male; ma, concretamente, non è neutrale, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa. Per questo la prima scelta non è tra un “sì” o un “no” alla tecnologia, ma tra edificare Babele o ricostruire Gerusalemme: tra un potere che pretende di dominare il cielo e un popolo che, alla presenza di Dio, si mette a lavorare unito per rialzare le mura della convivenza fraterna.
11. Costruire una città impostata sul bene comune esige, dunque, in primo luogo, di edificare sulla roccia della relazione con Dio. […] 12. In secondo luogo, edificare nel bene significa accettare il limite e la fragilità dell’umanità senza considerarli un errore da correggere. […] 13. Costruire un mondo in cui tutti possono “fiorire” esige, in terzo luogo, una corresponsabilità coraggiosa. […] 14. Infine, edificare nel bene domanda un linguaggio evangelico. […]
15. Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani, custodendo con amore quella magnifica umanità che ci è stata donata e mostrata nella sua pienezza in Cristo, e che nessuna macchina potrà mai sostituire nel suo splendore.
Capitolo 1 – Un pensiero dinamico fedele al Vangelo
25. Sulla stessa scia, ho ribadito che la Chiesa «non vuole alzare la bandiera del possesso della verità», perché la verità non è un territorio da difendere, ma un bene da condividere. […]
27. Alla luce di quanto sin qui detto, la Dottrina sociale della Chiesa appare nel suo volto più autentico: non un prontuario di principi e norme da applicare, ma un cammino di discernimento comunitario. Essa nasce dall’incontro tra la verità eterna del Vangelo e le domande della storia, si lascia interrogare dai segni dei tempi; si alimenta del contributo delle scienze, delle culture e delle esperienze umane.
Capitolo 2 – Fondamenti e principi della Dottrina Sociale della Chiesa
Capitolo 3 – Tecnica e dominio. La grandezza della persona umana davanti alle promesse dell’IA
99. Le cosiddette intelligenze artificiali non vivono una esperienza, non possiedono un corpo, non attraversano la gioia e il dolore, non maturano nella relazione, non conoscono dall’interno ciò che
significa amore, lavoro, amicizia, responsabilità. Non hanno neppure una coscienza morale: non giudicano il bene e il male, non colgono il senso ultimo delle situazioni, non assumono su di sé il peso delle conseguenze. Possono imitare linguaggi, comportamenti, valutazioni, possono simulare empatia o comprensione, ma non capiscono ciò che producono, perché non abitano l’orizzonte affettivo, relazionale e spirituale in cui l’umano diventa sapiente. Anche quando tali strumenti vengono presentati come capaci di “apprendere”, il loro modo di farlo è diverso da quello della persona umana. Non è l’esperienza di chi si lascia plasmare dalla vita e cresce nel tempo attraverso scelte, errori, perdono, fedeltà; è piuttosto un adattamento statistico a partire da dati e riscontri, che può essere molto efficace, ma non implica una crescita interiore.
118. Il nostro rapporto con la vita sembra oggi in crisi. Tutto ciò che appare come “limite” – incapacità, malattia, vecchiaia, sofferenza, vulnerabilità – tende a essere letto anzitutto come difetto da correggere, più che come luogo in cui l’umano matura e si apre alla relazione. Invece dobbiamo ricordare che l’umano non fiorisce malgrado il limite, ma spesso attraverso il limite.
Capitolo 4 – Custodire l’umano nella trasformazione. Verità, lavoro, libertà
Capitolo 5 – La cultura della potenza e la civiltà dell’amore
210. La prospettiva cristiana, però, non si esaurisce nel denunciare il male. Noi guardiamo la storia alla luce del Crocifisso Risorto, a cui il Padre ha dato «ogni potere in cielo e sulla terra» (Mt 28,18). Non interpretiamo il presente come un destino chiuso, ma come un campo aperto alla conversione personale e collettiva. E crediamo nella forza del Regno, che si sviluppa dalla piccolezza di un granello di senape, come un seme che, una volta seminato, germoglia e cresce (cfr Mc 4,26-32). Mentre il rumore della confusione ci circonda, il bene cresce silenzioso dalla terra. Con le parole del profeta: «Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?» (Is 43,19). 211. Una lettura attenta della storia lo conferma. Anche nelle notti più buie, il Signore suscita uomini e donne capaci di non rassegnarsi e di perseverare nel bene: persone che proteggono i fragili e aprono varchi di riconciliazione. La memoria dei santi e dei giusti, dei costruttori di pace spesso dimenticati mostra che la grazia non elimina il conflitto con un gesto magico, ma genera una resistenza operosa al male e una sorprendente creatività nel bene. I cristiani vedono le tenebre e le chiamano per nome, ma non restano fermi a contemplarle: conoscono la luce e sanno che le tenebre non l’hanno accolta e non possono vincerla (cfr Gv 1,5). Per questo, essi servono il bene anche dove sembra avere l’ultima parola il dolore, sostenuti da una speranza teologale che dona alla realtà un orizzonte e una direzione.
Conclusione
243. Il quarto punto di questo programma di vita cristiana, dopo la fede che contempla il disegno di amore del Padre, la carità che ci unisce in un unico corpo ecclesiale, la speranza che sostiene il nostro agire nel mondo, è la preghiera. Il canto di Maria accompagna il nostro impegno. […] 244. La Vergine Maria non solo ci insegna a vedere l’invisibile opera di Dio, ma indirizza anche il nostro sguardo «sui punti di frattura dell’umanità, là dove avviene la distorsione del mondo, nel contrasto tra umili e potenti, tra poveri e ricchi, tra sazi e affamati», educandoci «ad acquisire un punto di vista diverso per guardare il mondo dal basso, con gli occhi di chi soffre, non con l’ottica dei grandi; per guardare la storia con lo sguardo dei piccoli e non con la prospettiva dei potenti; per interpretare gli avvenimenti della storia con il punto di vista della vedova, dell’orfano, dello straniero, del bambino ferito, dell’esule, del fuggiasco». Così, la Vergine diventa «poetessa e profetessa della redenzione», perché dalle sue labbra sgorga «l’inno più forte e innovatore che sia mai stato pronunciato, il Magnificat; è Lei che rivela il disegno trasformatore dell’economia cristiana, il risultato storico e sociale, che tuttora trae dal cristianesimo la sua origine e la sua forza».



