Tenuta Roletto
Risvegliopopolare.it

venerdì 19 Giugno 2026

Reale mutua
Reale mutua
Risvegliopopolare.it

venerdì 19 Giugno 2026

DIOCESI DI IVREA - CONFERENZA / RITIRO PER LA COMUNITà DIOCESANA

UNA MAGNIFICA UMANITÀ

(di Mons. Daniele Salera)

Preghiera – Invitatorio per il giorno di sabato (L. Andrewes) Signore, abbi pietà di noi...

PREVISTO PER FINE GIUGNO IL PELLEGRINAGGIO DIOCESANO AD ASSISI GUIDATO DAL VESCOVO DANIELE

I Francescani a Chivasso e a Rivarolo

Carletti, Bonifacio, la Parrocchia “dei Cappuccini”, una storia che ci accompagna

(di Francesco Mosetto)

Foto: Beato Angelo Carletti Il 26, 27 e 28 giugno si terrà il pellegrinaggio diocesano ad Assisi,...

Caricamento

EDITORIALE – Assimilazione Processo alla parola

Immagine generata con IA
Assimilare significa “rendere simile a sé ciò che inizialmente è diverso; è l’abbandono progressivo delle caratteristiche culturali originarie a favore di quelle dominanti”; “equivale a incorporare un elemento esterno fino a farlo apparire parte naturale dell’insieme riconoscibile come proprio”. “Un individuo è assimilato quando la sua appartenenza precedente perde rilevanza nella vita pubblica”; “significa diventare socialmente indistinguibili dalla popolazione che accoglie; una minoranza adotta lingua, costumi e valori della maggioranza fino a confondersi con essa”. “L’assimilazione culturale si realizza quando usi, simboli e riferimenti identitari vengono sostituiti da quelli della società ospitante”; “rappresenta il grado massimo di adattamento di un gruppo minoritario”; “è il superamento delle differenze culturali attraverso la convergenza verso una cultura comune”; “richiede che il nuovo arrivato modifichi i propri comportamenti per adeguarsi alle aspettative della società di accoglienza”.
Dalle sue stesse definizioni, l’assimilazione appare meno come un percorso di cittadinanza e più come una progressiva evaporazione delle differenze.
Come si misura il momento in cui essa sarebbe compiuta? Attraverso la lingua, le abitudini alimentari, le convinzioni religiose, i riferimenti familiari, il nome, l’accento? La memoria delle proprie origini?
La storia insegna che nessuna società è mai stata culturalmente omogenea; le identità nazionali stesse sono il risultato di stratificazioni, contaminazioni, incontri e conflitti protratti nei secoli. Pretendere che una persona possa essere completamente assimilata significa immaginare una cultura statica, perfettamente definita e immutabile, alla quale conformarsi. Ma una simile cultura non esiste. Persino le definizioni più favorevoli all’assimilazione riconoscono che si tratta di un processo lungo, incompleto e raramente totale.
Quelle più critiche osservano invece che l’obiettivo è irrealistico, perché l’identità umana non è una lavagna da cancellare per riscriverla da capo. Alla fine, il problema non è soltanto etico o politico. È semantico. Se assimilare significa diventare uguali, allora l’assimilazione completa non è un progetto di convivenza: è una finzione teorica che nessuna definizione riesce davvero a rendere praticabile nella vita reale.

Disclosure day (di Graziella Cortese)

Era il 1977 quando nelle sale uscì “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, e Steven Spielberg ci raccontò come potessero esistere altri esseri più o meno simili a noi “terrestri”, in giro per l’Universo. Gli anni ’70 si erano dimostrati fecondi di avvistamenti e di incontri ravvicinati più o meno verosimili, secondo la classificazione ideata dall’astrofisico Joseph Allen Hynek; e oggi, mentre siamo sempre meno sprovveduti (si fa per dire), forse rimaniamo ancora in attesa della visita di abitanti di altri pianeti. Spielberg torna sull’argomento che gli è caro, e in questo film (orfani dello scienziato francese Lacombe, a quel tempo interpretato dal regista François Truffaut) attendiamo il giorno della rivelazione.
Kansas City, oggi. Margaret Fairchaild (una intensa e impegnata Emily Blunt) è una giovane meteorologa ed ex giornalista della città nel Missouri. Una mattina è testimone di un fenomeno strano: davanti a lei si materializza un uccello cardinale che la osserva qualche minuto per poi volare via. Dopo questo breve momento a contatto con la natura la protagonista scopre di avere facoltà psichiche notevoli e poter comprendere persone che parlano una lingua diversa dalla sua. Finché un giorno, invitata a una trasmissione televisiva, comincia a parlare un idioma sconosciuto che, secondo molti telespettatori, pare essere di origine lontana, forse addirittura extraterrestre.
Nella trama della pellicola si muovono anche altri personaggi, come Daniel che è amico di Margaret fin dall’infanzia… Ma ora il mondo sembra attendere ansiosamente il “giorno della rivelazione”, siamo pronti alla verità? E non sono solo questi i temi cruciali del film: ci si interroga sul giornalismo e sul saper discernere tra notizie vere e false, e tutto questo mentre l’occhio ingombrante dell’Intelligenza Artificiale ci osserva.
Disclosure day
di Steven Spielberg
paese: Usa 2026
genere: fantascienza
interpreti: Emily Blunt, Josh O’Connor,
Colin Firth, Eve Hewson, Colman Domingo
durata: 2 ore e 25 minuti
giudizio Cei: consigliabile, problematico, dibattiti

Spagna: energia dell’incontro, Papa Leone XIV accolto da una generazione in cammino (di Lorenzo Iorfino)

Immagine generata con IA
“The Pope battled with Bad Bunny for the attention of Spain’s youth and won”. In Spagna il Papa ha vinto la “battaglia” per l’attenzione dei giovani.
Bad Bunny è idolo pop perché riempie un vuoto generazionale. Nei testi affronta migrazione, neocolonialismo, corruzione, identità portoricana, diritti sociali. Il pubblico lo segue perché sa empatizzare con i breakdown emotivi delle giovani generazioni e perfino padre Guillerme, il celeberrimo DJ portoghese, ne ha fatto una traccia richiamando una canzone virale; “Por la manaña café, por la tarde oración, por la noche Dios con su protección.” La sua viralizzazione è costruita su esclusività: la Casita: lo spettacolo dentro lo spettacolo. Scout che selezionano i volti per il privé, VIP dal dimenticatoio alla riscossa, e un sistema di para-eventi degno dei più grandi concerti rock del secolo scorso.
Il Papa è virale per motivi opposti. Gesti, semplicità, autoironia, vicinanza umana. Tenerezza. O forse solo anche perché è il Papa. I due si incontrano, privatamente al Bernabéu. Niente video e foto, ma il cantante era emozionato. E credo anche il Pontefice.
Chi torna da un concerto di Bad Bunny porta in sé un’esperienza. Chi torna dopo aver visto il Papa torna arricchito. Anche il Papa in quanto a para-eventi non scherza. Ma nascono spontanei. La vera forza di incontrare il Papa è comunità che si crea, fede condivisa, speranza che si passa. Bad Bunny riempie il vuoto. Il Papa dà gli strumenti per colmarlo.

Dormitorio Caritas: accoglienza e inclusione per ridare futuro

IVREA – Il “dormitorio” della Caritas a Ivrea non deve essere visto e considerato solo come un letto per la notte, ma piuttosto come la porta d’accesso a un percorso di autonomia per chi lo frequenta e se ne serve. I fondi che Caritas raccoglie e quelli che le vengono destinati dall’8xmille della Chiesa cattolica grazie alle firme degli italiani sulle dichiarazioni dei redditi, sono usati in modi diversi per offrire una pluralità di opportunità.
Si parte dagli interventi di urgenza, con gli aiuti immediati e l’accoglienza tempestiva per chi presenta gravi difficoltà. In questo senso, lo stesso spazio del dormitorio può essere migliorato e meglio organizzato per accogliere più persone in ambienti dignitosi, sicuri e funzionali. Non da meno sono però gli interventi che rispondono ad esigenze sul medio e lungo termine, quindi in un’ottica di prima sostenibilità e autonomia per chi ne beneficia; trovare casa, lavoro, scuola per i figli, sono percorsi che favoriscono inclusione e quindi una sana convivenza tra le genti. Si tratta di attività ed interventi che si possono realizzare grazie ai denari, certamente, ma anche grazie ad una rete territoriale di supporto che funziona, è sinergica e sussidiaria, perché chi vi opera ha la formazione adeguata e ha capito l’orientamento degli aiuti in senso moderno ed efficace.
Rispetto a ogni altra accoglienza notturna e diurna, il dormitorio e l’emergenza abitativa di Caritas diocesana aiutano a non perdersi nei meandri della dipendenza e del disagio che impoverisce tante persone in difficoltà. La struttura getta le basi di un primo ponte verso il co-housing, quel modello residenziale che combina l’autonomia delle abitazioni private con la condivisione di spazi e servizi comuni, favorendo relazioni di vicinato, mutuo aiuto e partecipazione alla vita della comunità. A seconda dei destinatari, il co-housing può assumere diverse forme: per anziani che desiderano contrastare la solitudine; per giovani lavoratori o studenti; per famiglie che condividono alcuni servizi e per persone fragili inserite in percorsi di inclusione sociale, cioè quelle che maggiormente costituiscono il nostro target di intervento e di sostegno.
Appare sempre più necessario che le nostre comunità conoscano la storia e le forme di emarginazione che ci sono accanto e che spesso sembrano invisibili. Occhi aperti e orecchie tese favoriscono l’ascolto e il monitoraggio di tante situazioni che vengono segnalate agli Operatori Caritas occupati volontariamente in diversi settori. Con un obiettivo di fondo: quello di favorire un percorso molto famigliare e di prossimità che rende l’accoglienza non solo assistenziale, ma promozionale e finalizzata al pieno inserimento nella realtà sociale e nella comunità.
“Quando sono arrivato al dormitorio, il mio primo pensiero è stato di profonda e immensa gratitudine” dice Nazir, arrivato dal Camerun con un sogno semplice e difficile insieme: costruirsi un futuro attraverso lo studio e il lavoro. A Ivrea trova molte opportunità, ma anche la fatica di dover affrontare da solo il peso delle difficoltà economiche. Quando entra nel dormitorio della Caritas capisce che quella porta aperta rappresenta molto più di un posto dove dormire. “Mi sono sentito accolto quasi come in famiglia” racconta Nazir, spiegando che per lui il dormitorio diventa un punto fermo da cui ripartire: un luogo sicuro che gli permette di frequentare l’università, studiare, immaginare un domani diverso. Anche le difficoltà quotidiane, con il tempo, assumono un altro significato: le regole, le sveglie mattutine, la condivisione degli spazi sono divenute col tempo esperienze che lo hanno aiutato a crescere e a diventare l’uomo che è oggi. Ma, soprattutto, Nazir ricorda le persone: gli altri ospiti, i volontari, gli studenti che sceglievano di trascorrere del tempo insieme a loro. Relazioni semplici, autentiche, capaci di far sentire qualcuno meno solo: “quello che allora consideravo un ostacolo, oggi lo vedo come un’opportunità che mi ha fatto crescere”, testimonia.
Oggi Nazir lavora con responsabilità in una grande azienda. Un traguardo costruito con impegno, sacrificio e determinazione. Ma ciò che porta più nel cuore è la possibilità ricevuta: qualcuno che, in un momento difficile, ha scelto di credere in lui. Per questo continua a credere che ogni gesto di aiuto possa davvero cambiare la vita di una persona.
www.8xmille.it/come-firmare

Oltre gli schieramenti: l’Italia cerca un nuovo baricentro tra Europa e Costituzione

Salvini o Zaia? Il vice-premier alleato con l’estrema destra anti-europea o l’ex Governatore del Veneto, nordista e antifascista come il fondatore del Carroccio, Umberto Bossi? La Lega è spaccata verticalmente, con sondaggi impietosi al 5%, come il secessionista gen. Vannacci, già vice-segretario con Salvini, ora promotore di “Futuro nazionale”, una formazione di estrema destra, contro Bruxelles, con Putin e Trump, contro gli immigrati ed ora anche contro la legge che punisce i femminicidi …
Per la prima volta, dopo quattro anni, il governo Meloni deve affrontare una questione politica dirimente: il rischio di eclissi, di frantumazione di uno dei partiti “costitutivi” della maggioranza; in Lombardia, culla del Carroccio, sono già apparsi manifesti significativi: “via Salvini, Zaia segretario”; peraltro la Lega non può essere sostituita da “Futuro nazionale” perché il suo programma è incompatibile con la Costituzione repubblicana (a cominciare dal principio di eguaglianza di tutte le persone, senza eccezioni) e con la partecipazione all’Unione Europea. La Meloni ha colto questa pericolosa situazione e nel discorso alla Camera ha sbarrato la strada al gen. Vannacci.
Con il Carroccio “dilaniato” e Vannacci “squalificato”, il destra-centro rischia; e già sui media cresce l’ipotesi di un accantonamento del disegno di legge “Stabilicum”, che prevede un forte premio di maggioranza alla coalizione che superi il 42% dei voti; il ddl verrebbe approvato alla Camera, per “salvare la faccia”, ma alla ripresa autunnale finirebbe nelle sabbie mobili del Senato. Resterebbe quindi in campo l’ipotesi del “pareggio” tra i due Poli, con Fratelli d’Italia concentrata sul primato di lista e Forza Italia, modello Marina Berlusconi, spinta ulteriormente ad una scelta neo-centrista, come espressione in Italia del PPE, europeista, con Kiev contro Putin, distante dall’isolazionismo Maga dell’America di Trump. Sul piano istituzionale ne consegue la disponibilità a governi di larghe intese, promossi dal Quirinale (ricordiamo Ciampi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Draghi).
Il centro-sinistra, contrario in linea di principio allo “Stabilicum” avrebbe un particolare “sollievo” dal suo abbandono, perché cadrebbe l’obbligo di indicare sulla scheda il candidato premier. In questo modo cadrebbe anche l’ipotesi di “primarie” fratricide tra Schlein e Conte, con un ruolo paritario per tutte le componenti del “campo largo”. Ancora in questi giorni non sono mancate tensioni tra i leader: Conte, che punta ad un elettorato trasversale, si è dichiarato “progressista”, ma non di sinistra; sulla proposta di introdurre la patrimoniale (Schlein) ha aperto un fuoco di sbarramento, insieme a Renzi e Ruffini; nel voto in Parlamento sulla politica estera (e sull’Ucraina) il campo largo ha presentato cinque diverse mozioni.
Ancora non è incominciato il lavoro per un programma comune di governo; come ha detto Prodi non basta indicare le priorità (lavoro, sanità, immigrazione …), occorre prefigurare un disegno complessivo di società, precisando le modalità operative di governo. Ed anche sui temi etici ci sono questioni aperte: la linea Pd del diritto d’aborto nella Costituzione europea, del matrimonio egualitario, della maternità surrogata, dell’eutanasia modello Associazione Coscioni non trova concordi tutte le componenti ed i Centristi.
Va infine evitata una nuova diaspora, come alle Camere, sui temi centrali della pace e della guerra: l’europeismo, un filone vitale per l’Italia da De Gasperi a Draghi, da Nenni e Fanfani, da Spadolini a Moro e Berlinguer, non può essere annacquato per “restare neutrali” con Putin. La linea concorde Mattarella-Leone XIV sul rispetto del diritto internazionale è un punto-chiave per una pace “equa e duratura” in Europa e nel Medio-Oriente.
Dopo mesi di scontri elettorali, i due Poli sono chiamati a scelte politiche chiare e comprensibili per tutti. Ed anche il Terzo Polo, che si è rilanciato a Milano con l’ex ministro Calenda e la vice-presidente del Parlamento europeo, Picierno, dovrà presto definire le scelte politiche e programmatiche, soprattutto nell’ipotesi di blocco dello “Stabilicum” e di restituzione al Quirinale dei suoi essenziali poteri costituzionali.

Caricamento