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lunedì 9 Febbraio 2026

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NATO A CIRIE’, ABITO’ QUASI STABILMENTE AD ANDRATE, AFFASCINATO DALLA BELLEZZA DI QUEI LUOGHI

Romano Gazzera, il pittore dei “fiori giganti”

Costretto a studiare giurisprudenza, divenne caposcuola della pittura neo floreale

(di Doriano Felletti)

Foto: Da sinistra: Romano Gazzera, Giorgio De Chirico, Sergio Vacchi, Corrado Cagli, Renato...

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L’ex “Cena” va giù, che farne dello spazio vuoto? Risponde il Sindaco di Ivrea

Volendo riadattare la celebre “Canzon del Carnevale” di Ivrea, possiamo proclamare in coro: “Va cantando ogni rione: l’ex ‘Cena’ non c’è più!”.
Con qualche difficoltà si sta completando l’abbattimento della struttura, un tempo sede dell’Istituto per geometri, confinante con il Museo “Garda” e Piazza Ottinetti.
Nelle intenzioni dell’Amministrazione comunale si tratta di un importante passo avanti verso la realizzazione di quel polo culturale diffuso che da decenni è uno dei sogni delle Giunte che si sono succedute a Ivrea. Prossimamente avremo una grande spianata: per farci che cosa?
Sul giornale di oggi, giovedi 5 febbraio, trovate l’intervista al Sindaco di Ivrea sull’argomento.

Storico Carnevale di Ivrea. Iscrizione dei carri da getto alla Battaglia delle Arance – Edizione 2026

Sono 51 i Carri da getto che prenderanno parte alla Battaglia delle Arance del Carnevale di Ivrea 2026. Nei giorni 15 e 16 gennaio 2026 sono pervenute 52 domande di iscrizione di carri da getto a fronte dei 54 carri aventi diritto in seguito alla fase di pre-iscrizione.
Come previsto dal regolamento, la Fondazione ha svolto le necessarie verifiche sulla documentazione presentata, operando alla presenza dei rappresentanti dell’Associazione Aranceri dei Carri e dell’Associazione Albo Conducenti Carri da Getto e tenendo conto delle indicazioni fornite in relazione ai rispettivi associati. Ove necessario, sono state richieste specifiche integrazioni e ulteriori verifiche documentali. Non è stata invece accolta la domanda di iscrizione del Carro n. 33. Dall’analisi della documentazione è infatti emersa la mancanza del requisito previsto dall’art. 6, primo comma, del vigente Regolamento che stabilisce l’obbligo di iscrizione all’Associazione Albo Conducenti Carri da Getto per lo svolgimento del ruolo di conducente. Nessuno dei conducenti indicati nella domanda risulta iscritto all’Associazione, come confermato dal Presidente della stessa.

Domenica 8 febbraio, carnevale sotto la grandine

Foto Marino – Ivrea
La Penultima domenica di Carnevale si è conclusa con un’affluenza straordinaria di pubblico; circa ottomila persone. Nel pomeriggio, alla seconda alzata, il cielo si è fatto improvvisamente buio, portando con sé una pioggia di ghiaccio: un evento mai visto negli annali del Carnevale. Incessante per oltre un’ora. Il Corteo ha sfilato ugualmente orgoglioso e imperturbabile, tra di loro i piccoli Abbà.
La manifestazione ha registrato le fagiolate rionali di Montenavale, Torre Balfredo, Santi Pietro e Donato e Cuj dij Vigne (50 anni quest’anno). Via Palestro, piazza di Città e il Lungo Dora erano gremiti di gente: a partire dalle 9.30, i carri si sono schierati lungo corso Massimo d’Azeglio, pronti a sfoggiare magnifici finimenti e sponde accuratamente dipinte, fino a piazza del Rondolino. Qui, le giurie “Cavalli, Finimenti e Guida” e “Allestimento e Design” li hanno accolti per una valutazione accurata, fondamentale per determinare i punteggi validi per la classifica finale dei Carri da Getto. Dopo la parata, si è svolta la Riappacificazione tra i rioni di San Maurizio e Borghetto, momento simbolico di grande significato. La manifestazione si è conclusa con la Generala e la Canzone del Carnevale, eseguite in piazza, con il popolo e per il popolo.
 

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Soemia, un nome raro, di origine romana, associato a forza di carattere, profondità e capacità di visione. Riflette bene il percorso personale e professionale fuori dall’ordinario di Soemia Sibillo, direttrice del Centro Aiuto alla Vita presso la Clinica Mangiagalli a Milano. Una figura di spicco nel mondo della protezione della vita, del sostegno alle madri e del volontariato.
Questi sono per lei giorni intensissimi: si celebra la Giornata per la Vita. Tutto è nato dall’incontro, inaspettato ed imprevedibile, con la fondatrice del più importante CAV d’Italia, Paola Bonzi. Una donna che ha lasciato un segno profondo nel modo di intendere l’accompagnamento alla maternità difficile.
Al centro del suo approccio il valore della verità, ma sempre dentro una relazione. Ripeteva infatti: “Dire la verità sempre – ma dentro una relazione di carità”. Non si tratta di addolcire i fatti né di usarli come arma: la verità deve essere vissuta in modo responsabile, perché “La verità senza carità ferisce. La carità senza verità inganna”. Questo orienta il colloquio con le mamme: niente pressioni, niente illusioni, ma nemmeno distacco freddo: “Non bisogna addolcire la realtà: bisogna accompagnarla”.
Anzitutto l’ascolto. “Prima si ascolta la persona, poi il problema”. Andava oltre la domanda immediata, perché “dietro ogni richiesta c’è una paura: bisogna incontrare quella”. Da lì il rifiuto di ogni giudizio superficiale: “Nessuna donna chiede aiuto per capriccio”.
Il sostegno deve essere concreto e fedele. “Le parole aiutano, ma i pannolini aiutano di più”. L’aiuto materiale e la presenza cambiano le condizioni in cui si decide: “Se togli la solitudine, metà della decisione cambia”. Ma serve presenza vera: “Non basta dire ‘ci sono’: bisogna esserci davvero”.
Soemia rimane folgorata dall’attenzione alla libertà: “La scelta deve essere libera – e per essere libera deve avere alternative reali”. Per questo Paola chiariva: “Noi non decidiamo per nessuno, ma non lasciamo nessuno da solo a decidere”. La speranza è diventata sperimentabile: “La speranza è un fatto concreto, non uno slogan”.
Dalla fondazione del CAV della Mangiagalli, non sono solo nati 27.020 bambini, ma soprattutto sono rinate 27.020 mamme.

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